di PAUL LEVINSON -
New New Media è un’istantanea e un’analisi della straordinaria rivoluzione nel mondo delle comunicazioni che ha pervaso tutti i livelli della società e che continua a verificarsi quasi ogni giorno. Abbiamo a disposizione nuovi strumenti, nuove piattaforme, nuovi dispositivi, nuovi software interconnessi con tutti gli aspetti della nostra quotidianità . Abbiamo dei New New Media.
Il Tea Party, la Primavera Araba e Occupy Wall Street sono stati resi possibili in un modo o nell’altro proprio dai New New Media e dalla loro possibilità di far diventare produttori di informazioni coloro che erano solo consumatori.
Il Presidente degli Stati Uniti e il Papa adesso “twittanoâ€, allo stesso modo in cui lo fa la persona che siede vicino a noi nel treno o che è in coda dietro di noi al supermercato. Quattro miliardi di video sono visti ogni giorno su YouTube e questi non riguardano solo Justin Bieber ma anche la famiglia della porta accanto; e se la famiglia in questione avesse avuto per caso un Charlie come quello del video “Mordimi Charlie†(un video di due divertenti fratellini britannici che ha spopolato sul Web e che continua a divertire milioni di utenti), il video del vicino sarebbe stato visto più di 427 milioni di volte dal momento in cui è stato caricato sul Web nel 2007. I New New Media conferiscono alla gente più potere in tutto, dalle cose più triviali a quelle più serie.
Il concetto di “New New Media†mi venne in mente per la prima volta alla fine dell’estate del 2007. In quei giorni ero responsabile del Dipartimento di Comunicazione e Studi sui Media presso l’Università di Fordham - dove ancora oggi amo insegnare - e mi colpì che i nostri corsi in “new mediaâ€, nonostante l’appellativo, erano basati su temi ormai obsoleti: come usare l’HTML, l’impatto generale del Web e delle e mail, e così proseguendo. Queste tematiche si potevano considerare “nuove†a metà degli anni ‘90. Invece, nell’estate del 2007, la maggior parte degli studenti e delle persone si entusiasmava parlando di blogging, Facebook e YouTube, e più di uno studente era solito loggarsi a un social medium durante le lezioni. Pensai così che sarebbe stato opportuno iniziare a tenere dei corsi in New New Media e il semestre seguente tenni un corso avanzato che esaminava la campagna presidenziale negli USA e come questa fosse stata fomentata dai blog, da Facebook e da YouTube.
New New Media più che social media.
I media che consentono ai consumatori di diventare produttori d’informazione sono senza dubbio media sociali e sono di gran lunga più interattivi dei media più vecchi e unidirezionali come la televisione. Twittiamo non solo per dire cosa facciamo e pensiamo ma anche in risposta ai tweet degli altri, indipendentemente se già conosciamo o no queste persone e se le conosciamo on line o di persona. Gli “amici†- sempre più digitali che in carne e ossa - rappresentano una delle caratteristiche primarie dei New New Media ma anche i media più vecchi - che siano semplicemente “nuovi†come Amazon e iTunes o semplicemente “vecchi†come la Tv e la radio o la stampa - possiedono delle componenti sociali rilevanti. La gente parla sempre dei libri che legge, della musica che ascolta, dei film e degli spettacoli televisivi che vede. Di sicuro tutto ciò viene fatto spesso completamente offline. Se queste non fossero componenti sociali dei vecchi media, perché esisterebbero i gruppi di lettura nelle librerie e le riunioni attorno alle macchine del caffè in cui si parla dei candidati politici visti in televisione? Persino conversare con un amico su cosa vedere in televisione o leggere sul giornale è un esempio delle qualità sociali intrinseche di tutti i media. In altre parole comunicare, persino il fatto di ricevere l’informazione in modo unidirezionale da una pagina o da uno schermo, significa socializzare. Così l’aspetto sociale dei New New Media, per quanto fondamentale e molto più evidente rispetto ai media più vecchi, non rappresenta una peculiarità essenziale dei New New Media al punto di legittimare l’uso intercambiabile delle espressioni “social media†e “New New Mediaâ€. Inoltre altri elementi primari tipici dei New New Media - per esempio l’idea del produttore che diventa consumatore - possono essere facilmente messi in pratica da una persona che lavora sola, e non in gruppo, e che scrive un post in un blog o registra un video.
Ricevere e consumare. E ora produrre.
Da quando l’uso degli smartphone e dei tablet è salito alle stelle, la capacità di scrivere, scattare foto e registrare video e di inviarli al mondo è letteralmente a portata di mano per tutti.
