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Addio al contante: gli italiani verso il Mobile Payment

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di LIVIA SERLUPI CRESCENZI - L’attaccamento degli italiani al contante comincia a vacillare. Nel 2012 quasi un miliardo di euro è stato pagato dagli italiani utilizzando il cellulare come strumento di attivazione del pagamento. Precisamente, l’ammontare dei pagamenti tramite cellulare a distanza (Mobile Remote Payment & Commerce) passa infatti da 700 milioni di euro nel 2011 a oltre 900 milioni di euro nel 2012, registrando una crescita del 30%. Di questi, ben 470 milioni di euro derivano dall’utilizzo del Mobile Payment per l’acquisto dei contenuti digitali per gli smartphone, in crescita del 15% rispetto al 2011: gli italiani abbandonano infatti l’acquisto di contenuti tramite SMS (in calo del 12%) ma si rivolgono agli appstore per effettuare acquisti di applicazioni, dato che registra una crescita del 20%, mentre l’acquisto di beni e servizi, il pagamento bollettini postali, parcheggi e autobus, cresce del 60% raggiungendo un valore di 310 milioni di euro. Dopo l’ampia diffusione degli smartphone, infatti oltre il 50% degli italiani ne sono dotati, nonsotante la limitata disponibilità di servizi per finalizzare gli acquisti, si sta finalmente affermando in Italia l’uso del Mobile Payment. I numeri riportati dalla recente ricerca dell’Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano presentata nel capoluogo lombardo mostrano un mercato in forte crescita che prosegue il trend molto positivo già delineato nel 2011.

Alla base della diffusione del Mobile Payment in Italia ci sono tre fattori chiave: la crescita del 20% dei servizi che consentono di completare gli acquisti online attraverso il telefono cellulare, come il pagamento dei bollettini postali, del canone Rai ma anche dei parcheggi e delle corse degli autobus; la disponibilità della tecnologia che permette di usufruire di questi servizi trasformando il proprio cellulare in un bancomat, grazie all’intesa operativa raggiunta a ottobre dalle principali Telco italiane (Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3g e Poste Mobile) sull’impiego della SIM NFC (Near Field Communication) ed infine una legislazione che incentiva l’uso dei pagamenti elettronici, tradottasi nei decreti “SalvaItalia†e “Sviluppo-bis†i quali hanno oltretutto l’obiettivo di rafforzare la lotta all’evasione e di ridurre l’utilizzo del contante.

