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Tecnologie ubique per gli studenti di Pompei: nuove forme di scrittura globale

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di SALVATORE IACONESI e ORIANA PERSICO -

Con il progetto di ricerca e la performance artistica de “L’Uomo Elettronico” (1), lanciate da Art is Open Source e FakePress Publishing in collaborazione con MediaDuemila, l’Osservatorio TuttiMedia sotto la direzione scientifica del prof. Derrick de Kerckhove, le tecnologie ubique materializzano nuove e affascinati forme di scrittura, quanto nuove forme di sensibilità e consapevolezza planetaria - in uno scenario che vede la nostra percezione del mondo radicalmente modificata.

Nel 1936 usciva “Tempi Moderni”, film magistralmente interpretato e diretto da C. Chaplin in cui un’umanita alle prese con la mutata condizione del mondo industriale viene messa in scena: il contatto con un nuovo insieme di tecnologie era la causa primaria di una mutazione che stava trasformando il loro modo di vivere, di rappresentare e percepire la realtà. Gli strumenti per la misurazione del tempo (orologi, ingranaggi, sirene…) erano tra i più efficaci agenti del cambiamento presenti nel film. Visivamente ubique, quelle tecnologie si mostravano quale sorgente di un cambiamento che, ben al di fuori delle mura della fabbrica, coinvolgeva tutti gli aspetti dell’esistenza umana, in modi non solo potenti e onnicomprensivi ma anche intimi e quotidiani a partire dalle nostre categorie spazio-temporali: per la prima volta nella nostra storia, l’esperienza del “tempo” diventa un’espreienza tecnologicamente mediata, dove l’inizio di una giornata era scandito dal suono meccanico di una sveglia.

In questi anni ci troviamo di nuovo al centro di una profonda mutazione, a indossare i panni di un Chaplin del nuovo millennio: non più impacciato nel vortice della trasformazione industriale, ma impegnato nell’acquisizione di nuovi spazi di pensiero, linguaggio, comunicazione e informazione.

Non è retorica. Si tratta realmente una mutazione epocale, i cui impatti si ripercuotono sul modo in cui lavoriamo, apprendiamo, comunichiamo, ci relazioniamo e passiamo il nostro tempo libero. Le reti e le tecnologie digitali alla base di questa mutazione determinano un cambiamento radicale nei nostri modelli di pensiero e di espressione. La scrittura, la lettura - e le conseguenti capacità di descrivere e comunicare il mondo che ci circonda, noi stessi e le persone con cui ci relazioniamo - sono al centro della mutazione contemporanea che viviamo in questi anni e che attraversa la nostra vita quotidiana.

Ne “L’Uomo Elettronico” uno scenario suggestivo ed efficace per mostrare questi nuovi spazi di possibilità ed opportunità prende vita e si rende osservabile.

Una performance globale è alla base di un progetto di ricerca capace di mettere in atto una nuova forma di scrittura e di sensibilità planetaria. Migliaia di QRCode (codici a barre bidimensionali), disseminati spontaneamente dagli utenti di Internet in molte città del pianeta  sotto forma di sticker urbani, sono la porta d’accesso per partecipare a questo esperimento globale: la creazione di un corpo e di un’identità connettivi e l’acquisizione di un “senso” aggiunto esternalizzato su un device tecnologico che ci portiamo ogni giorno in tasca. Quando una persona accede ad un QRcode, tutti coloro che hanno già preso parte alla performance sentono il proprio smartphone vibrare, ricevendo così uno stimolo capace di coinvolgere direttamente una dimensione fondamentale della nostra esperienza: il corpo. Ad oggi circa 50mila persone in tutto il mondo hanno partecipato, creando uno scenario di incredibile interesse scientifico e culturale per la possibilità di osservare ed avere esperienza di queste nuove possibilità: tecnologie ubique accessibili, capaci di mettere in relazione persone di ogni cultura e contesto sociale, a livello planetario; realtà aumentate, publishing ubiquo, interfacce naturali e sistemi georeferenziati capaci di creare e rendere usabili nuove forme di scrittura, nuove sensibilità e strumenti per la consapevolezza e la comunicazione.

