Archivio Tag | "Maria Pia Rossignaud"

Human media

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Attraverso analisi e riflessioni, con uno stile sempre leggero e divertito, “Human media” svela segreti e retroscena del mondo della pubblicitĂ . Marco Lanzarone, responsabile marketing editoriale canali specializzati SIPRA, racconta la sua esperienza.

Prendete un libro sulla pubblicitĂ . Uno qualunque in cui si parli di creativitĂ , la figlia bella di mamma comunicazione. Troverete analisi psicologiche, studi sulla percezione, sui bisogni, sulle aspettative. Troverete uomini e donne. Troverete parole come passione, fascino, interesse. In alcuni casi troverete l’amore, la vita, la morte. Troverete uomini e donne. Sentirete caldo. Prendete un libro sulla pubblicitĂ . Uno qualunque in cui si parli delle tecniche di pianificazione, ovvero del media, la figlia brutta (e zitella) di mamma comunicazione. Troverete analisi su target, entitĂ , coperture, frequenze, pressioni. Troverete numeri. Troverete parole che spaventano perchĂ© create apposta per spaventare. Non troverete uomini e donne. Sentirete freddo. Peccato. Peccato perchĂ© il media è una scienza sì (come la creativitĂ , del resto) ma che si rivolge all’uomo. Il suo obiettivo è lo stesso della creativitĂ : raggiungere, interessare, affascinare l’uomo. Con le sue passioni, la sua testa e la sua pancia. E in questo libro si cerca di portare questo approccio anche nel media, nel nome di una pianificazione pubblicitaria naturale. Si scoprirĂ  l’origine del target, cos’è davvero la crossmedialitĂ  e che si può creare un percorso emozionale in Tv.

Pubblicato da Media Duemila si può comprare in tutte le librerie online o richiederlo direttamente alla redazione (mediaduemila@mediaduemila.it) avvia una collana dedicata alla comunicazione: “Oggi la comunicazione e l’informazione si confondono, si mescolano, si ibridano ed i contorni diventano sempre meno palesi –  scrive Maria Pia Rossignaud, direttore di media Duemila nella prefazione -. Da un lato, il messaggio deve catturare la mente, guadagnare attenzione, dall’altro la tirannia dei numeri. Come sposare creatività e produttività? Questo libro è un invito ad approfondire, condividere l’analisi di un contesto difficile: quello della comunicazione pubblicitaria”.  E Derrick de Kerckhove conclude: “Troppo spesso dimentichiamo la centralità dell’uomo in un mondo caratterizzato dall’elettricità. Per conquistare l’oggi è necessario rallentare. Bisogna evitare che la velocità del nostro vivere impedisca il ragionamento. L’estensione del presente è il nostro futuro. Ecco perché oggi sono utili testi come questo, che da piccoli segnali del presente ci aiutano a immaginare il futuro”.

Organizzeremo presto una presentazione per i nostri lettori.

Cinema e Rete: XVIII edizione dei convegni internazionali

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La XVIII edizione dei Convegni internazionali promossi ed organizzati dal Dipartimento Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, dedicati al rapporto tra il cinema e le altre arti, discipline e metodologie critiche e scientifiche, si concentra quest’anno sul rapporto tra Cinema & Rete. Il convegno è in programma da lunedì 10 a mercoledì 12 dicembre presso il teatro Palladium a Roma.

«Rete vuol dire il Web, soprattutto, che nel giro di pochi anni è diventato un enorme serbatoio di immagini (e dunque anche di cinema, video, e varie ibridazioni); ma la “Rete” è anche una più ampia metafora di una serie di “cose” audiovisive che segnalano un profondo rimescolamento della cultura iconica. E naturalmente anche un modo per indicare le mutazioni della struttura della comunicazione mediale e di quella percettiva dei prodotti e dei “contenuti” audiovisivi a base numerica e digitale» affermano i curatori.

Tra i principali relatori sono previsti i sociologi dei media Derrick de Kerckhove e Maria Pia Rossignaud dal McLuhan Program di Toronto, lo studioso inglese David Forgacs, Corradino Mineo direttore di Rai News24, Giuliano Berretta di Eutelsat, Giacomo Mazzone dell’EBU di Ginevra, Vincenzo Conticello ideatore della connessione tra le librerie Feltrinelli e l’Antica Focacceria San Francesco di Palermo, il geografo-filosofo Franco Farinelli dell’Università di Bologna e tra gli studiosi di cinema Giorgio De Vincenti, Guglielmo Pescatore, Enrico Menduni Sandra Lischi, Franco Montini, tra i filosofi e gli scienziati Paolo D’Angelo, Elio Matassi, Mauro Dorato, Luca Casadio, tra gli specialisti della comunicazione Anna Lisa Tota, Edoardo Novelli, Gianni Celata e Alberto Marinelli, tra i musicologi e gli specialisti di teatro Giovanni Guanti, Luca Aversano, Luca Ruzza.

