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Cloud e media, prossimo appuntamento OTM. 31 maggio, Venezia Future Centre Telecom Italia Lab

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di MARIA PIA ROSSIGNAUD -

Cloud computing: nel numero della rivista, che è in distribuzione, uno speciale dedicato a questa tecnologia ne spiega valore ed importanza per il mondo prossimo futuro. Derrick de Kerckhove non si stanca di sottolineare quanto l’esplosione dell’elettricità ed il suo matrimonio con il telegrafo abbia segnato l’inizio di un cammino che ci ha portato fino qua: “Dal telegrafo al cloud computing esiste una continuità evidente che si riscontra nella crescita o espansione della potenza della banda, nella moltiplicazione degli accessi attraverso il telefono per arrivare all’apertura ai dati, la cosiddetta digitalizzazione che fa arrivare il momento della trasformazione cognitiva. L’elettricità non distribuisce più energia e calore ma diviene mente, la nostra mente aumentata. Siamo all’epoca della maturazione della rete, a noi il compito di trarne le conseguenze. Posso aggiungere che lo stato attuale di maturazione della Rete mostra una evidente complementarietà fra Twitter e cloud computing, quest’ultimo è la sistola, rappresenta la convergenza di tutto il sistema, l’altro è la diastole, cioè l’esplosione frammentata di questo mondo in cui l’informazione è tutto. Insieme dobbiamo cercare di capire quale sarà la prossima tappa, ci salterà addosso o saremo capaci di prevederla e governarla?â€. Ecco dunque a Venezia con Telecom iItalia per prevedere e governare i fenomeni prossimi futuri, determinanti per ogni settore della vita: editoria, scuola, musica e tecnologia.

Maria Pia Rossignaud

media2000@tin.it

L’Agenzia Giornalistica Italia nel mondo dei social media per restare vicino ai lettori

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di FORTUNATO PINTO          

 

Per diffondere l’informazione a un ampio pubblico oggi non basta più mettere a disposizione degli utenti un portale, sia esso gratuito o a pagamento, ma è necessario offrire modalità diverse di fruizione dell’informazione, rispondendo alle molteplici necessità degli utenti.

Inoltre è fondamentale instaurare con i propri lettori una relazione basata sulla fiducia e sulla fidelizzazione, costruendo con essi un rapporto continuo di scambi di informazione e feedback.

L’AGI, Agenzia Giornalistica Italia, per rispondere ai diversi bisogni di ogni lettore ha creato prodotti di informazione giornalistica specifici per canali di diffusione quali tablets, smartphones, social media. Non solo, attraverso la produzione del notiziario AGI in lingua inglese, l’Agenzia ha creato su Facebook e Twitter pagine dirette a un pubblico internazionale, che non si accontenta dell’informazione filtrata dalle agenzie o dalle testate locali. Proprio attraverso Facebook , Twitter e YouTube, AGI ha poi avviato un dialogo con i propri lettori. Le pagine AGI dei social media non sono semplicemente alimentate dal feed RSS, ma gestite affinché i lettori possano sentirsi parte del processo di creazione e diffusione dell’informazione: la redazione dell’Agenzia interagisce con i propri utenti su Facebook tramite quotidiani sondaggi sui temi più caldi e fornisce più canali per permettere agli utenti di avere un’informazione differenziata e multimediale. Tramite il canale YouTube AGI fornisce approfondimenti ai propri articoli, rispondendo al bisogno di informazione articolata: ricca di collegamenti ma anche di immagini e suoni. Su Twitter Agenzia Italia ha di recente avviato la campagna di crowdsourced journalism, “Dillo ad AGI”, consentendo agli utenti (followers) di notificare eventi o fatti di cronaca ai quali assistono o nei quali sono coinvolti. Verificata la notizia, la redazione AGI la diffonde ai propri lettori, rispondendo così all’esigenza degli utenti del web 2.0 di fare notizia.

 

Fortunato Pinto

media2000@tin.it

Questione di sopravvivenza editoria e giornali tra glorioso passato e futuro incerto

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di GIOVANNI PRATTICHIZZO

 

Uno sguardo a Google, un altro a Gutenberg. Ma il mezzo o, come lo definiva McLuhan, il “medium”, è alla base della crisi della carta stampata? Davvero Internet, la rete e la multimedialità stanno uccidendo i giornali?

Quando Hegel affermava che il giornale era la sua “preghiera del mattino”, non si riferiva tanto alle notizie, buone o cattive che fossero, ma parlava del medium, si riferiva al rapporto mattutino con quelle pagine, con quella testata, con quei caratteri. Del resto, McLuhan ha avuto il pregio di ritenere decisiva la tecnologia, che definiamo stampa in quanto tale, più che i contenuti. Come dire: fu l’invenzione dei caratteri mobili fatta da Gutenberg a consentire la diffusione della Bibbia; e questa diffusione fu il presupposto della riforma assai più della predicazione di Lutero.