Il Mobile si conferma così un canale ottimale per veicolare quegli acquisti dove è importante per i consumatori cogliere un’occasione essendo online in un preciso istante. Turismo e trasporti, coupon, aste e gruppi di acquisto sono i settori più attivi (86% del valore delle transazioni). E diversi negozianti stanno cogliendo a loro volta questa opportunità. Su un campione di oltre 200 tra i principali esercenti attivi nell’eCommerce, 1 esercente su 3 ha puntato anche sul canale Mobile (nel 2011 era 1 esercente su 5). Il 55% dei player attivi ha sviluppato sia l’App sia il Mobile site. Il pagamento diretto con cellulare a fronte di un servizio raggiunge, quindi, un valore pari a 130 dei 310 milioni di euro del Mobile Remote Payment & Commerce per beni e servizi. L’80% circa di questo importo è stato speso per acquistare ricariche telefoniche e pagare i bollettini, come ad esempio il canone Rai o i bollettini postali. Il restante 20% è stato utilizzato per pagare servizi soprattutto nell’ambito della mobilità, tra cui il pagamento della sosta, dei biglietti del trasporto pubblico locale, e di taxi, car&bike sharing e ztl. E proprio questo utilizzo può diventare la “killer application†in grado di diffondere il mobile payment. Si stima, infatti, che siano oltre 700.000 le ore di parcheggio pagate dagli italiani attraverso il cellulare, oltre 600.000 i biglietti di corsa semplice e qualche migliaio le ricariche degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale attivate da Mobile, mentre le corse di taxi pagate con cellulare sono quasi 10.000. Per un totale di oltre 1 milione di transazioni di piccolo importo. Gli ultimi 150 milioni di € del valore del mercato Mobile Remote Payment & Commerce, derivano dalle attività di Mobile Money Transfer, cresciute del 50% nel 2012: l’84% è rappresentato dall’acquisto di ricariche di carte prepagate, il 13% dal trasferimento di credito telefonico e solo il 3% da “vero e proprio” Mobile Money Transfer p2p. mobile-payment1 Fonte:  Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano, febbraio 2013 L’affermazione del pagamento tramite cellulare in Italia è però legata soprattutto all’opportunità di utilizzare lo smartphone come una carta di credito mediante l’impiego della SIM NFC e l’accordo firmato a ottobre 2012, dagli operatori telefonici nazionali ha permesso la realizzazione di una piattaforma comune dedicata al pagamento. Secondo la ricerca del Politecnico, a fine 2016, il numero di utenti che pagheranno mediante una soluzione di Mobile Proximity Payment, oscillerà tra 6,0 e 10,3 milioni di utenti, a fronte di un parco cellulari NFC medio che supera i 25 milioni di unità. Il numero degli esercenti dotati di POS NFC oscillerà tra 405.000 e 610.000, caso quest’ultimo che mantiene nel tempo dinamiche di crescita simili al 2013, già notevoli. In uno scenario possibile in cui gli attori sono convinti dell’investimento in questa nuova modalità di pagamento, il transato intercettato salirebbe a 10,8 miliardi di euro (+130%), di cui 4,3 miliardi di micro-pagamenti (+187%). Per un concreto sguardo al resto del mondo il Global Mobile Money Adoption Survey, rapporto pubblicato in occasione della conferenza di Barcellona - ha rivelato che i pagamenti mobili stanno rapidamente guadagnando terreno nei paesi in via di sviluppo. La maggior parte dei pagamenti dei clienti mobili registrati, circa 56,9 milioni, sono nell’Africa sub-sahariana, dove 34 dei 47 paesi hanno visto migliorare le proprie condizioni di vita, e dove il 37% delle 166 reti di operatori di telefonia mobile hanno implementato i servizi. A ciò si aggiunga che in Kenya, Madagascar, Tanzania e Uganda, ci sono più conti su mobile rispetto ai conti bancari e, in almeno 28 paesi africani, ci sono più agenti di vendita di conti mobili, 520.000, che sportelli bancari. In Europa la Commissione Europea si è mossa l’anno scorso per integrare ulteriormente tra i 27 paesi del mercato i pagamenti tramite carta di credito, internet e mobile e sopperire a una mancanza di concorrenza nel settore. Il Commissario al Mercato Interno Michel Barnier e il commissario alla concorrenza Joaquín Almunia, hanno pubblicato congiuntamente un documento di consultazione al fine di migliorare la trasparenza, l’innovazione e la sicurezza nel mercato unico. E non è mancato l’intervento della vice presidente della Commissione Europea e Responsabile per l’Agenda Digitale che ha dichiarato durante il recente Mobile World Congress di Barcellona che investirà 50 milioni di euro nello sviluppo della tecnologia del 5G wireless, il successore del 4G, come parte del “piano di azione per il wirelessâ€. I soldi andranno nella ricerca e sviluppo della tecnologia 5G. “voglio che l’industria europea diventi una pioniera nel 5G, basato sulla ricerca europea e su lavori ideati in Europaâ€. Tutto depone a favore di uno sviluppo sostenibile per semplificare e migliorare le nostre vite in rete.

Livia Serlupi Crescenzi media2000@tin.it

Mobile Internet: boom di ricavi da content e App nel 2011

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di MARIATERESA CALIENDO -

In occasione della IV edizione del Premio Nostalgia di Futuro, in ricordo di Giovanni Giovannini, Media Duemila, studiando ricerche e documenti internazionali, analizza il presente della persona digitale per prevedere le trasformazioni messe in atto dai media sociali.