Parteciperanno inoltre presentando le loro opere piĂą recenti registi di cinema, videoartisti e artisti per la Rete tra i quali il francese Robert Cahen.

Mercoledì 12 alle 21,30 sarĂ  proiettato “Il pranzo di Natale” alla presenza della regista Antonietta De Lillo e di altri cineasti.

Nel corso del convegno cineasti, studiosi dei media e della comunicazione, artisti, registi, performer, musicisti, responsabili delle Istituzioni e di Aziende attive nel settore quali Eutelsat, Feltrinelli, AFSF, DBW e altri interlocutori del mondo produttivo quali Anica e Rai, si confronteranno sulla complessitĂ  di tali relazioni. In particolare si indagherĂ  il mutamento in atto nel mondo cinematografico - nel passaggio dall’analogico al digitale cambiano non solo le forme espressive e produttive ma anche le modalitĂ  di distribuzione dei film e dei prodotti audiovisivi - così come quelli finora apparentemente separati della Tv e di Internet. Le diversitĂ  di questi tre mondi, finora tenuti in sordina dall’essere fruiti attraverso dispositivi diversi (la pellicola e la sala, il televisore, il computer), sono ora esaltate dal fondersi potenzialmente delle varie esperienze in un unico mezzo: dai tablet agli smartphone alla tv e al cinema fruiti in mobilitĂ . Un cambiamento che non è affatto senza problemi: e che anzi ridefinisce professionalitĂ , mestieri, forme espressive e comunicative e anche nozioni apparentemente acquisite come quelle di “arte” e “autore”.

In tale scenario di transizione risultano profondamente trasformati la regia del cinema contemporaneo, l’uso della grammatica filmica, la percezione dell’immagine da parte dello spettatore, i luoghi della fruizione. E si va probabilmente verso un doppio regime: da un lato quello della sala tradizionale, basata sulla consolidata tecnologia, dall’altro quello dei luoghi altri, dalla sala digitale alla playstation dal cellulare al web. Digitale, web, new e social media rappresentano senza dubbio una rivoluzione, mettono in discussione lo statuto stesso dell’immagine, anche se possono essere visti oggi all’insegna della continuità e non della rottura. Non una rivoluzione, ma una evoluzione necessarie dell’immagine, che cambia il nostro vivere quotidiano.

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L’intelligenza si fa connettiva Da Pico della Mirandola a oggi

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Sono passati più di 500 anni da quando Pico della Mirandola lanciò, proprio all’inizio dell’epoca di Gutenberg, le sue “900 Conclusiones”.
Era l’anno 1486 e Giovanni Pico a Roma aveva convocato un congresso filosofico universale aperto agli intellettuali europei per discutere le tesi teologiche che aveva raccolto come summa culturale. Non è difficile immaginare una analogia con i dialoghi di oggi che nell’era digitale si svolgono attraverso mail, chat, forum, blog, social network.
Dal Rinascimento ad oggi non è cambiata soltanto la modalità di scambiare idee e informazioni. La carta stampata raggiungeva un numero limitato di lettori, oggi il web permette contatti interattivi pressoché immediati tra miliardi di individui. Gli autori una volta erano pochi, oggi una miriade di users genera molte miriadi di contenuti. Le informazioni sono sempre più larghe e specifiche, la digitalizzazione e la convergenza dei media favoriscono il pluralismo e la democrazia. L’intelligenza si fa connettiva, Giovanni Pico ne sarebbe contento. Il Centro internazionale di studi dedicato proprio a Pico, a Mirandola, in collaborazione con l’Osservatorio TuttiMedia ha voluto svolgere un workshop di studi cogliendo il nesso tra le attività umanistiche del XV secolo e i social network del XXI secolo.
Oltre allo sviluppo storico della cultura, analizzato perspicacemente nel workshop da Francesco Passerini, Presidente dell’Osservatorio, e da Paolo Poponessi, storico, una serie di osservazioni estremamente interessanti sono state illustrate da due esperti di neuroscienze: Francesco Gallucci e Cristiana Clementi di 1to1lab. Infatti l’approccio mentale ai temi dell’informazione e dell’editoria ha subito nell’arco dei secoli un’intensa evoluzione neurofisiologica, quasi come se l’uomo del Rinascimento fosse ancora primitivo nelle sue esperienze mentre l’uomo di oggi si avvale dei mezzi tecnologici più disparati (dal telefono al computer all’automobile), quasi come protesi naturali della persona.
Maria Pia Rossignaud, Direttore di Media Duemila, ha ricordato questa “grande mutazione” come elemento fondamentale per comprendere il senso del mondo. Massimo Giordani di Time&Mind ha raccontato della forte capacità sinergica sviluppata dai social network come vero e proprio motore di aggregazione di opinioni, ma anche di consumi e movimenti civili.
Le attività e le esperienze virtuose della città di Mirandola, pur colpita recentemente dal terremoto, sono state ben presentate dall’Assessore Caterina Dellacasa, dai Dirigenti del Centro Pico, Cesare Guasti e Giampaolo Ziroldi, e da Cosimo Quarta, Direttore della Fondazione Cassa di Risparmio che sostiene il Centro. Accanto ad un’attività economica ed industriale di tutto rilievo restano forti i risultati formativi e scientifici, attraverso l’impegno di una popolazione intelligente e volitiva.
A conclusione del convegno Giampaolo Ziroldi, Direttore del Centro Pico, e Cristiana Clementi, Responsabile Associazione Commonlands, hanno presentato un progetto di intervento sull’identità culturale di Mirandola che comprenderà un laboratorio interattivo, un concorso per le scuole, un piano di marketing territoriale e un albo dei Mecenati per sensibilizzare il panorama imprenditoriale locale e nazionale e trovare strumenti efficaci per la ripresa economica.
Paolo Lutteri, membro dell’Osservatorio TuttiMedia e coordinatore del workshop, ha portato ai presenti anche gli speciali messaggi di Derrick De Kerckhove, già Direttore della Fondazione McLuhan e guru delle esperienze digitali, di Giovanna Maggioni, Direttore Generale dell’UPA, che riunisce le più importanti e prestigiose aziende industriali italiane, e Giovanni Caprara, Presidente dell’Associazione Giornalisti Scientifici italiani.

