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20 luglio: McLuhan 100 anni dopo, 5 scenari per il futuro

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Alll’Accademia dei Lincei il prossimo 20 luglio Derrick de Kerckhove, massmediologo, erede di Marshall McLuhan e direttore scientifico della rivista di cultura digitale Media Duemila aprirà i lavori del convegno organizzato da Osservatorio TuttiMedia e Media Duemila sull’attuale scenario digitale in occasione della chiusura del McLuhan Centenary.

Ogni 24 ore sono postate 294 miliardi di mail, sono scritti 2 milioni di post sui blog (sufficienti per riempire il settimanale Time Magazine per 770 anni), 172 milioni di persone diverse visitano Facebook e 250 milioni di foto sono caricate on line, 40 milioni di persone visitano Twitter, 22 milioni Linkedin, vengono create 1288 nuove applicazioni e ne vengono scaricate più di 35 milioni.
Ogni secondo vi sono 7.9 nuovi utenti internet.(*)

Quale sarà l’ambiente in cui la persona digitale vuole vivere? La nostra persona digitale sarà controllata permanentemente? La quantità di dati on line che coinvolgono sia l’individuo che l’impresa porrà il problema della gestione della privacy, della reputazione e dell’immagine? La politica saprà rispondere alle esigenze del cittadino digitale? Quali sono le prospettive di attuazione dell’Agenda digitale italiana?

“Lo scenario prospettato cinquant’anni fa da McLuhan è ancora attualissimo, anzi è diventato realtà – ha dichiarato Derrick de Kerckhove – allora erano segnali deboli del futuro, oggi più che mai siamo dentro le sue predizioni. Il problema è trovare i nuovi segnali deboli per il nostro futuroâ€.

In collegamento da Boston Joi Ito, Direttore MediaLab

Durante l’incontro verrà annunciata la già avviata collaborazione tra Media Duemila e International Journal of McLuhan Studies per una prospettiva critica e culturale anche di respiro internazionale sui temi della tecnologia e dei media.

Saranno presentati inoltre, in anteprima, i tre finalisti del Premio Roberto Morrione: Giornalismo d’inchiesta e sfida digitale alla presenza di Marino Sinibaldi, Direttore Radiotre Rai; Cecilia D’Elia, Vicepresidente Provincia di Roma; Roberto Natale, Presidente FNSI; Ennio Remondino, Maurizio Torrealta.

La giornata sarà seguita in diretta da Rainews 24

Al convegno intervengono tra gli altri:
Derrick de Kerckhove; James Fox, Ambasciatore del Canada a Roma; Paolo Peluffo, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Lamberto Maffei, Presidente Accademia dei Lincei; Luigi Nicolais, Presidente CNR; Giulio Anselmi, presidente ANSA e FIEG; Giuseppe De Lucia Lumeno, Segretario Generale Associazione Banche Popolari Italiane; Mario Frullone, Direttore FUB;  Mario Morcellini, Direttore del Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale “Sapienza†Università di Roma; Francesco Passerini Glazel, Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia; Giovanni Puoti, Rettore UNISU; Benito Manlio Mari, Presidente HD Forum; Roberto Saracco, Direttore EIT ICT Trento; Gianni Di Giovanni, Executive Vice President External Communication Eni; Fabio Di Pasquale, Business Development Executive, Reason That. Modera Alessandro Barbano Vicedirettore de Il Messaggero.

Alla manifestazione parteciperanno i promotori del premio Morrione promosso da Rai, Rai World, RaiNews24, dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Roma e dall’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, Eutelsat, Albaraka ed è realizzato in collaborazione con: Libera Informazione, Articolo21, FNSI, USIGRAI, RaiTeche,Tavola della Pace, Misteriditalia.it, Scuola di giornalismo Lelio Basso, Gruppo dello Zuccherificio, Ucsi. Media partner: Radio Tre Rai, Internazionale, Il Fatto.it, Il Calendario del Popolo.

I trailer dei finalisti saranno proiettati durante l’evento.

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Telèma2puntozero: la rivista ICT della FUB in chiave 2.0

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di SARA ALESI -

Telèma, la rivista di approfondimento e confronto lanciata nel 1995 dalla Fondazione Ugo Bordoni e che arricchisce anche noi di Media Duemila si lancia la versione “2.0â€.  Si chiama infatti Telèma2puntozero ed esce in questi giorni con il primo numero, dedicato alla tutela della  Privacy e nell’era dell’Opinion Mining.