Nel 2011 la spesa degli utenti per navigare in Internet dal cellulare e dallo smartphone esplode: con un +52%, sono stati superati gli 800 milioni di euro.
È boom anche di ricavi da mobile Apps e di vendite di contenuti tramite mobile Web agli utenti che possiedono gli Smartphone (+190%). Grazie a questi nuovi contenuti, finalmente, dopo 3 anni di contrazione, il mercato dei mobile Content&Apps (Pay e Advertising) torna a crescere del 4%, toccando quota 534 milioni di euro, con i ricavi pay a farla da padrone (90%): trainano Giochi (+44%), Musica (+39%) e Video (+30%).  Crescono anche i ricavi complessivi da mobile Adv (+50%, 56 milioni di euro) grazie agli investimenti in Display Advertising all’interno di Applicazioni e mobile site e in Keyword Advertising.
Apple domina nel mercato della vendita di Apps: oltre l’85% del mercato è nelle sue mani. I Giochi guidano la classifica delle 50 applicazioni più redditizie sia su App Store che su Google Play, con un peso di oltre il 50%, di cui circa il 10%  sono italiane.
Questo quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Osservatorio mobile Internet, Content&Apps, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. La rapida diffusione degli smartphone, la proliferazione delle Applicazioni e dei siti mobile, lo sviluppo delle reti cellulari di nuova generazione (Lte), stanno creando un nuovo incredibile ecosistema di business mobile Economy - ha dichiarato Andrea Rangone, Direttore degli  Osservatori ICT & Management del Politecnico di Milano.  Anche in Italia la mobile Economy sta crescendo bene e può dare nuova linfa allo sviluppo economico del nostro Paese: a livello infrastrutturale, infatti, gli investimenti per la rete cellulare di nuova generazione possono avere un impatto positivo sulla crescita del PIL che abbiamo stimato compreso tra lo 0,2% e lo 0,4% - anche se devono essere affiancati da adeguati investimenti sulla rete fissa (Next Generation Network). Nel 2011 il mercato ha mostrato dinamiche molto interessanti. Il  mobile Internet, ovvero la spesa degli utenti in connettività dati da cellulari e smartphone, ha registrato una decisa “impennataâ€Â  (+52%), superando quota 800 milioni di euro e per il 2012 si preannuncia un trend di crescita quasi analogo. In forte aumento, dunque, grazie a ricavi generati da tariffe  flat (+88%) che arrivano a pesare poco meno della metà del mercato complessivo, mentre continua comunque anche la crescita dei ricavi da tariffe pay per use (+30%). A farla da padrone sono i ricavi Pay: quasi il 90%, infatti, deriva dalla vendita di  Content e Apps al consumatore finale e il restante 10% dalla Pubblicità per contenuti free.
Il mercato dei mobile Content&Apps a pagamento è stabile nel 2011, per effetto di due dinamiche  contrapposte: da un lato, un calo dei contenuti più tradizionali (come loghi e suonerie, sms informativi in abbonamento, televoting, ecc.), dall’altro un forte boom della vendita di mobile Apps scaricate dagli Application Store (+89%) e di contenuti veicolati tramite il mobile Web agli utenti che possiedono uno smartphone (+200% circa).