Workshop OTM: Dalla memoria storica alla memoria digitale

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L’Osservatorio TuttiMedia, in collaborazione con il Centro Internazionale di cultura Giovanni Pico della Mirandola e l’Associazione Commonlands, organizza un workshop dedicato al filosofo rinascimentale e ai social network.

Lo scorso anno l’Osservatorio aveva dedicato un workshop ai social network, collegando il fenomeno attuale, nell’era digitale, alle iniziative di Pico della Mirandola, all’avvio dell’era della stampa. Pico aveva invitato a Roma i migliori intellettuali d’Europa a discutere delle sue “900 Conclusiones”, cercando di creare un network umanistico. Dal Rinascimento ad oggi le relazioni interpersonali non sono mutate soltanto per via della tecnologia, ma certamente vi è stato anche uno sviluppo mentale agli approcci di comunicazione; è quanto gli esperti di neuroscienze intendono mettere in evidenza proprio in questo passaggio epocale.

Il Centro Internazionale Giovanni Pico della Mirandola, dopo i drammatici momenti del terremoto vuol confermare che a Mirandola la cultura è sempre viva e con questa iniziativa intende avviare un progetto di identità culturale della cittadina che si intitolerà “Dalla memoria storica alla memoria digitale”.

Il workshop si svolgerà il prossimo 24 novembre 2012 a partire dalle ore 15 nel salone di Villa Tagliata, accanto all’attuale sede del Comune di Mirandola.

Oltre a Cesare Guasti e Giampaolo Ziroldi, rispettivamente presidente e direttore del Centro Pico, si prevede già la partecipazione di Francesco Passerini e Maria Pia Rossignaud, presidente e vice-presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, Giovanni Caprara, presidente Associazione giornalisti scientifici italiani, Paolo Poponessi, vice-presidente di Commonlands, Francesco Gallucci, presidente 1to1 Lab, Cristiana Clementi, Cultural profiling manager, Massimo Giordani, Amministratore di Time and Mind, Marina Ceravolo del Comitato scientifico di Media Duemila.
Parteciperanno ai lavori anche le autorità locali, esperti di storia e cultura rinascimentale e digitale e i soci dell’Osservatorio TuttiMedia tra i quali dirigenti Rai, Sipra, Publitalia, Fieg, Fnsi, Upa, Telecom, Eni.
CoordinerĂ  gli interventi Paolo Lutteri, responsabile marketing internazionale di Sipra.

Gli interventi degli specialisti di storia, neuroscienze e comunicazione sottolineeranno come dalle esperienze scientifico-umanistiche di Pico può prendere spunto la vitalità culturale dell’area di Mirandola, sviluppando le idee e la loro diffusione dall’era di Gutenberg all’era digitale, passando attraverso l’evoluzione del cervello dal Rinascimento in poi, fino ad arrivare ai social network nella cultura contemporanea.

Sarà un’occasione per un positivo scambio di esperienze di quanto avviene nel settore della comunicazione e delle forme di partecipazione ai dibattiti culturali della nostra società incluso l’approfondimento delle nuove frontiere scientifiche, delle nuove modalità tecnologiche e degli aspetti collegati al finanziamento dei mass media attraverso la pubblicità.