Uno spazio di confronto e approfondimento su temi centrali dell’ICT, con lo scopo di stimolare un dibattito di spessore su idee, analisi critiche e proposte, fondamentali per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese.  Attraverso il pensiero di studiosi di varie discipline che, di volta in volta, esprimeranno il proprio punto di vista su un determinato argomento, si darà vita a un confronto tra opinioni e saperi  con l’intento di animare un dibattito che solleciti ulteriori riflessioni e generi nuova conoscenza.

Per raggiungere questo ambizioso obiettivo Telèma2puntozero ha bisogno della partecipazione attiva di tutti i suoi lettori nello spazio dedicato.  Ogni numero accoglierà, infatti, i contributi dei suoi lettori perché, come afferma il Presidente della Fondazione Bordoni Alessandro Luciano, presentando il progetto: “Telèma2puntozero è stata concepita per recepire le sollecitazioni esterne, abbracciando una logica di community; la rivista avrà il compito di suscitare una vivace discussione intorno a tematiche in cui le scelte tecnologiche si incrociano con la tutela di interessi pubblici, proponendo delle soluzioniâ€.

L’obiettivo della nuova iniziativa editoriale, rivolta a tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori dell’ICT, è quello di analizzare in ciascun numero un argomento strategico, seguendo gli indirizzi della Fondazione Ugo Bordoni che nel settore gioca un ruolo da thought leadership, ed affrontarlo in una serie di articoli “paralleliâ€, nei quali si svilupperanno approfondimenti sull’argomento in base a differenti punti di vista o a specifiche competenze.

Con questo schema è stato lanciato il primo numero dedicato all’opinion mining “da tempo ambito di ricerca della Fondazione Bordoni - come spiega il Direttore delle Ricerche dell’Istituto Mario Frullone -  una tecnica che apre la strada a un innovativo management delle informazioni. Una risorsa la cui gestione sta già diventando nuovo fattore di sviluppo esattamente come il capitale, il lavoro o la proprietà intellettualeâ€.

Sara Alesi

media2000@tin.it

Cinque miliardi di persone con cellulare nell’era di Internet Economia e diritti in Rete

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di ERMINIO CIPRIANO

 

Portali di e-commerce e nuovi servizi pubblici on line, e-banking, social network e condivisione dati tramite cloud computing sono il risultato dell’evoluzione degli ambienti digitali negli ultimi anni. Questo ha portato da un lato alla nascita di servizi sempre più accessibili e interattivi, dall’altro ha posto seri dubbi sulla tutela dei diritti dell’utente on line. Di diritti in Rete  ha parlato la Fondazione Ugo Bordoni in occasione del seminario I diritti dell’utente digitale.

Francesco Sacco dell’Università Bocconi, nella sua relazione d’apertura ha osservato che “oggi un terzo delle persone che fanno muovere l’economia sono on line e 5 miliardi hanno il cellulare”. Insomma desktop e mobile sono sempre più integrati. “A livello globale il mondo di Internet crea una forte crescita della produttività” ha aggiunto il professor Sacco: aumento di fatturato per le aziende che investono in Rete (10% di aumento della produttività per le piccole e medie imprese); aumento delle esportazioni (le PMI che usano pesantemente il Web esportano 2 volte X); inoltre il 75% dell’impatto di Internet viene dai settori tradizionali.

“Dopo l’era del petrolio il futuro dell’economia si baserà sulla velocità di Internet” ha dichiarato lo stesso Derrick de Kerckhove nel corso del convegno romano McLuhan: Tracce del futuro. “Le potenzialità della Rete sono infinite - ha proseguito il direttore scientifico di Media Duemila - e la trasparenza, con la massima circolazione possibile delle informazioni, deve esserne una caratteristica essenziale”.