Credo sia arrivato il tempo di andare oltre la sterile contrapposizione tra carta e Internet. In fin dei conti la carta è solo un sistema di delivery, come direbbe Jenkins, mentre a noi interessa la notizia e una buona mediazione giornalistica. Ogni piccola parte di informazione può rifrangersi e deformarsi, espandersi e contrarsi, lungo diramazioni innumerevoli, infinite, molteplici: dai telegiornali satellitari al più privato e individuale dei blog. E Internet, come sappiamo, ha segnato il ritorno ad un testo scritto, anche se non pubblicato; leggere implica oramai l’esistenza di un supporto, di un oggetto fisico.

I giornali, probabilmente, non moriranno; l’editoria saprà comunque reinventarsi solo se sarà in grado di sfruttare la convergenza. La tenuta e il successo dipenderanno sempre più dalla capacità dei quotidiani di creare e mantenere una comunità di lettori fedeli.

E conterà la qualità. Della scrittura. Delle notizie. Dei contenuti. Degli strumenti.

Fino a quando l’informazione sarà poco attraente, autoreferenziale o si limiterà a un baratto tra poteri, sarà destinata alla crisi. Come è stato affermato nel corso dell’Atelier sull’editoria (McLuhan: tracce del futuro) la carta stampata non è stata uccisa da Internet ma è stata vittima di un suicidio provocato dall’idea che la tecnologia potesse rendere superflua la professionalità.

Gli editori, al tempo stesso, sembrano i soggetti più qualificati ad agire nell’era digitale. Lo devono fare scegliendo flessibilità e capacità di adattamento all’innovazione. Senza dimenticare che ci troviamo di fronte ad una delle più grandi migrazioni di lettori nell’epoca dei mezzi di comunicazione. Lettori che desiderano non solo informazioni aggiornate, veloci, gratuite ma anche affidabili e approfondite.

La sfida è già in atto. Chiede editori e giornalisti coraggiosi di produrre un’informazione professionale, con un contenuto etico, identitario e coerente. In particolare, che d’ora in poi dovremo tener conto, nel confronto con i lettori/utenti/navigatori, di una sorta di “legge delle 3 C”: Condivisione, Comunità e Conversazione.

A cui aggiungerei Credibilità e Contenuti. Per guidare il cambiamento e non rischiare di subirlo.

Per dirla con McLuhan, non è la certezza di una soluzione ma il riconoscere un problema l’elemento positivo che conduce alle risposte.

 

Giovanni Prattichizzo
Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale

“Sapienza” Università di Roma

Appunti dal futuro: il mondo dei media sotto la lente dell’Economist. Riflettiamo insieme

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Bollettino dal Futuro, un’inchiesta dell’Economist dedicata al mondo dell’informazione. Un articolo che propone elementi di studio e riflessione utili al lavoro che riprenderemo a settembre con tutti coloro che continueranno a sostenere il nostro viaggio nel presente per comprenderlo, al fine di immaginare il futuro. I grafici allegati dicono che la televisione è ancora la fonte primaria di informazioni, tallonata da Internet, e che il consumo di giornali a pagamento cresce in India, Brasile, Cina e Sud Africa e decresce in occidente, Australia e Giappone. Perché? Non c’è bisogno di essere un ossessionato consumatore di notizie per aver la certezza che il mondo dell’informazione è cambiato. Oggi noi occidentali viviamo in un ecosistema complesso dove i lettori sono fonte, attori e distributori. Arianna Huffington (Huffington Post) dice: “Non consumano solo le notizie, le condividono, le sviluppano e le implementano, in questo modo  costruiscono una relazione dinamica”. Anche i palinsesti delle Tv comprendono video amatoriali. I grandi avvenimenti sono tutti stati riportati in anticipo, sempre più spesso, da canali informativi non istituzionali. Laddove Internet ha chiaramente demolito i confini insiti nell’industria della comunicazione ha anche permesso cose un tempo inimmaginabili. E non si può negare che Internet ha stimolato l’innovazione nel giornalismo. Per il consumatore ha significato trasformare le notizie in un’esperienza sociale e di partecipazione. Per i giornalisti ha significato un esame di coscienza. L’articolo termina con una domanda: In questo mondo dove ci sono tante fonti l’oggettività politica diventa meno importante?

 

Il giornalista dell’Economist conclude dicendo che potremmo ritrovarci in un contesto simile a quello antecedente al XIX secolo, prima dell’era dei mass media. E se da un lato Internet è stato un elemento devastante per i giornalisti, per i consumatori, che hanno una scelta di fonti mai conosciuta può essere una benedizione.