A livello di sistemi di pagamento, domina il credito telefonico: nonostante la crescita del mondo Application Store,  l’85% del mercato rimane nelle mani degli  operatori telefonici, che abilitano la  vendita di contenuti tramite il conto telefonico.
Anche il mobile Advertising ha registrato una crescita cospicua nel 2011 (+50%), raggiungendo quota 56 milioni di euro, un valore che ci si attende raddoppi nei prossimi due anni, arrivando a pesare quasi il 10% del totale mercato della pubblicità su Internet. In termini di formati pubblicitari, crescono a 3 cifre gli investimenti in Display Advertising all’interno di applicazioni e mobile site e in Keyword Advertising.
Focalizzando l’attenzione sul mercato delle mobile Apps scaricabili dagli Application Store, si registra un raddoppio in valore assoluto nel corso del 2011, per un valore complessivo di 75 milioni di euro. Anche in questo caso si tratta prevalentemente di ricavi Pay (circa l’85%), mercato in cui ha giocato un ruolo determinante la fortissima crescita dei ricavi da in-app billing.   Relativamente al modello di ricavo, su entrambi gli Store è cresciuta in maniera molto significativa la componente di Applicazioni free con in-app billing (arrivata, ad esempio, a pesare su App Store il 49% a maggio 2012 rispetto al 17% di dodici mesi prima).

Ma qual è il comportamento del consumatore nei confronti delle mobile Apps?
Da una indagine condotta in collaborazione con Doxa, emerge che il 31% degli utenti che usano Applicazioni ha meno di 5 App, il 34% tra 6 e 20 e il 35% oltre 21. In particolare, gli utenti Apple hanno mediamente 52 applicazioni contro le 30 degli utenti Android. Gli utilizzatori sono per la maggioranza uomini (60%) e hanno prevalentemente tra i 25 e 44 anni (62%).
Le categorie di Applicazioni maggiormente utilizzate sono quelle  Social e di community, seguite da quelle pensate per la mobilità/in viaggio, dalle applicazioni di utilità e produttività personale, dai giochi e, infine, dalle news. Quasi un terzo delle App possedute viene usata almeno una volta del mese e circa il 20% ogni settimana.

In un’intervista concessa a Media Duemila Marta Valsecchi, Responsabile dell’Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps del Politecnico di Milano risponde ad alcune domande.

Ci sono previsioni per il futuro, in merito al mercato Mobile internet?
la stima della crescita del Mobile Internet è stata quantificata al convegno: tra 35 e 40% nel 2012 di crescita ulteriore
La situazione resta tale, tenendo conto della crisi attuale?
Stando ai dati del 2011 e dei primi mesi 2012 questa crescita è assolutamente confermata e continua, a dimostrazione che gli italiani sono un popolo di grandi fruitori e amanti del telefono cellulare e che si rinuncia ad altro ma non allo smartphone, alla navigazione, all’uso delle app, ecc.

Mariateresa Caliendo

media2000@tin.it

E-commerce per tutto e per tutti. Il caso francescaonline.it

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Secondo i dati presentati dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm - Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, nel 2010 in Italia i compratori on line raggiungono quota 8 milioni (+ un milione rispetto al 2009) e il fatturato dell’e-commerce raggiungerà i 6,5 miliardi di euro (+14% rispetto al 2009).

Dal 21 giugno scorso Francesca Sassoli, giornalista del gruppo CNR Media, ha intrapreso l’avventura del vivere di solo e-commerce. Un’inchiesta giornalistica patrocinata da Netcomm per scoprire pro e contro del Web, per sensibilizzare i consumatori e affrontare con loro i dubbi sul mondo degli acquisti on line.

La vita on line di Francesca è raccontata in un blog http://www.francescaonline.it/. Dall’analisi sui dati di navigazione si scopre anche che tra le preferenze degli internauti, oltre all’home page che raccoglie video e post di Francesca, il più cliccato è il rendiconto economico che documenta dettagliatamente le spese affrontate dalla giornalista. I navigatori si collegano principalmente dai nodi di Milano, Roma, Torino e Napoli, ma un 5% delle visite proviene dall’estero. Il tempo medio di permanenza sul blog è di 4 minuti.