Futuro più smart? Si, quando ci saranno cittadini consapevoli. Ragosa per sostenere l’identità digitale

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di ANTONIO IRLANDO -
Il futuro sarà più smart? Quando questa non sarà più una domanda, allora ci trasformeremo da cittadini sudditi, apatici e poco informati, in cittadini consapevoli e solidali, costruttori operosi di un’autentica “Comunità Intelligente”.

Quello che il Governo ha immaginato nel decreto per la crescita, noto come “Agenda Digitale”, (che ha finalmente un leader in Agostino Ragosa) è una grande griglia nella quale sono tracciati gli scenari e le opportunità necessari per avviare la “rivoluzione” e disegnare un Paese nuovo e competitivo, con applicazioni diffuse di tecnologie e “approcci” digitali.
Sarà possibile strappare il “Bel Paese” dalle paludi dell’inefficienza, dei privilegi e degli abusi di potere di una burocrazia ormai troppo vecchia e mortalmente cancerogena. Sarà possibile (forse) poter affermare che l’Italia è finalmente un “Paese fondato sui saperi”, condizione preliminare per dare piena attuazione al principio costituzionale che “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.

La trasformazione digitale del mondo - in cui la condivisione universale delle informazioni è il carburante - dovrà registrare anche il contributo creativo e innovativo di “nuovi italiani”, perché consapevoli “Persone Digitali”, secondo le straordinarie elaborazioni filosofiche di Derrick De Kerchovee Maria Pia Rossignaud, attraverso diversi contributi di “Media Duemila”. Di Persona Digitale si parlerà a Roma il 28 novembre presso la Fieg, per la quarta edizione del Premio “Nostalgia di Futuro”, in ricordo di Giovanni Giovannini.

La “persona digitale” sarà attore e costruttore dell’intera “Umanità Digitale”, nella quale nessuno resterà indietro e dove proprio tutti potranno – consapevolmente - contribuire a costruire le nuove “infrastrutture umane”, rese possibili dalle tecnologie digitali.

L’umanità digitale costruirà la propria architettura della convivenza pacifica, sulla condivisione di saperi e valori diversi. Pregiudizio, incomprensione e diffidenza sono termini che potrebbero scomparire dai singoli linguaggi nazionali. Al contrario, parole come pace, solidarietà e “bene comune” verranno declinate ed anche vissute allo stesso modo in ogni parte del mondo.
L’architettura dell’Italia 2.0 prenderà forme, animerà luoghi, elaborerà pensieri, produrrà conoscenze, diffonderà saperi, creerà lavoro e buon futuro per tutti se smart non saranno solo city ingolfate di “sensori” o lampioni con wifi incorporati. La smart city sarà la piattaforma digitale di conoscenza capillare dei luoghi, ma quello che conterà per non sprecare risorse e opportunità solo in giocattolini digitali, dipenderà da quanto sarà intelligente (smart) l’utilizzazione delle conoscenze e soprattutto dei bisogni sociali delle comunità. La politica, d’ora in avanti, dovrà essere misurata sul livello di “smart” che adotterà nella gestione dei beni comuni. La “smart city” diventerà lo strumento di selezione e scelta delle future classi dirigenti. C’è da sperare che questo non diventi il suo limite ad una rapida e piena attuazione del progetto di crescita dell’Italia. Ma la “Rete” e gli italiani - è chiaramente questa la tendenza - non perdonano la “vecchia politica”.

XXVI Festival internazionale di Cinema e Televisione promosso da Eurovisioni, Roma. Atelier con l’OTM

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di PAOLO LUTTERI -

Anche quest’anno si svolge a Roma il Festival del Cinema e della Televisione promosso da Eurovisioni dal 28 al 31 ottobre 2012. Eurovisioni è un’associazione internazionale attenta in particolar modo allo scenario delle televisioni e del cinema, nel contesto dell’innovazione tecnologica.

I contenuti audiovisivi sono una componente essenziale della cultura di oggi; essi testimoniano i comportamenti, suggeriscono le mode, indirizzano i consumi, stimolano la partecipazione sociale. Il Festival costituisce un’occasione di approfondimento di argomenti, di valori e di tendenze, grazie allo scambio di relazioni tra esperti e professionisti dei vari settori.

Le prospettive della produzione cinematografica per la televisione e in generale della creazione di prodotti audiovisivi sono quelle di un utilizzo anche on-line; i contenuti devono poter essere disponibili per ogni tipo di device (tv set, computer, tablet, smartphone, maxi-schermi).