L’avvocato Guido Scorza ha esordito chiarendo alla platea chi sono questi utenti digitali: “i 500 milioni di utenti su Facebook e i 2 miliardi di persone che ormai popolano la Rete costituiscono una comunità globale”. Ha poi elencato e spiegato i diritti degli utenti che navigano on line:

  • diritto all’accesso (l’accesso a Internet ripropone il dibattito sul digital divide: tra quei 2/3 di information haves e 1/3 di information have not);
  • diritto all’identità personale (diritto ad essere riconosciuto per quello che effettivamente si è nella società e nel contesto in cui si vive);
  • diritto alla conoscenza (da un lato abbiamo a disposizione la più grande biblioteca del mondo, che è Internet, dall’altro si pone il problema sui diritti di proprietà intellettuale, a cui l’Osservatorio TuttiMedia ha dedicato lo scorso Premio Giovannini Diritti d’autore nell’era di Internet);
  • diritto alla privacy (la crescita dei social network ha posto in modo ancora più evidente la tutela alla privacy on line, come ha specificato anche Maria Luisa Sangiorgio del C.d.a. FUB);
  • diritto all’informazione (Internet ha consentito il passaggio da un utente “passivo” di informazione a un utente “attivo” che apre blog e incrementa il citizen journalism);
  • diritto all’uso delle tecnologie nei rapporti con la pubblica amministrazione;
  • diritto alla trasparenza nelle condizioni contrattuali (e l’inspiegabile vuoto normativo);
  • diritto al libero mercato (da un lato la concorrenza e dall’altro monopoli e oligopoli duri a morire).

“Serve una convenzione internazionale, un eG8 vero” è stato l’auspicio di Guido Scorza anche in vista del recente G8 su Internet di Parigi che ha evidenziato la difficoltà degli Stati nel ricercare orientamenti comuni in materia. Questa è stata anche la proposta lanciata da de Kerckhove: “È necessario che una volta decise le regole fondamentali, una sorta di carta di navigazione e di accesso alla Rete, si organizzi un consorzio internazionale che nei fatti già esiste ma che deve avere però un riconoscimento formale affinché il mondo interconnesso diventi un capitolo fondamentale della politica dei governi locali”.  

Mario Frullone, direttore delle ricerche della FUB, ha sottolineato l’importanza di uno strumento quale il Registro Pubblico delle Opposizioni che poi l’ingegner Maurizio Pellegrini della FUB ha spiegato nei particolari. “Il servizio permette agli abbonati di non ricevere più chiamate pubblicitarie iscrivendosi al Registro. La norma approvata nel 2010 - ha dichiarato Frullone - allinea l’Italia al resto d’Europa e segna il passaggio dal regime dell’opt-in, che prevede l’esplicito consenso del cliente per poter essere chiamato, all’opt-out, che rende invece gli abbonati contattabili a meno che non si iscrivano al Registro”. 

 

Erminio Cipriano

media2000@tin.it

Media Duemila tra presente e futuro

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Derrick ha commentato il nostro incontro di martedì su McLuhan: tracce del futuro così: “Media Duemila si colloca fra la ricerca e la vita. La ricerca troppo spesso è completamente fuori della vita. La vita non ha la più pallida idea di quanto la ricerca produce, dunque Media Duemila è lo strumento giusto per creare un ponte fra le due realtà. Noi siamo al centro, a metà strada tra vita e ricerca perché siamo interessati alla politica, al commercio, alle imprese, alla scuola, all’università. Ci indirizziamo a tutti i leader che vogliono capire cosa succede nel presente, ma anche a tutti i giovani ed i meno giovani che a vario titolo vogliono vivere da protagonisti il presente”. Gli atelier di intelligenza connettiva sono stati l’esempio di come esperienza, professionalità e ricerca insieme possono creare valore. Il registro delle opposizioni spiegato da Mario Frullone come esempio di quanto è importante fare divulgazione affinché i cittadini conoscano i proprio diritti nell’era digitale. Su Affari e Finanza di Repubblica una intervista al direttore FUB spiega l’albo che regola le chiamate promozionali. Il prossimo numero di Media Duemila conterrà un Quaderno dedicato a questa prassi poco conosciuta ma determinante nel mondo moderno.

 

Un grazie particolare a tutti coloro che sostengono la nostra battaglia culturale con l’Osservatorio TuttiMedia. In particolare a Ansa, Eni, Fieg, Telecom, Fondazione Ugo Bordoni, Publitalia, Upa, Sipra, Sapienza, che hanno permesso la realizzazione degli atelier di intelligenza connettiva del pomeriggio. Ad Alitalia per il supporto nei trasferimenti intercontinentali.