A Pompei porteremo le tecnologie alla base dell’Uomo Elettronico, le racconteremo agli studenti e agli insegnanti e, assieme a loro, durante un workshop di due giorni creeremo scenari pratici in cui queste tecniche e metodologie possano dare vita a forme innovative di cittadinanza, capaci di raccontare la storia del territorio, l’identità delle persone, il valore della produzione e la ricchezza della cultura di una terra e delle persone che la abitano. Capaci, inoltre, di valorizzare e trovare usi efficaci agli investimenti delle amministrazioni pubbliche nella creazione di infrastrutture per l’accesso al mondo digitale sul territorio.

Un workshop che avrà la valenza della performance, unita a quella della scienza: i metodi formali tipici della ricerca si affiancheranno alla partecipazione ad una azione il cui desiderio è quello di rendere accessibili queste nuove forme di “scrittura sul mondo”, per suggerire opportunità concretamente raggiungibili. Appropriarsi di questi linguaggi, crearne le grammatiche, attuarli nella propria vita quotidiana divantano la condizione e lo strumento di un cittadino globale - e di un’idea di citadinanza - capace realmente di trasformarsi in agente attivo delle nostre società, più consapevole, tollerante e conscio del valore del proprio territorio.

Salvatore Iaconesi e Oriana Persico
www.artisopensource.net
www.fakepress.it

Note:
(1) Per partecipare alla performance e per maggiori informazioni è possibile visitare il seguente sito

Renee Carmichael (Furtherfield.org) intervista il nostro Uomo Elettronico

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“The Electronic Man: A Global Performance”. È questo il titolo dell’intervista pubblicata da Furtherfield.org, storico network internazionale UK based che da oltre 20 anni si occupa di arte e attivismo politico-tecnologico.

 

Renee Carmichael, autrice dell’intervista sostiene nell’introduzione:

Questa performance globale in tempo reale riguarda gli esperimenti concettuali di remix della realtà, creando nuove esperienze sensuali grazie alla tecnologia. [...] Abbiamo discusso idee e intenzioni degli autori sul modo di concepire e realizzare la performance e l’uso della tecnologia, e come i loro metodi coinvolgano l’antropologia e la biologia“.

 

L’intervista è integralmente disponibile a questo link:
http://www.furtherfield.org/features/interviews/electronic-man-global-performance

 

ABOUT Furtherfield.org
Furtherfield - online arts community, platforms for creating, viewing, discussing and learning about experimental practices at the intersections of art, technology and social change
http://www.furtherfield.org/

 

ABOUT Renee Carmichael
Renee graduated from Goldsmiths with a Masters in Interactive Media: Critical Theory and Practice. Her most recent work arose from working with Obsessive Compulsive Disorder (OCD) support groups to interpret their perception of objects within the home alongside theories of discreteness and technology. She is currently interested in exploring relationships between food, data and technology.

 

Salvatore Iaconesi e Oriana Persico
www.fakepress.it
www.artisopensource.net
www.angel-f.it

Arte digitale: praticare l’innovazione con la creatività dei giovani talenti italiani

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di ERMINIO CIPRIANO

 

“L’arte è bella ma non deve rimanere un’arte povera” è la provocazione lanciata da Giulia Giovannelli, direttore dell’ADD Festival Arti Digitali, in occasione delle Giornate della Creatività e dell’Innovazione 2011 promosse dalla Provincia di Roma. Una quattro giorni di eventi, convegni ed esposizioni, luogo di incontro e confronto per i tanti attori del mondo digitale - università, imprese, persone - che operano nel nostro Paese. All’ADD Festival 2011 grande successo anche per il nostro Uomo Elettronico, l’applicazione mobile ispirata alle intuizioni visionarie di Marshall McLuhan (”Electronic man like pre-literate man, ablates or outers the whole man. His information environment is his own central nervous system“) e Derrick de Kerckhove (”We are invited to refine our proprioception to extend our point of being - rather than our point of view - from wherever we are to wherever technically extended senses can allow us to reach“).