“Molte delle persone che mi hanno contattato sul blog, sia con post che in forma privata, non hanno dimestichezza del mondo Web e questo era l’obiettivo: attraverso la mia esperienza di debuttante allo sbaraglio sulla Rete altre persone si sono convinte che forse fare shopping on line, pagare un bollo oppure la spesa per il week end si potevano fare comodamente dal proprio divano senza code e ansie - ha dichiarato Francesca Sassoli -. Questo esperimento ha cambiato profondamente il mio stile di vita: sono più consapevole di come uso il mio denaro, ho più dimestichezza con la Rete stessa e navigo con maggior velocità, uso meglio il mio tempo libero, superando molte mie resistenza riguardo alle spese virtuali“.

“Da tempo sosteniamo che il commercio elettronico è davvero per tutto e per tutti. Oggi, attraverso l’esperienza quotidiana raccontata sul suo blog, Francesca Sassoli è una sorta di testimonial di ciò che l’acquisto on line può dare in termini di risparmio, sicurezza e qualità dei prodotti e dei servizi, oltre a consentirci di rilevare eventuali problematicità difficili da individuare con indagini più canoniche - ha dichiarato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm -. Siamo oggi nell’era social dell’e-commerce. Sono proprio i social network e i blog a generare la maggiore viralità in Rete portando sempre più utenti a diventare anche compratori on line. Oggi sono 8 milioni e sono cresciuti di un milione di unità rispetto al 2009. Ci si attende una forte evoluzione nel prossimo futuro.”

Fare la spesa al supermercato, pagare il bollo del motorino, ordinare un pranzo a domicilio da consumare con gli amici, organizzare le vacanze, comprare libri nuovi e antichi, scegliere e far recapitare un regalo. Tutto questo sta facendo Francesca con l’e-commerce e lo sta quotidianamente illustrando agli oltre 100mila utenti che la seguono nella sua avventura.

“Abitare - Being Renzo Piano” vince il Premio Moebius Multimedia Lugano

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L’applicazione per iPad “Abitare - Being Renzo Piano” ha vinto il primo Premio alla 14° edizione del Premio Moebius Multimedia Lugano, sezione e-Book. Il format esclusivo di Abitare è stato sviluppato in partnership con CEFRIEL, Politecnico di Milano, e racconta sei mesi di vita e progetti del celebre architetto in un percorso di immagini, materiali e video dello stesso Piano i cui contenuti, sviluppati con il contributo della redazione di Abitare, vengono ulteriormente valorizzati dalle funzionalità interattive.
Media Duemila ne parla con Anna Foppiano, architetto, curatrice del numero “Abitare - Being Renzo Piano” (”Abitare”, 497, novembre 2009) e con l’Editore.

 

Il progetto “Abitare - Being Renzo Piano” come nasce? 

Breve premessa. “Abitare” è una rivista di architettura e design nata a Milano all’inizio degli anni Sessanta (imminente la pubblicazione a cura di Rizzoli International di un grande libro che racconta i 50 anni della sua storia). Attualmente la rivista è diretta da Stefano Boeri ed è edita da Abitare Segesta, che fa parte del gruppo Rizzoli Corriere della Sera.
“Abitare - Being Renzo Piano” è il primo risultato di un progetto editoriale della rivista, partito lo scorso anno, su cui abbiamo investito molte energie. Tra poche settimane è in uscita il secondo numero della serie, “Abitare - Being Norman Foster”, e altri sono già in preparazione.
Dall’elaborazione dei contenuti del numero speciale “Abitare - Being Renzo Piano”, pubblicato nel novembre 2009, ha preso forma l’applicazione, scaricabile dall’Apple Store dal maggio 2010, cioè in tempo reale rispetto all’arrivo degli iPad in Italia.
La formula editoriale “Abitare - Being” pare essere stata molto apprezzata dai lettori. Questo consenso, unito a quello della critica (non solo di settore), è stato per noi in qualche modo la prova che un’idea un po’ temeraria, sperimentale, soprattutto non convenzionale, oltre ad avere una propria energia interna ne genera di nuova.
Ecco sinteticamente di cosa si tratta. Partendo da un’intuizione di Stefano Boeri, con “Abitare - Being” abbiamo deciso di dedicare una serie di numeri speciali a grandi personalità nel campo dell’architettura - ma la formula si può estendere all’intero mondo della progettazione, delle arti visive, e anche ad ambiti diversi, come quello dello sport - numeri da costruire in modo assolutamente originale rispetto alle tradizionali pubblicazioni monografiche. Volendo usare uno slogan, l’idea è quella di cercare di vedere il mondo con gli occhi del progettista, e poi trasmettere queste “visioni” attraverso le pagine della rivista, o - come è stato possibile fare in un secondo tempo - attraverso le schermate di un’applicazione informatica. Il presupposto è raccontare un mestiere - nello specifico quello dell’architettura - da un punto di vista interno, cercando contemporaneamente di comporre ritratti originali di progettisti che questo mestiere lo vivono in maniera militante, assoluta, significativa. Una descrizione reale e pulsante, lontana dalle costruzioni agiografiche o accademiche. Non statica, appunto, ma in movimento. Non filtrata, ma registrata in presa diretta.