Marshall McLuhan Cento anni: “Tracce del futuro†Cronaca della giornata e rassegna stampa

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“È vero che c’è la tecnologia, ma bisogna riportare l’uomo al centro perché è il cervello la sede dove nascono le idee”. Questo il messaggio lanciato da Maria Pia Rossignaud, direttore di Media Duemila e vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia, durante il convegno sul massmediologo Marshall McLuhan, di cui ricorre il centenario dalla nascita, che negli anni Sessanta aveva già previsto la rivoluzione digitale dei nostri tempi. La Rossignaud, organizzatrice dell’evento, ha sottolineato che “questo appuntamento è stato un vero e proprio brain storming con cervelli attivi e impegnati a realizzare una rete umana per creare un futuro possibile e sostenibile in ogni campo, anche grazie agli atelier di intelligenza connettiva. Con gli Atelier, infatti, aperti alla riflessione di tutti, abbiamo ragionato sull’eredità culturale e scientifica di McLuhan per trovare soluzioni a problemi di attualità specificamente selezionati”.

Puntuale è stato poi l’intervento di Mario Frullone, direttore ricerche della Fondazione Ugo Bordoni che ha parlato dei dati in rete spiegando come “oggi abbiano un valore economico sempre più importante” e come sia “fondamentale tutelarsi attraverso l’uso consapevole della tecnologia per proteggerci dal rischio di perdere alcuni tra i nostri diritti fondamentali. Infatti la tracciabilità dei dati (data tracking) è sicuramente il prossimo problema da affrontare. Uno dei modi per difendersi è il registro delle opposizioni“.

S.E. James Fox, ambasciatore del Canada a Roma, ha precisato che “McLuhan poteva nascere solo in Canada perché è l’unico Paese al mondo che sa vivere senza una identità precisa. Infatti il massmediologo voleva sfuggire a qualsiasi definizione, ma la sua semplicità e la sua ironia sono state capaci di rendere le sue idee accessibili a tutti”.

Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della “Sapienza” Università di Roma ha affermato che “i punti essenziali del lascito culturale di McLuhan sono la definizione di relazioni comunicative a distanza e il rapporto di reciprocità tra tecnologie e società. Come Università vogliamo ottenere da incontri come l’evento di oggi e da quelli futuri qualcosa di più stimolante del solito convegno universitario”.

“Le tecnologie sono una protesi del corpo e del cervello umano” ha affermato Francesco Passerini Glazel, presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, ricordando il pensiero del massmediologo e indicando il ruolo dellOsservatorio che vuole essere “sentinella di ciò che accade nel mondo della tecnologia legata alla comunicazione”.

“Attualmente sono 250 gli incontri che si stanno organizzando nel mondo su McLuhan” ha ricordato Derrick de Kerckhove, direttore scientifico di Media Duemila che ha illustrato, nel dettaglio, i dieci comandamenti di McLuhan. Norman Doidge, ricercatore in psichiatria e psicanalisi per la Columbia University, ha esposto la sua teoria sul cervello che cambia se stesso e può rimediare alle carenze che si vengono a creare con i traumi o l’invecchiamento. Particolare, poi, l’intervento del professore Philippe Cahen, autore del libro “Segnali deboli”, il quale ha spiegato che è possibile individuare i segnali deboli per analizzare il mondo attraverso le notizie che leggiamo dai giornali: “partendo dall’attento approfondimento dei titoli, ad esempio, è possibile trovare l’80% dell’informazione riguardante un evento specifico che normalmente non può essere evidenziato con una prima lettura superficiale e capire così non solo la realtà che ci circonda, ma trovare delle importanti chiavi di lettura per il futuro”.

Dopo gli interventi della prima sessione del convegno una tavola rotonda ha animato la discussione attorno all’importanza della forma del medium rispetto al suo contenuto. Giampiero Gamaleri, autore della prima monografia su McLuhan ha moderato il dibattito. Vincenzo Vita, senatore PD,  ha evidenziato che gli aforismi sono un vero ipertesto permanente e ha sottolineato come sia importante guardare alla rete, in questa epoca, come a una dimensione cognitiva delle società.

Gianpaolo Balboni di Telecom Italia, esperto in innovazione e tecnologie, ha parlato del tempo come risorsa essenziale per partecipare alla vita delle community: “per individuare e selezionare la qualità delle informazioni nelle reti sociali che formano il villaggio globale alle quali partecipiamo è necessario viverle assiduamente”. Anche Abdullah Alrefaee professore di New Media presso Al-Imam Mohammed Bin Saud Islamic University (Arabia Saudita) ha sottolineato l’importanza di capire i nuovi media in un mondo che viaggia verso la cultura globale.