“La creatività è la risposta al generalismo” ha esordito nella conferenza stampa d’apertura Mario Morcellini. Il Direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma ha detto che Istituzioni e politica devono rispondere in modo più forte alla produzione culturale dei giovani attraverso un confronto più attivo.  

“Abbiamo bisogno di una frustata nel mondo della ricerca che valorizzi le idee e le potenzialità dei nostri giovani” ha ammonito Guido Fabiani, Rettore dell’Università degli studi di Roma Tre, presentando l’Edizione “InnovAction Lab 2011“. “Vogliamo formare degli innovatori in grado di applicare idee nuove nel tessuto sociale, è questo il senso del progetto InnovAction Lab” ha chiarito il professor Fabiani specificando che “i giovani che presentano questi progetti sono giovani precari che hanno grosse potenzialità, e di questo la politica deve tenerne conto”.

“Il nostro obiettivo con queste giornate della creatività è fare rete - ha spiegato Nicola Zingaretti - quindi costruire sinergie con università, imprese, persone che vivono nel mondo digitale”. Il presidente della Provincia di Roma si è soffermato sull’importanza del merito che può costituire un valore aggiunto per il nostro Paese: “noi non abbiamo né miniere d’oro né di diamanti, quindi l’Italia per riprendersi deve ritornare a scommettere su giovani talenti, università, sapere. Eppure in maniera folle - ha ammonito Zingaretti - su questo non si scommette perché spesso per i posti di comando si scelgono i peggiori non perché bravi ma perché amici di qualcuno. Le giornate della creatività sono anche l’occasione per dire che in Italia ci sono talenti - ha proseguito il presidente -  ci sono buone idee creative che meritano attenzione primo perché è giusto riconoscerle e poi perché così l’Italia può riaccendere i suoi motori. Se si discutesse più di questo e meno delle sciocchezze alle quali spesso siamo costretti a dover discutere per colpa della cattiva politica allora l’Italia sarebbe un Paese migliore”.

 

Erminio Cipriano

media2000@tin.it

ADD Festival: ElectronicMan “Special McLuhan Project”

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di ORIANA PERSICO            

 

Dal 23 al 26 giugno il Centenario di McLuhan continua a vivere grazie all’Uomo Elettronico in una delle più prestigiose location della cultura a Roma: la sede del MACRO Testaccio, recentemente oggetto di un grande restauro.

 

Ci arriva in un momento particolare: i quattro giorni della Creatività e dell’Innovazione promossi dalla Provincia di Roma. Presente tutto il circuito imprenditoriale e artistico della cosiddetta “industria creativa” del territorio di Roma e Provincia. L’iniziativa, arrivata alla sua terza edizione, si articola su tre elementi principali: la premiazione del concorso innovAction Lab (l’anima business oriented del progetto); Provincia Creativa (circa 200 storie di creatività e innovazione raccolte in un volume a cura della Provincia); ADD Festival (festival di arti digitali che copre l’intera manifestazione). È proprio grazie al team di ADD Festival che l’Uomo Elettronico ha la possibilità di riproporsi sotto forma di una nuova installazione interattiva: i curatori, presenti alla Sapienza il 31 maggio scorso in occasione del Centenario, hanno subito inserito nella programmazione l’opera come “Special McLuhan Project”.

 

Per questa avventura, una veste completamente rinnovata per l’installazione tutta da scoprire, e una sorpresa per tutti coloro che dalla sua nascita hanno contribuito (e stanno contribuendo) nel mondo alla costruzione di questo corpo connettivo ubiquo: nell’area espositiva dell’installazione, un’intera parete sarà dedicata a loro. Le foto inviate in questi giorni da chi ha partecipato alla performance di stickeraggio virale urbano, disseminando gli adesivi dell’Uomo Elettronico negli spazi pubblici della propria città, verranno stampate ed esposte per tutta la durata del Festival, includendo i nomi,  i nick e i siti di riferimento. Anche Media Duemila sarà presente: i numeri della rivista saranno esposti, accessibili al pubblico in un’area dedicata.