 

Grafica innovativa, multimedialità e lavoro giornalistico tradizionale, so che alcuni giornalisti hanno seguito l’architetto, di chi è stata l’idea?

Fare tutto questo presuppone un patto fiduciario, potremmo quasi dire di sangue, con chi accetta di diventare un oggetto di studio ravvicinato: occorre in pratica un lasciapassare che permetta ad “Abitare - Being”, attraverso i curatori del numero, di osservare da vicino la sua vita quotidiana in studio, in viaggio, nei cantieri; di essere testimone diretto dei ritmi, delle abitudini, delle procedure, dei punti di forza e anche delle potenziali debolezze del suo lavoro, e di quello dei suoi collaboratori. Per quanto riguarda le esperienze già fatte, abbiamo avuto la fortuna di trovare sia in Renzo Piano che in Norman Foster, e nei loro studi, alleati perfetti, energici ed estremamente generosi. Il loro contributo - il metodo, i pensieri, le passioni - è stato fondamentale, così come il fatto che abbiano accettato il presupposto (non scontato) di lasciare ad “Abitare - Being” una totale autonomia nella costruzione e nella scelta dei contenuti.
Occorre poi tempo. “Abitare - Being” vuole raccontare un mondo e non un episodio, e quindi è necessario che la nostra missione da “embedded” abbia la durata realistica e impegnativa di alcuni mesi. Oggi il tempo lungo è senz’altro un’anomalia, e anche un grande privilegio, considerando i ritmi sincopati con cui attualmente si producono i contenuti per la carta stampata e, ancora di più, per Internet.
Occorre poi un progetto grafico speciale, riconoscibile rispetto a quello abituale della rivista ma ripensato perché destinato a un numero monografico - appunto - speciale, che ha una differente sequenza narrativa, una diversa struttura e materiali iconografici del tutto originali. Mario Piazza, art director di “Abitare”, ha costruito un progetto forte, il cui carattere è riuscito poi a trasferire, con i necessari adattamenti, nell’applicazione per iPad.
Per forza di cose, in una rivista di architettura la costruzione grafica e visiva delle pagine è nevralgica, e i redattori lavorano moltissimo a fianco dei grafici. Il loro ruolo - di Carla Brusaferri, Elena Liberatore e Fabio Grazioli - è stato centrale, e la conoscenza condivisa dei contenuti ha permesso loro di essere attivi e propositivi anche nel momento della traformazione delle pagine della rivista nelle schermate dell’applicazione. Fabio Grazioli, in particolare, ha governato questo flusso.
La struttura di “Abitare - Being Renzo Piano” - prima nel numero e poi, ulteriormente potenziata, nell’applicazione - ha una spina dorsale cronologica, resoconto effettivo di sei mesi di attività di Renzo Piano. Seguendo il ritmo del suo calendario di lavoro, una prima parte è dedicata ai viaggi nei cantieri - negli Stati Uniti e in varie città europee -, una seconda al racconto della vita di studio - a Parigi, a Genova e a New York. Tutti gli avvenimenti, i passaggi, gli spostamenti, sono documentati dalle fotografie di Giovanna Silva. La formula della “presa diretta” - schegge delle conversazioni che durante il viaggio abbiamo continuamente registrato - fa sì che la voce dello stesso Piano sia una presenza ricorrente in ogni parte del numero. Insieme ai nostri resoconti, alla storia corale dello studio costruita dall’insieme dei ricordi di tutti i suoi partner, ai pensieri e alle questioni aperte che abbiamo sollecitato a suoi colleghi e compagni di strada (seguiti da repliche a caldo). Ci sono poi sezioni dedicate al funzionamento dello studio come grande “macchina progettuale” - il famoso workshop dei modelli, i modi di organizzazione interna del lavoro, i sistemi di archiviazione, l’attività della Fondazione - e un abaco dei progetti realizzati in quarant’anni di attività, in forma analitica e nella rappresentazione visionaria della “Piano City” immaginata da Salottobuono. E molto altro.
Uno degli aspetti più interessanti del passaggio dal numero stampato all’applicazione per iPad, è che contenuti, materiali e struttura si sono rivelati efficaci e flessibili di fronte alle aumentate potenzialità dello strumento di comunicazione. Lo schermo - con gli effetti di scorrimento, movimento, zoom - consente una visione ad alta definizione delle immagini - fotografie e disegni; lo strumento, di per sé, ha un altissimo potenziale di “messa in scena” che aiuta la trasmissione dell’idea di un mondo; l’”illimitatezza” dello spazio a disposizione permette di immaginare aggiornamenti e anche arricchimenti con materiali di archivio della rivista. Questa esperienza in qualche modo prova che carta stampata ed e-Books non sono necessariamente universi contrastanti, con il secondo minacciosamente pronto a fagocitare il primo, ma al contrario due mondi in evoluzione, in grado di potenziarsi e arricchirsi reciprocamente.