Tra i partecipanti agli Atelier di intelligenza connettiva Giulio Anselmi, presidente Ansa; Giancarlo Tartaglia, direttore Fnsi e Franco Siddi, segretario Fnsi.

 

Ecco la RASSEGNA STAMPA

Atelier di intelligenza connettiva, una rete reale di cervelli aumentati

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Privacy e diritti degli utenti, nuova direttiva sui cookies che permette agli utenti di essere attivamente impegnati nell’accettare o negare il proprio consenso (opt in), comunicazione e tempi moderni, sostenibilità, tecnologie legate a tutto il nostro modo di vivere e conoscere. Il 31 maggio proponiamo una rete di teste connesse, ciascuna con il proprio sapere. Giulio Anselmi, Gian Paolo Balboni, Luigi Colombo, Giovanni Caprara, Gianni Di Giovanni, Mario Frullone saranno i protagonisti della rete cerebrale che Derrick de Kerckhove vuole creare con l’Osservatorio TuttiMedia e Media Duemila. Nei fatti la rete cerebrale è rappresentata dagli Atelier di intelligenza connettiva.

Con gli atelier creiamo menti aumentate non tecnologiche, provochiamo la connessione fra esperti, studenti, ricercatori, gente comune affinché condividano un problema e ne immaginino le soluzioni. Già Montaigne diceva che è meglio una testa ben fatta che una testa piena. De Kerckhove sostiene che tante teste vuote ma connesse sono più produttive di  una testa piena e isolata. Cahen nel suo libro sui segnali deboli afferma che nessun motore di ricerca o sistema potente fino all’inimmaginabile può eguagliare il cervello dell’uomo, perché è la sola sede della curiosità, dell’intuizione, dell’incontro delle informazioni. Dunque con gli atelier di intelligenza connettiva ci proponiamo di creare una rete reale di cervelli aumentati.

Un esperimento inedito dunque alla Sapienza il 31 maggio dove sarà distribuito il  numero di Media Duemila di giugno con un articolo  in esclusiva: “De Kerckhove: le verità di McLuhan su giornali, televisione, reti sociali e YouTube“.

Natura contro tecnologia

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Il terremoto in Giappone: la forza della natura che non si ferma davanti a nulla e l’impossibilità dell’uomo tecnologico di prevedere, salvarsi. Oggi propongo a tutti di riflettere guardando YouTube: allego il filmato perché mi ha impressionato veramente. Non manco però di segnalare che su Il Sole 24 Ore di sabato il direttore ricerche della FUB (Fondazione Ugo Bordoni) Mario Frullone spiega come mai in Giappone le reti telefoniche più colpite  sono state quelle dei telefoni cellulari invece delle fisse. E le lunghe file createsi davanti alle uniche cabine telefoniche funzionanti riportano ad immagini da secolo scorso.

Premio Giovannini Seconda Edizione - Dicono di noi

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Banda ultra-larga: tecnologia Ftth, fibra fino a casa

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di ERMINIO CIPRIANO.