 

Metaforicamente e fisicamente, l’Uomo Elettronico porta con sé tutti i pezzi del suo corpo ubiquo e li ringrazia, ricordando che la sua nuova applicazione è gratuitamente scaricabile su App Store.

 

Oriana Persico

 

The ELECTRONIC MAN
http://electronicman.artisopensource.net/

 

DOWLOAD THE APPLICATION - The Electronic Man for iPhone and iPad
http://itunes.apple.com/us/app/the-electronic-man/id440988777?mt=8&ls=1

 

The ELECTRONIC MAN @ ADD Festival
http://www.addfestival.com/index.php?option=com_content&view=article&id=110%3Asalvatore-iaconesi-e-oriana-persico&Itemid=179

 

CALL to ACTION ADD Festival
http://www.fakepress.it/FP/?p=1978

Uomo Elettronico su App Store Media Duemila e OTM per un’emozione globale

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di IACONESI e PERSICO      

 

A meno di due settimane dal suo lancio a Roma per la celebrazione del Centenario di McLuhan, l’applicazione mobile dell’Uomo Elettronico è finalmente on line. Sviluppata per iPhone, iPad, iPod Touch, la primissima release è già gratuitamente scaricabile su Apple Store a questo link: http://itunes.apple.com/us/app/the-electronic-man/id440988777?mt=8&ls=1,
meglio se sotto copertura Wi-Fi, mentre nei prossimi giorni nuove release saranno pubblicate e disponibili on line.

Con l’applicazione l’opera trova la sua sintesi e il suo completamento: da identità connettiva di sintesi, l’Uomo Elettronico si trasforma nella possibilità di sperimentare la creazione di un vero e proprio senso aggiunto esternalizzato su un device tecnologico che portiamo tutti i giorni nelle nostre tasche e che rappresenta già una delle protesi tecnologiche più diffuse, il cellulare. L’interfaccia web consente a chiunque attraverso un browser di interagire con il corpo digitale dell’Uomo Elettronico contribuendovi con il proprio stato emozionale: una volta selezionata l’emozione da una apposita list, il sistema richiede di rilevare la propria posizione geografica, che sarà così associata all’emozione. Gli sticker urbani muniti di QRCode disseminati in spazi pubblici e interstizi metropolitani, hanno permesso a questo corpo digitale di passare dallo schermo al mondo fisico: quando il QRCode viene fotografato con uno smarphone dotato di reader, l’Uomo Elettronico riceve una stimolazione, la persona accede all’interfaccia web e può aggiungere la sua emozione che sarà associata a quello specifico luogo.

Questi due elementi - uniti ad un intenso lavoro di comunicazione e networking - hanno consentito nell’arco di due settimane la creazione di una mappa emozionale del mondo in costante evoluzione, il corpo dell’Uomo Elettronico.

L’applicazione ne rappresenta il terzo. Attraverso di essa una dimensione fondamentale dell’esistenza umana entra in gioco: la sensorialità. Una volta scaricata, quando qualcuno interagisce con l’Uomo Elettronico (via web o attraverso gli sticker), anche il suo smarphone viene stimolato e vibra. In tal modo, il concetto di connessione globale da statement teorico viene ricondotto ad una esperienza fisica: il possessore dell’applicazione ha la possibilità concreta di unirsi a un corpo connettivo ubiquo di cui lo smartphone rappresenta l’ultimo terminale. È così che la suggestione di McLuhan di un sistema nervoso che estende i suoi filamenti a tutto il pianeta esce dalla metafora per diventare carne, tatto, esperienza.

L’Uomo Elettronico è la possibilità concreta di “sentire” la vicinanza con gli altri esseri, di esperire per la prima volta una nuova forma di prossimità con gli abitanti del Villaggio Globale, che ha sviluppi e implicazioni sterminate e tutte da scoprire.