 

Cosa significa iPad per le riviste di settore come Abitare?

“Per una rivista di settore come Abitare l’iPad, così come in precedenza il Web, è un arricchimento, una ulteriore opportunità. Un mezzo efficace per fruire di tutti quei contenuti diversi, che nascono dalla produzione degli articoli per le rivista e che sulla carta non possono trovare espressione, come la visualizzazione in 3D dei progetti, le riprese dall’alto di paesaggi urbani, le video interviste che consentono di scoprire anche gli aspetti caratteriali e umani dei personaggi.
Un corredo complessivo di informazioni che trova su iPad una visualizzazione potente e coinvolgente e quindi particolarmente adatto al settore dell’architettura che è tra i più’ curiosi e perennemente alla ricerca di stimoli nuovi da riversare nel proprio lavoro quotidiano.
Per questo abbiamo ritenuto che il nuovo format “Abitare Being”, un prodotto editoriale integrato che dalla carta, che resta il motore centrale della produzione, rimanda al web, alle applicazioni per iPad e per altri tablet, potesse rappresentare un’assoluta novità nel mondo delle riviste di architettura. Il premio vinto unitamente agli ottimi riscontri ottenuti ce lo hanno confermato, tanto che ci accingiamo alla pubblicazione del secondo “Abitare Being”, dedicato al celebre architetto e designer inglese Norman Foster, che sarà in edicola dal 5 novembre e a cui seguirà la versione iPad”.

 

Intervista realizzata da Sara Alesi

 

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In alto alcuni momenti del Premio Moebius Multimedia di Lugano in cui sono presenti Anna Foppiano (curatrice, con Giovanna Silva per le fotografie e l’art direction Mario Piazza, del numero “Abitare Being Renzo Piano”) e Marcello Miradoli (Head of Business Development RCS MediaGroup).