Il possesso di una rete a banda ultra-larga basata su fibra ottica è una necessità non più rimandabile. Paesi come Corea, Giappone, Cina e Stati Uniti da tempo hanno iniziato ad investire sulle grandi infrastrutture di reti di nuova generazione (Ngn). “Banda larga e tecnologie Fibre-to-the-home (Ftth) costituiscono un tema caldissimo”, Mario Frullone apre con queste parole il seminario organizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni “Tecnologie fotoniche per le comunicazioni e le applicazioni del futuro“.
Lo sviluppo di una Nazione è legato alla facilità di accesso alle informazioni. E l’accesso alle informazioni richiede infrastrutture adeguate. Media Duemila ha in più occasioni sollevato il dibattito (a partire dal numero 205, aprile 2003, dedicato all’avvento della Larga Banda) e il nostro direttore scientifico Derrick de Kerckhove sta lavorando alla costituzione di un comitato a sostegno di una maggiore diffusione delle aree Wi-Fi. Nel blog di questa settimana Maria Pia Rossignaud sottolinea appunto quanto è determinante per un Paese investire in infrastrutture tecnologiche, così come nel secolo scorso è stato importante costruire strade ed autostrade.
Per il direttore delle ricerche FUB ciò che limita gli investimenti in Tlc è la mancanza di un appropriato modello di business e “per questo in Italia ci troviamo ad avere quattro reti di telefonia mobile e non riusciamo a farne una a banda ultra-larga”. Secondo l’ultimo rapporto della Commissione europea sulla competitività digitale in Europa le connessioni broad band sarebbero circa 2 milioni contro le 5,5 milioni degli Usa. Il vecchio continente sconta la mancanza di infrastrutture di connessione adeguate (Ftth appunto) e l’Italia risulta uno dei Paesi europei più arretrati in tal senso. Tra i motivi di questo gap digitale il professor Carlo Cambini del Politecnico di Torino ha ribadito la scarsa alfabetizzazione informatica: “molti cittadini non sanno a cosa può servire una connessione a banda ultra-larga”. Antonio Mecozzi, ordinario all’Università dell’Aquila, tra i maggiori esperti mondiali nel campo delle comunicazioni ottiche, ha presentato le possibilità tecnologiche offerte dalla fibra in varie configurazioni e applicazioni sottolineando come connessioni Ftth a 50/100 Mb/s richiedono investimenti e normative adeguati. Rita Forsi e Giorgio Tosi Beleffi dell’Istituto superiore per le comunicazioni e le tecnologie dell’informazione (ISCOM) hanno illustrato alcuni progetti pilota e attività di ricerche in corso e in collaborazione con la FUB, che riguardano lo sviluppo delle reti ottiche.

Erminio Cipriano

media2000@tin.it

Diffusione e tutela dei contenuti digitali

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di ERMINIO CIPRIANO

 

        “I contenuti sono il nuovo tesoro dell’era digitale”, soprattutto considerando la crescita delle Web TV e l’avvento del digitale terrestre che hanno moltiplicato i canali di diffusione. Così il presidente della Fondazione Ugo Bordoni, Enrico Manca, ha presentato il seminario “Distribuzione di contenuti digitali in Rete e modelli di business cross-mediali“. Lo stesso Manca ha però sottolineato che il mercato dei cd è in calo da nove anni e che per risollevare la filiera è urgente un nuovo modello di business. Banda larga e digitale terrestre aprono nuove prospettive in questo mercato dei contenuti digitali, ha ricordato Mario Frullone. La difficoltà, secondo il direttore ricerche Fub, resta quella di bilanciare due esigenze contrapposte: libertà di fruizione dei contenuti in Rete da un lato e nuove tecnologie di protezione degli stessi dall’altro.
Francesco Cassetti, docente dell’Università Cattolica di Milano, nella sua analisi dei processi di consumo ha delineato le cinque categorie che definiscono il valore di un contenuto:
- l’accessibilità dei contenuti (accessibility);
- la loro generazione o creazione (generativity);
- il piacere dei contenuti, quindi la curiosità e le sensazioni che questi suscitano (embodiment);
- l’appropriazione e lo scambio dei contenuti (sharing);
- la loro specificità (site specificy).
Negli ultimi anni miliardi di consumatori hanno avuto la possibilità di generare esperienze in Rete, ha ricordato Leonardo Chiariglione, presidente del gruppo internazionale MPEG e di Cedeo.net, anche se “il mondo dei contenuti piange, perché le persone sanno che se hanno bisogno di una canzone o di un film lo prelevano gratuitamente in Rete. E questo è inaccettabile”. Per questo, ha spiegato ancora Chiariglione, è necessario fornire un modo di diffusione dei contenuti, un modello di business, che si adatti ai diversi modi di consumo degli utenti.
Fabio Macaluso, giurista dello Studio Valli & Associati, ha sottolineato alcuni punti della legge sul diritto d’autore ricordando come è stato rafforzato il meccanismo sanzionatorio per chi si appropria illegalmente delle opere altrui. Macaluso ha osservato come oggi esista una “tendenza ideologica alla pirateria”, riportando il caso del famoso sito di file sharing “Pirate Bay” che annovera un proprio rappresentante eletto in Svezia nel Parlamento europeo. “C’è un problema di educazione dell’utente consumatore” anche perché, ha ammesso lo stesso giurista, la legge sul diritto d’autore è troppo macchinosa e complessa.

 

Erminio Cipriano