Frattanto ecco i dati aggiornati all’ultima settimana di questa identità connettiva che continua ad espandersi: 5458 contributi, 1257 locations, 5 continenti (inclusi Europa, Asia, Africa, America Sud, America Nord); “Joy”, “Ecstasy”, “Interest”, “Serenity”, “Anticipation”, “Pensiveness” sono le emozioni più quotate.

Con l’invito a raggiungerci e a visitare il MACRO Testaccio dal 23 al 26 giugno e a partecipare alla performance: l’Uomo Elettronico sarà presente all’ADD Festival come “special project McLuhan Centennial” con una nuova installazione, e porterà con sé tutti coloro che nel mondo stanno disseminando il suo corpo digitale per strade, piazze, università.

 

Oriana Persico e Salvatore Iaconesi

 

The ELECTRONIC MAN

http://electronicman.artisopensource.net/

 

DOWLOAD THE APPLICATION

The Electronic Man for iPhone and iPad
http://itunes.apple.com/us/app/the-electronic-man/id440988777?mt=8&ls=1


PARTECIPA @ADD Festival con l’UOMO ELETTRONICO

http://www.fakepress.it/FP/?p=1978

 

MULTIMEDIA GALLERY

- The Enectronic Man @Marshal McLuhan Centennial, Rome, Università La Sapienza: backstage & installation
http://www.flickr.com/photos/xdxd_vs_xdxd/sets/72157626876028200/

- First Body Disemination: Electronic Man urban stickers placed allover the world
http://www.flickr.com/photos/xdxd_vs_xdxd/sets/72157626811219056/

 

Credits

Salvatore Iaconesi: concept | design | technology
Oriana Persico: communication | process | networks
FakePress Publishing: production
Art is Open Source: production
Maria Pia Rossignaud: curator | production
Media Duemila, Associazione Amici di MD, Osservatorio TuttiMedia: production
Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza: event production
Derrick de Kerckove: scientific direction | inspiration
Marshall McLuhan: this project could not have existed without him

 

More info at:

ADD Festival
http://www.addfestival.com/

Convegno “McLuhan: Tracce di Futuro” - 31 maggio Università “La Sapienza”, Roma
http://www.mediaduemila.it/?p=3612

FakePress Publishing
http://www.fakepress.it/

Art is Open Source
http://www.artisopensource.net/

Media Duemila
http://www.mediaduemila.it/

Osservatorio TuttiMedia
http://www.osservatoriotuttimedia.it/home

L’Uomo Elettronico: ritratto di un’identità connettiva

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di IACONESI e PERSICO

 

Un pc connesso in Rete, un proiettore, un telo, diverse centinaia di sticker distribuite ai presenti, locandine strette e lunghe rigorosamente in bianco e nero disposte simmetricamente alle pareti. La sagoma sottile e leggermente spigolosa di un uomo sospeso nello spazio, curiosa, quasi sognante; alle sue spalle, la mappa del pianeta punteggiata di piccoli cerchi verdi; in basso due grafici che ricordano un futuristico pannello di controllo; al centro, una serie di sfere rosse connesse da sottili bracci. Nell’aria, sonorità diffuse di bit…

 

La mattina del 31 maggio 2011 l’Uomo Elettronico si è manifestato nella hall del Centro Congressi della Sapienza sotto forma di un’installazione. Sullo schermo di proiezione tutto impercettibilmente si muove: i grafici si alterano, le sfere si spostano, la distribuzione dei punti sulla mappa cambia, fin quando una parola - un emozione - appare per scomparire quasi subito riassorbita dalla sagoma. L’Uomo Elettronico è vivo: l’installazione registra, proiettandoli in tempo reale, i segnali della sua esistenza digitale. Sono le interazioni degli utenti con il suo corpo: dati, informazioni catturate dalla Rete a intervalli di circa cinque minuti che si trasformano in rappresentazioni infoestetiche live.