Nel 2009 Twitter e YouTube fecero da portavoce al mondo sull’opposizione iraniana ai risultati elettorali. Tre anni dopo, sebbene la Rivoluzione Verde in Iran non abbia ancora avuto esito, essa ha aperto la strada a movimenti come la Primavera Araba e Occupy Wall Street negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Queste sono tutte espressioni di democrazia diretta, una forma di governo che ebbe inizio nell’Atene dell’antica Grecia e che non si è vista in molti altri posti a partire da allora. Invece le società democratiche del mondo sono state democrazie indirette o rappresentative, con candidati eletti per esprimere in principio la volontà del popolo. Queste democrazie rappresentative sono state facilitate da quelli che oggi denominiamo “vecchi mediaâ€- prima di tutto la stampa e poi, nel ventesimo secolo, la radio e la televisione, i media della trasmissione broadcasting. In questi antichi media poche persone dall’alto - redattori, produttori o coloro comunemente noti come “gatekeeper†(letteralmente “guardianiâ€) nella teoria dei media - prendono tutte le decisioni sul tipo di informazione, di notizie, e di intrattenimento che deve comparire sulle pagine, sui canali e sugli schermi. Il loro pubblico - noi inclusi - può dunque ricevere e consumare informazione ma non pubblicarla.
Al contrario i media più recenti, quelli del ventunesimo secolo, consentono ai consumatori di produrre e disseminare l’informazione allo stesso modo in cui riescono a riceverla e a consumarla. Ma questo non vale per tutta l’informazione presente nel Web. Il sito del New York Times, per esempio, è soggetto al controllo editoriale allo stesso modo in cui lo è il giornale cartaceo. Anche Amazon e iTunes lavorano con gli editori per la maggior parte dei libri e della musica, non con i consumatori/clienti, sebbene la facilità con cui gli autori possano pubblicare direttamente un libro come edizione Kindle stia iniziando a cambiare tutto ciò. Ma su Facebook o Twitter, su YouTube o Google+, su Wikipedia o su un blog che chiunque può creare, il lettore e l’editore sono spesso la stessa persona - un consumatore/produttore che si può annoverare tra le tante centinaia di milioni presenti in tutto il mondo. Questa è la ragione per cui non definisco questi media semplicemente “new†ma “New New Mediaâ€, per distinguere tra la mancanza di potere che i nuovi media come Amazon, iTunes e il New York Times on line danno ai produttori e l’enorme potere che i “New New Media†includendo Facebook, Twitter, e YouTube, mettono nelle mani di chiunque.
Principi guida.
Il punto principale della mia ricerca sui New New Media verte su come il potenziamento di ciascuno come produttore e disseminatore d’informazione continui a cambiare il modo in cui tutti noi viviamo, lavoriamo e ci divertiamo. Tale cambiamento non concerne solo il mondo politico ma anche il modo in cui viviamo la nostra vita di tutti i giorni quando socializziamo con la gente - che ci “segue†in qualche modo su Facebook, Twitter, Foursquare - in tempo reale e ovunque noi e chiunque altro possa trovarsi. La nostra vita on line è ormai così profondamente integrata a quella offline che sicuramente ha sempre meno senso persino pensare di esprimersi in questi termini.
I principi guida dei New New Media, ovvero il comune denominatore di Facebook, Twitter, YouTube, Wikipedia, i blog e tutti gli altri media, fondamentalmente sono:
Ogni consumatore è un produttore: chiunque può pubblicare qualcosa su un blog o registrare un video istantaneamente. Inoltre creando un blog si ha la possibilità di modificare e rimuovere qualsiasi post, crearne di nuovi e decidere se consentire dei commenti o no - in altre parole nel suo blog il blogger ha tutti i poteri di un editore tradizionale.
Prendi quello che non paghi: i New New Media sono sempre gratis per il consumatore e a volte anche per il produttore. Amazon e iTunes, dunque, non sono un esempio di New New Media ma di new media perché i libri e altri articoli presenti in Amazon e le canzoni su iTunes sono in vendita. Al contrario, un video con una canzone presente sul New New medium YouTube è gratis.
Competitivi e mutualmente catalitici: i New New Media non solo competono l’uno con l’altro ma lavorano anche a beneficio l’uno dell’altro. L’uno supporta l’altro sebbene tutti competano nel calamitare la nostra attenzione. Inoltre i New New Media sono similarmente competitivi e sinergici ai media più vecchi.
Più che motori di ricerca ed e mail: Google, motori di ricerca simili e i sistemi di posta elettronica rappresentano il sistema nervoso del Web; non è possibile per gli utenti creare dalle basi o personalizzare questi sistemi allo stesso modo in cui i lettori possono essere scrittori ed editori su Wikipedia o possono decidere cosa mettere sulla loro Timeline di Facebook e decidere quali potenziali livelli di accesso garantire ai potenziali lettori di Facebook.
I New New Media sono essenzialmente fuori dal controllo dell’utente: appena un medium cambia un qualsiasi aspetto della sua interfaccia - come Facebook ha fatto diverse volte all’anno - diveniamo consapevoli del fatto che fondamentalmente non ne abbiamo il controllo e ci troviamo in una situazione spiacevole se non ci piace il cambiamento.
Se i nuovi media hanno potenziato l’informazione e le modalità di concepire i sistemi di comunicazione odierni, i New New Media ampliano ulteriormente le possibilità delle persone in tutti gli aspetti della vita quotidiana, banali e profondi, trasformandole nel vero tessuto informativo.
Paul Levinson (tradotto da Maria Luisa Malerba)
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