Le conseguenze delle richieste di plurimedialità sono di vario livello, in quanto tempi e modi di utilizzo non sono certo omogenei. Quindi i format dovrebbero essere sufficientemente versatili per un impiego diversificato. Da non trascurare quelle che sono le modalità di accesso che possono essere free o pay, push o on-demand. Sembra che oggi non basti mettere in onda una fiction o una trasmissione di entertainment: produttori e editori ambiscono gestire anche i contorni “social”, ovvero blog, chat, interattività e, perché no?, anche un eventuale merchandising collaterale. Infatti le esigenze di finanziare la produzione richiedono non solo l’investimento iniziale ma un garantito ritorno di audience, di pubblicità e di ogni altro introito individuale o collettivo che possa mantenere la creatività.

Tutto ciò ha bisogno di non fermarsi ad un giardino di utenza domestica ma di allargarsi almeno in un sistema linguistico o comportamentale omogeneo in modo da poter essere proficuo su più terreni di gioco. L’Europa Occidentale, il Nord e il Sud America e l’Australia offrono già spettatori con una forte affinità di desideri e di consumi. Ma crescono i desideri anche per il mondo cinese, quello giapponese e quello indiano, solo per citare qualche esempio generico, senza entrare nel dettaglio delle diverse culture.
I contenuti culturali della produzione audiovisiva sono certamente un supporto all’allargamento delle conoscenze e ad una fusione positiva di pluralismo civile.

Il Festival annuale di Eurovisioni è senz’altro un palcoscenico di discussioni ferventi su tutti i possibili sviluppi dell’espressione artistica e produttiva sullo schermo e in video.
La manifestazione, arrivata alla sua ventiseiesima edizione, è gestita dal Segretario Generale di Eurovisioni, Giacomo Mazzone.
Il Festival comprende una rassegna cinematografica da vari Paesi d’Europa tra i quali verranno presentati in anteprima i film “Das Lied in mir” di Florian Cossen, prodotto per il canale tedesco ARD, “Manipulations” di Laurent Herbiet, prodotto per France 2, “Una carta para Eva” di Agusti Villaronga, prodotto per TVE.

L’Osservatorio TuttiMedia collaborerà ai contenuti delle conferenze abbinate al Festival partecipando all’Atelier dedicato alle fiction in Europa, presieduto da Luciana Castellina. Al workshop si alterneranno nelle presentazioni André Lange, dell’Osservatorio Europeo Audiovisivo, Ettore Bernabei, per la case history di “Guerre et paix”, Ben Donald, per la case history di “Parade’s End”. Al dibattito parteciperanno Riccardo Tozzi, presidente Anica, Milly Buonanno, Direttore dell’Osservatorio Fiction italiano, Serge Siritzky, giornalista e Maria Pia Rossignaud, Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia e Direttore della rivista Media Duemila. L’Atelier sarà coordinato da Paolo Lutteri del Consiglio Direttivo dell’Osservatorio TuttiMedia.
Il programma del Festival prevede, il 29 ottobre, altri due Atelier dedicati alla regolamentazione e alla programmazione delle fiction nelle reti televisive europee, i cui lavori saranno presieduti rispettivamente da Fabiano Fabiani, Presidente Associazione Produttori Indipendenti e Laurent Petitgirard, Presidente Sacem.
Il 30 ottobre a Palazzo Farnese verranno riportate le conclusioni degli atelier, alla presenza del Presidente di Eurovisioni Xavier Gouyou Beauchamps e dell’Ambasciatore francese in Italia Alain Le Roy.
Infine il 31 ottobre a Villa Medici l’ultimo convegno, dedicato alla memoria di Massimo Fichera, si alterneranno vari responsabili della Rai e delle istituzioni italiane sull’informazione, la cooperazione e l’innovazione tecnologica nel settore delle televisioni.

Per ogni informazione: Segreteria Festival Eurovisioni tel. +39-06-59606372
Sito: www.eurovisioni.it

L’Enciclopedia del futuro: dal cartaceo all’online Workshop Sipra - Osservatorio TuttiMedia, 09/10