 

4800 contributi da 1037 location distribuite fra 5 continenti (Europa, Asia, Africa, America Sud, America Nord): sono questi i dati della prima settimana di vita dell’Uomo Elettronico, che ne delineano i tratti. Nei giorni immediatamente precedenti la celebrazione del Centenario di McLuhan a Roma, a partire dal 27 maggio una call to action lanciata su mailing list nazionali e internazionali, social network, siti, ha innescato un meccanismo di partecipazione globale, coinvolgendo persone da tutto il mondo nella creazione e disseminazione del corpo dell’Uomo Elettronico. Le istruzioni sono semplici ed efficaci: accedendo ad una piattaforma on line è possibile scegliere un’emozione, registrarla e inviarla, consentendo al sistema di rilevare la propria posizione geografica. Ma non è tutto. Agli utenti è stata fornita un’ulteriore possibilità: stampare un pdf contenente uno sticker con l’icona dell’Uomo Elettronico e un QRCode, ritagliare lo sticker, incollarlo su una qualsiasi superficie pubblica, scattare una foto e inviarla al nostro indirizzo di posta elettronica inserendo a scelta il proprio nome (o nick), biografia e sito di riferimento. Il tutto avrebbe fatto parte dell’installazione e dell’opera. Sorprendendoci, un numero consistente di utenti, abbandonati per un momento tastiera e mouse, ha impugnato forbici e colla per trasformarsi in bricoleur, stickeratori abusivi, veri e propri performer. Grazie a loro, l’Uomo Elettronico è uscito fuori dallo schermo vivendo nelle strade, nelle piazze, negli interstizi metropolitani della città: il QRCode contenuto nello sticker punta infatti all’interfaccia web attraverso la quale è possibile aggiungere la propria emozione e connettersi alla performance, un link dal mondo fisico a quello virtuale e viceversa. Ancora i dati registrati in questa prima settimana di performance sono rivelatori. Sul totale delle connessioni registrate, ben il 25% proviene dagli sticker disseminati in 7 Nazioni su 25 location differenti (tra quelli che hanno effettuato lo scan degli sticker, circa il 78% ha usato iPhone, circa il 21% ha usato Android e l’1% ha usato un altro device); il 45% di utenti ha usato il browser del computer (principalmente Firefox, Safari e Chrome); mentre il 30% il proprio smarphone (iPhone/iPad/Android) direttamente dal Web.

 

Le infoestetiche rappresentate nell’installazione e quelle visibili sul Web sono il racconto in costante evoluzione di questa identità connettiva: sulla mappa possiamo osservarne la distribuzione geografica; un grafico a colonne ci svela la composizione dello stato emozionale; infine un’infoestetica più complessa mostra la covarianza delle emozioni secondo gli indicatori di tempo e spazio.

 

Ad oggi gli stati emotivi più scelti e comunicati dagli utenti all’Uomo Elettronico sono: Interest, Joy, Serenity, Pensiveness, Annoyance, Vigilance.

 

Questo breve resoconto si chiude con due notizie. L’Uomo Elettronico è attualmente ospitato presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione in Via Salaria 113, dove rimarrà come opera permanente: un quadro su tela (70×30 cm) con la sua icona e il QRCode è stato realizzato e donato in via simbolica al professor Mario Morcellini e al presidente dell’Osservatorio TuttiMedia Francesco Passerini Glazel. Inoltre, dal 22 al 26 giugno prossimo l’installazione verrà riproposta presso il MACRO Testaccio presso ADD Festival. Un’altra connessione, nello spirito che ha animato questo evento, si è accesa.

 

Oriana Persico e Salvatore Iaconesi

 

APPROFONDIMENTI & LINK UTILI

 

Partecipa alla performance e scopri l’Uomo Elettronico

L’Uomo Elettronico è una performance globale ongoing. Partecipa disseminando un QRCode nella tua città o donandogli la tua emozione: facendolo diventerai autore di questa opera connettiva ed entrerai a far parte della prossima esposizione all’ADD Festival presso il MACRO, e di quelle che organizzeremo nel futuro. Trovi tutte le informazioni a questo link:

http://electronicman.artisopensource.net/

 

Guarda le foto dell’installazione alla Sapienza

http://www.flickr.com/photos/xdxd_vs_xdxd/sets/72157626876028200/

 

Guarda le foto della prima disseminazione di sticker urbani

http://www.flickr.com/photos/xdxd_vs_xdxd/sets/72157626811219056/

 

SPECIAL THANKS

 

L’Uomo Elettronico ringrazia per la sua nascita:

Maria Pia Rossignaud, Derrick de Kerckhove, Erminio Cipriano, l’Osservatorio TuttiMedia, Media Duemila, l’Associazione Amici di Media Duemila; Francesca Comunello; Mario Morcellini; Chiara Giannini Guazzabugli; Anna Vacarelli, Giorgio Cipolletta, Dario Carrera, Enrico Tomaselli, Marco Stancati e tutti coloro che da anonimi hanno contribuito alla performance.

Partecipa alla nascita dell’Uomo Elettronico donandogli un’emozione

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L’interconnessione globale, divenuta condizione “di fatto” per milioni di netizen, è una consapevolezza che arriva da lontano.

Ma: quanto questa “coscienza-dell’essere-connessi” coinvolge direttamente la nostra dimensione fisica, i nostri corpi? quanto, in sintesi, “percepiamo” questa condizione?

A 100 anni dalla nascita di McLuhan, l’Uomo Elettronico indaga questo territorio. Una performance globale per sperimentare la creazione di un corpo connettivo e di un vero e proprio “senso aggiunto”.

L’Uomo Elettronico sta per nascere e tutti avranno l’opportunità di diventare parte del suo corpo e della sua mente.

Il lieto evento avverrà a Roma il 31 maggio 2011 durante la celebrazione del centenario di McLuhan all’Università “Sapienza”, e coinvolgerà chiunque, in qualsiasi punto del pianeta.

 

Ci vorrà solo qualche minuto:

  • 1. scarica il PDF a questo link:http://electronicman.artisopensource.net/electronic-man-qrcode-stickers-a4.pdf;
  • 2. stampalo: contiene lo sticker che permette alle persone di diventare parte del corpo dell’Uomo Elettronico;
  • 3. ritaglia uno sticker e incollalo dove desideri: su un muro, nel tuo bar preferito, nel bagno del tuo ufficio, a scuola, sul tuo pc;
  • 4. fotografa lo sticker e inviaci la foto a: ” info@artisopensource.net “. Includi anche il tuo nome (o nick), l’indirizzo del tuo sito e una breve biografia: tutte le immagini e le informazioni saranno inserite nella mostra per il grande evento di celebrazione del Centenario di McLuhan a Roma e sul sito ufficiale dell’Uomo Elettronico;
  • 5. infine, se desideri, leggi il QRcode del tuo sticker con il tuo smartphone, usando uno dei tanti “QRcode reader” gratuitamente disponibili: ti porterà direttamente al corpo ubiquo dell’Uomo Elettronico e potrai regalargli la tua emozione.

 

Se non sai come usare il QRcode, ma vuoi partecipare alla performance, vai direttamente a questo link http://electronicman.artisopensource.net/index.php?i=1

(In entrambe i casi ti verrà richiesta la tua posizione geografica: ciò serve unicamente a stabilire la distribuzione del corpo dell’Uomo Elettronico. I tuoi dati non saranno registrati nè usati per altri fini, e li cancelleremo immediatamente).

 

Fai circolare questo messaggio!

L’Uomo Elettronico rappresenta la possibilità di “sentirti” connesso con gli altri esseri umani.

 

E se il 31 maggio sei a Roma, vieni a trovarci al Convegno “McLuhan: tracce de Futuro” in via Salaria 113: potrai assistere dal vivo alla nascita dell’Uomo Elettronico!