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di PAOLO LUTTERI -

Codificare il sapere e raccogliere documentazioni enciclopediche è una scelta antica nella storia della civiltà umana. Se ad Alessandria d’Egitto aveva sede una delle più grandi biblioteche della storia antica, e se alcune biblioteche come quella del Congresso degli Stati Uniti piuttosto che quelle del British Museum a Londra o le biblioteche nazionali in Germania, Francia, Italia hanno gareggiato a lungo su chi avesse più materiali, oggi è quasi del tutto finita l’epoca di Gutenberg.
Enciclopedie celebri come quella di Diderot e D’Alembert o più recentemente la Britannica e la Treccani, sono oggi disponibili e accessibili via computer da qualsiasi parte del mondo con un semplice click di mouse.
C’è di più: i redattori dei database non sono più soltanto autorevoli Soloni selezionati con curriculum doc e corrispettivi consistenti. Le informazioni vengono oggi fabbricate dagli user e la fabbrica di user generated content si accresce ogni giorno con una rapidità impressionante. Dietro questi input affidati ai volontari della cultura, c’è sicuramente un’esplosione di ricchezza inestinguibile di piccole e grandi notizie e una pluralità di opinioni che accresce la democrazia del sapere.
L’Osservatorio TuttiMedia nel workshop del prossimo 9 ottobre affronterà l’argomento con gli interventi di alcuni personaggi protagonisti della innovazione tecnologica del mondo di oggi.
Francesco Passerini Glazel, Presidente dell’Osservatorio, lancerà gli argomenti salienti, Maria Pia Rossignaud, Direttore di Media Duemila, racconterà la sua conoscenza delle miniere di informazioni internazionali. Michelangelo Tagliaferri, Presidente dell’Accademia di Comunicazione, cercherà di farci capire i collegamenti tra i dati materiali e le evocazioni dei concetti filosofici. Francesco Gallucci e Massimo Giordani, esperti di neuroscienze, aiuteranno a far capire l’approccio cerebrale alla conoscenza sistematica. Frieda Brioschi, Presidente di Wikimedia Italia, illustrerà le nuove frontiere dell’enciclopedia digitale. Marina Ceravolo, Direttore Sviluppo Ricerche e Paolo Lutteri, Marketing internazionale di Sipra (che modererà l’incontro) proporranno l’esperienza pubblicitaria abbinata alla cultura.
L’appuntamento è per martedì 9 ottobre 2012 alle ore 10.30 nella sede di Sipra a Milano in Corso Sempione 73. E’ opportuno confermare la partecipazione alla Segreteria dell’Osservatorio TuttiMedia (Tel. 06-4819145 / Fax 06-42001786 / Mail: osservatoriotuttimedia@osservatoriotuttimedia.it).

Paolo Lutteri

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Contadino-faber e Fabbrica Sostenibile, la Ferrero vince anche in Cina: i Rocher non si copiano

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di FORTUNATO PINTO -

Le nocciole per una crema che di cioccolato non si poteva fare, perchĂ© era impossibile importare il cacao ma anche strategia ed attenzione per tutti coloro che arrivavano ed arrivano a lavorare nell’azienda. La Ferrero Spa che è un marchio internazionale ma soprattutto il simbolo della creativitĂ  italiana. Gli ovetti Kinder li ha voluti lui, Michele Ferrero. A tutto il management  contrario, perchĂ© le uova di cioccolato si vendono solo a Pasqua, rispose: “Ed io farò di ogni giorno una Pasqua per tutti i bambini”.  Siamo presso lo studio legale Puoti-Longobardi, l’Ambasciatore Fulci  quale Presidente della Ferrero Spa ha ritirato il premio “Nostalgia di Futuro” 2011, in ricordo di Giovanni Giovannini. Il premio è stato assegnato all’azienda per la “Fabbrica Sostenibile”,  per  l’impegno nelle strategie di ResponsabilitĂ  Sociale e SostenibilitĂ  del Gruppo e per le iniziative ed attivitĂ  sviluppate in tutto il mondo.

E’ l’occasione per ricordare che la Ferrero ha nel suo Dna il concetto di responsabilitĂ  sociale e giĂ  negli anni Quaranta si occupava dei suoi dipendenti: “Diversamente da quanto accadeva nel sud Italia, dove gli agricoltori abbandonavano la terra per trasferirsi in Germania o in Svizzera, oppure nel triangolo industriale, la Ferrero si occupava di portare i suoi dipendenti avanti e indietro dalla campagna, facendo in modo che potessero guadagnare abbastanza denaro per ampliare i propri poderi. Quegli agricoltori - ricorda l’Ambasciatore Fulci – erano valore per il territorio, con loro la Ferrero ha inventato il contadino faber”.

Gianni Puoti, illustre avvocato, amico di Media Duemila, rettore dell’UniversitĂ  UNISU ha ricordato la grande battaglia che la Ferreo ha vinto in Cina dove hanno copiato i Ferrero Rocher: “Abbiamo vinto, nessuno può produrre quel tipo di cioccolatini – spiega - nel 2008 la Ferrero ha vinto la causa contro la Montresor, ditta cinese che contraffaceva i prodotti italiani, unico caso al mondo in cui la Corte Suprema di Pechino ha confermato la sentenza nella quale l’azienda cinese era accusata di concorrenza sleale”.

“Alla Ferrero i giovani insegnano agli anziani. Chi lavora alla Ferrero si sente come in una grande famiglia, ha zone in cui rilassarsi, come palestre oppure sale informatiche. Tutti ricevono sostegno per se stessi e per la famiglia. In questo modo attorno all’azienda si crea un tessuto connettivo che unisce anche chi non è dipendete”,  spiega Fulci alla presenza dei soci di Media Duemila, di Gianni Puoti (Magnifico Rettore UniversitĂ  Telematica Unisu Niccolò Cusano) e di Gianni Letta, Presidente onorario del Premio.

“La Ferrero – continua Fulci – si differenzia dagli altri per due motivi: in un primo luogo le zone piĂą povere hanno modo svilupparsi grazie alle Imprese Sociali, create da Michele Ferrero. L’ultima è stata inaugurata a Johannesburg in Sud Africa. In secondo luogo perchĂ© la Ferrero non è una Grounding Foundation, che si occupa soltanto di finanziare gli aiuti umanitari, ma è una Active Foundation, che si impegna in prima persona sostenendo l’educazione e la salute delle aree in cui opera”.

Gianni Letta  sottolinea che la Ferrero è una grande azienda, certo, con una ormai lunga tradizione, ma allo stesso tempo è una delle piĂą moderne al mondo: “Non è un’azienda che delocalizza ma piuttosto porta in giro per il mondo la qualitĂ  italiana. Ferrero è un marchio che ha portato in alto l’Italia, è sintesi della qualitĂ  italiana. Il premio Nostalgia di Futuro è un riconoscimento che ricorda quanto è importante seguire la tradizione senza  sottovalutare la modernità”.

Letta ricorda anche il grande lavoro che ha visto Fulci impegnato all’Onu per la riforma del Consiglio di sicurezza: “Con l’invenzione dei Coffee Club riuscì a far sì che paesi come Giappone e Germania non si imponessero sugli altri. Con un pizzico di creativitĂ  tutta italiana, l’Ambasciatore è riuscito a portare dalla sua parte i rappresentanti degli (allora) 182 paesi membri e si evitò una riforma per molti versi non proprio giusta”.

“Michele Ferrero è un uomo che viene raccontato come dedito completamente al lavora – chiede Maria Pia Rossignaud, neo eletta presidente dell’Associazione Amici di Media Duemila – che a piĂą di 80 anni si reca ogni giorno in fabbrica per pensare al futuro”. “E’ un uomo che trova rifugio nel suo lavoro – risponde Fulci – gira tra i supermercati per vedere i suoi prodotti. Non è un uomo immagine della sua azienda. Nonostante io abbia insistito piĂą volte, mi ha sempre risposto che non ha intenzione di farsi pubblicitĂ . Sostiene che la pubblicitĂ  è per i suoi prodotti e che la paga anche profumatamente!”. E’ Gianni Letta a chiudere l’incontro con una battuta. “ Forse la nostra Maria Pia Rossignaud immagina che Michele Ferrero, come tutti noi, ha Nostalgia di Futuro”.
Ogni anno la Ferrero pubblica il report sull’attivitĂ  delle Imprese Sociali, tramite questo link il report 2011 pubblicato il 5 luglio scorso.

Fortunato Pinto

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Brainstorming di Hd Forum, televisone del futuro: alta definizione o 3D? All’utente l’ultima parola