 

Salvatore Iaconesi e Oriana Persico

 

The Electronic Man - QRcode sticker

 

The Electronic Man

http://electronicman.artisopensource.net/

Credits

Salvatore Iaconesi: concept | design | technology

Oriana Persico: communication | process | networks

FakePress Publishing: production

Art is Open Source: production

Maria Pia Rossignaud: curator | production

Media Duemila, Associazione Amici di MD, Osservatorio TuttiMedia: production

Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza: event production

Derrick de Kerckhove: scientific direction | inspiration

Marshall McLuhan: this project could not have existed without him :)

 

More info at:

Convegno “McLuhan: Tracce del Futuro” - 31 maggio Università “Sapienza”, Roma

http://www.mediaduemila.it/?p=3612

 

FakePress Publishing

http://www.fakepress.it/

 

Art is Open Source

http://www.artisopensource.net/

 

Media Duemila

http://www.mediaduemila.it/

 

Osservatorio TuttiMedia

http://www.osservatoriotuttimedia.it/home

L’Uomo Elettronico, identità connettiva fatta di informazione e interazioni

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di IACONESI e PERSICO

 

The electronic man like pre-literate man, ablate or outers the whole man, his information environment is his whole nervous system” (Marshall McLuhan)

 

Un uomo globale, un corpo connesso, un senso aggiunto esternalizzato sui nostri cellulari a creare un nuovo sistema nervoso che estende i suoi filamenti su tutto il pianeta. Non sono nostre queste intuizioni, eredità di un raffinato interprete del contemporaneo: Marshall McLuhan.
Quest’opera, realizzata a cento anni dalla sua nascita, trae diretta ispirazione dal suo pensiero fin dal titolo e la consideriamo così: una dedica a chi ha saputo raccontarci frammenti di un futuro che stiamo vivendo. Che è il nostro presente.
L’Uomo Elettronico è una performance globale: la costruzione di un’identità connettiva fatta di informazione e interazioni, che incarna l’analogia profonda uomo/mondo, dove l’uno si trasforma nell’altro e viceversa reinterpretando il concetto di mappa e aggiungendo a questa consapevolezza ecosistemica un elemento fondamentale: la sensorialità.

L’Uomo Elettronico si sta costruendo in questi giorni. Il suo corpo prenderà vita per la prima volta il 31 maggio nell’Aula Magna del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, “Sapienza”, Università di Roma, nel corso del convegnoMcLuhan: Tracce del futuro. The future of the future is the present“. A brevissimo chiunque potrà partecipare alla performance contribuendo al suo sviluppo.

Quest’opera nasce da una collaborazione con l’Osservatorio TuttiMedia e l’associazione “Amici di Media Duemila“. Il nostro ringraziamento particolare va a Maria Pia Rossignaud per il suo entusiasmo e la sua intelligenza, e a Derrick de Kerckhove per essere una fonte costante di stimolo e ispirazione nel nostro percorso artistico e di ricerca. L’Uomo Elettronico è dedicato anche a lui.

 

Salvatore Iaconesi
Hacker, artista, raver, ingegnere elettronico, Salvatore Iaconesi (aka xdxd.vs.xdxd) usa e concepisce la tecnologia come strumento di autodeterminazione nella ricontestualizzazione degli spazi urbani e digitali. Fondatore del network “Art is Open Source”, attualmente si occupa dell’interrelazione tra essere umano e apparati tecnologici, attraverso interventi interattivi in design ed architettura, usando Internet, reti cellulari, wearable computing, intelligenze artificiali tra arte, scienza e business. Insegna Interaction Design alla Facoltà di Architettura “L. Quaroni”, “Sapienza”, Università di Roma.

 

Oriana Persico

Lettrice compulsiva, blogger, diarista, Oriana Persico sviluppa una precoce coscienza ecologica che nel tempo si estende al regno digitale. Occupatasi per tre anni di Internet governance, proprietà intellettuale e politiche di partecipazione con il gruppo Verdi del Senato, attualmente scrive su riviste e quotidiani, mantiene rubriche on line di arte e tecnologia e conduce un’intensa attività a cavallo tra arte, comunicazione, politica e critica economica.

 

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Dal 2007 Salvatore e Oriana vivono e lavorano insieme a Roma, unendo arte, attivismo politico e tecnologico, performance. Nel 2009 fondano FakePress, casa editrice di nuova generazione che esplora i territori dell’ubiquitous publishing.