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“Un dibattito intelligente e inconsueto” così Derrick de Kerchove ha definito le tre ore circa di confronto sul futuro dell’alta definizione TV nel nostro paese, organizzato dall’Osservatorio TuttiMedia insieme al Forum HD Italia, presso la sede della FIEG, giovedì 24 maggio.
Un vero brainstorming, a ruota libera, che ha permesso di toccare, con un tono informale ma anche molto approfondito questioni nevralgiche per lo scenario multimediale italiano. Insieme allo stesso de Kerchove ed al direttore Maria Pia Rossignaud, fra gli altri, il presidente dell’HD Forum Benito Mari, il vice presidente Sebastiano Trigila, Ferdinando Parisi del consiglio dello stesso Forum HD a nome della SG Microelettronics, Marco Pellegrinato, capo delle ricerche tecnologiche di Mediaset, e Michele Mezza, giornalista Rai e docente di Teoria e tecnica dei nuovi media, Cesare Protettì, docente di comunicazione alla Lumsa.
Esperti, manager, osservatori e docenti insieme a discutere di un fenomeno, come le nuove potenze dell’immagine, che stanno riclassificando tutti i segmenti della filiera televisiva.
“Un fenomeno tecnologico- ha voluto precisare in apertura dei lavori Derrick de Kerchove - che non potremo mai afferrare se rimaniamo sul terreno della tecnologia e non ci sforziamo di decifrare le dinamiche sociali che l’animano, come l’atomizzazione dello spettatore, e la domanda di ubiquitĂ  che viene dal consumatore di televisione”.
Un’impostazione questa del consulente scientifico di Media Duemila che ha trovato convinta adesione da parte degli altri interlocutori del dibattito, a partire dallo stesso presidente del Forum HD che ha spiegato come lo stesso 3D, nel campo della realtĂ  aumentata, stia diventando una commodity, mentre centrale diventa per gli stessi analisti del mercato comprendere le tendenze del cosiddetto Personal Viewing, ossia dell’ambizione di un punto di vista individuale che spinge lo spettatore a selezionare le nuove soluzioni tecnologiche per dare alla TV una piĂą forte capacitĂ  di risposta alle domande sociali di perfezione.
Proprio sul tema delle relazioni fra potenziamento dell’immagine e nuovi modelli industriali si è concentrato il dibattito. Michele Mezza ha insistito su quella che ha definito “ il rischio di collasso della TV nazione per gli alti costi che la filiera dell’HD imporrebbe al mercato, secondo la triade: grandi schermi, grandi eventi, grandi diritti”. Un tema che ha portato l’ingegner Pellegrinato a ragionare sul modo in cui i broadcaster nazionale stanno reagendo alla perdita di centralitĂ  da parte del contenuto televisivo rispetto addirittura all’oggetto televisore. “ I gruppi italiani - dice Pellegrinatto - stanno cercando di riprodurre un nuovo ambito di consumo televisivo piĂą ampio e articolato del vecchio mercato analogico, ma pur sempre recintato, per ottenere il riconoscimento dell’Auditel e della pubblicità”.
Ma davvero il 3D, ha chiesto Maria Pia Rossignaud, risponde ad una chiara e consistente domanda sociale?
de Kerchove ha risposto richiamando l’esperienza della prospettiva nel rinascimento: quello fu un passaggio epocale che veniva sollecitato dai processi di emancipazione sociale e tecnologica dell’artigiano e dell’artista del tempo. Lo stesso sta capitando al prodotto TV. Un prodotto, ha insistito Mezza, che alza oltre misura la soglia della competizione, rendendo le formule industriali e letterarie del sistema televisivo italiano fuori mercato, così come accadde con il cinema europeo al confronto del gigantismo di Hollywood negli anni ‘50. Un altro elemento selettivo, ha rilanciato Trigila, insieme a Parisi è il fattore schermo. I nuovi monitor televisivi prevederanno una diversa configurazione della stessa casa che li ospiterĂ , e richiederanno un investimento emotivo che pretenderĂ  alta qualitĂ  di contenuti. Per fortuna, ha aggiunto Trigila, in Italia abbiamo imposto una uniformitĂ  degli standard che riduce per l’utente la confusione e il digital divide. Quali sono le variabili del sistema? Ha chiesto Protettì, e come ritrova una mission il servizio pubblico, è il tema posto da de Kerchove. Quesiti che rimandano ad un orizzonte ancora in evoluzione, dove la combinazione di soluzioni e opportunitĂ  non lascerĂ  nulla eguale a se stesso.

Redazione di Media Duemila

media2000@tin.it

Cloud e media, prossimo appuntamento OTM. 31 maggio, Venezia Future Centre Telecom Italia Lab

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di MARIA PIA ROSSIGNAUD -

Cloud computing: nel numero della rivista, che è in distribuzione, uno speciale dedicato a questa tecnologia ne spiega valore ed importanza per il mondo prossimo futuro. Derrick de Kerckhove non si stanca di sottolineare quanto l’esplosione dell’elettricità ed il suo matrimonio con il telegrafo abbia segnato l’inizio di un cammino che ci ha portato fino qua: “Dal telegrafo al cloud computing esiste una continuità evidente che si riscontra nella crescita o espansione della potenza della banda, nella moltiplicazione degli accessi attraverso il telefono per arrivare all’apertura ai dati, la cosiddetta digitalizzazione che fa arrivare il momento della trasformazione cognitiva. L’elettricità non distribuisce più energia e calore ma diviene mente, la nostra mente aumentata. Siamo all’epoca della maturazione della rete, a noi il compito di trarne le conseguenze. Posso aggiungere che lo stato attuale di maturazione della Rete mostra una evidente complementarietà fra Twitter e cloud computing, quest’ultimo è la sistola, rappresenta la convergenza di tutto il sistema, l’altro è la diastole, cioè l’esplosione frammentata di questo mondo in cui l’informazione è tutto. Insieme dobbiamo cercare di capire quale sarà la prossima tappa, ci salterà addosso o saremo capaci di prevederla e governarla?”. Ecco dunque a Venezia con Telecom iItalia per prevedere e governare i fenomeni prossimi futuri, determinanti per ogni settore della vita: editoria, scuola, musica e tecnologia.

Maria Pia Rossignaud

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