 

Vale la pena di riflettere? Conto di avere risposte dai luoghi scelti per il riposo ed auguro a tutti buone vacanze.

Epic.org, focus su libertà civili e privacy FIEG/OTM/FNSI/Sapienza: educhiamo ai media

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Informare, comunicare, professare, confessare. Parole che pochi avrebbero usato per raccontare i problemi che affliggono il mondo dell’informazione di oggi.

 

Morcellini, De Kerckhove, Malinconico, Di Giovanni, Natale, grazie alla loro esperienza professionale ed alle nuove prospettive nate proprio dalla tavola rotonda del 12 luglio sul libro “Niente di più facile, niente di più difficile“, hanno proposto di unirsi per sostenere un progetto su “educazione ai media”.

 

Una volta l’agenda del Paese la dettava la politica, i giornali la sostenevano o suggerivano correzioni. Oggi il mondo è cambiato, bisogna capire cosa succede. Parole come trasparenza, privacy, cambiano. In Usa dal 1994 esiste epic.org, per attirare l’attenzione dei cittadini sulle nuove problematiche relative alle libertà civili, alla privacy. Non ha padroni né clienti, é un ente di ricerca libero supportato dagli utenti. Vale un pò del nostro tempo sia sulla problematica del body scanner che del nuovo software che permetterà alla polizia il riconoscimento di una persona attraverso una foto fatta da un iPhone.

Contratto FIEG - FNSI: firmato accordo che è una scommessa sul futuro dei giornalisti

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Editori e giornalisti hanno firmato il rinnovo del contratto di lavoro che prevede un aumento di 105 euro in due tranche: 50 euro dal 1 luglio 2011 più altri 55 euro da giugno 2012. Aumenti biennali, con le stesse scadenze, anche per i giornalisti occupati con contratto di collaborazione, corrispondenti, e pubblicisti per le redazioni decentrate. L’intesa è stata fissata dalle due delegazioni negoziali al completo, riunite lo scorso 13 luglio nella sede della Federazione degli Editori e guidate dai rispettivi capi delegazione: Franco Siddi per la FNSI e Alberto Donati per la FIEG. 

 

Il segretario nazionale della FNSI spiegando il senso dell’accordo biennale raggiunto con la FIEG ha detto: “È stato un negoziato durissimo con passaggi imprevedibili. Questo è un contratto che rappresenta un atto di responsabilità, non scontata, maturata tra due parti sociali consapevoli delle difficoltà che viviamo, ma alla fine capaci di far prevalere la scommessa sulla fiducia di un futuro del sistema dell’informazione industriale e del lavoro giornalistico”.   

 

“Gli accordi sindacali definiti con la Federazione della Stampa il 13 luglio sono rilevanti prima di tutto sotto il profilo del metodo delle relazioni industriali. Le parti - ha spiegato in una nota la FIEG - hanno definito di lavorare per la prospettiva del superamento dell’attuale assetto contrattuale, per convergere nel prossimo futuro su un assetto in cui la negoziazione abbia cadenza triennale e sia dato più spazio al livello aziendale, ove meglio si possono adattare le soluzioni alle esigenze organizzative.

L’investimento degli Editori nelle professionalità giornalistiche è particolarmente rilevante e non limitato alla, pur importante, salvaguardia del potere d’acquisto delle retribuzioni. Si è infatti definito di incrementare nei prossimi anni in misura consistente le risorse destinate alla previdenza dei giornalisti, in modo da mettere in sicurezza i conti dell’INPGI, obiettivo che ha visto la piena collaborazione dell’INPGI stesso, della FNSI e della FIEG. In questa prospettiva va inquadrato anche l’adeguamento dell’età pensionabile delle donne a quella degli uomini.

Infine, in un contesto di mercato editoriale stagnante,  si è deciso di continuare a investire nella crescita delle imprese e nelle risorse giornalistiche attraverso la definizione di un incentivo all’aumento dell’occupazione stabile e la costituzione di un ente bilaterale per la formazione permanente”.

 

L’intesa FIEG-FNSI arriva proprio mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, davanti alla commissione Cultura della Camera lancia una proposta di riforma dell’editoria che ruota su precariato, diritto d’autore e contributi pubblici. Bonaiuti ipotizza una nuova distribuzione dei contributi in base ai livelli di occupazione, senza dimenticare la possibilità di incentivi per i giornali on line. Quest’anno l’ammontare complessivo dei contributi diretti da parte dello Stato da erogare nel 2011 per l’anno 2010 si attesterà intorno a 170 milioni, rispetto ai 180 del 2010.

WAN-IFRA Italia: Web e prodotti digitali mobili per rinnovare il patto con i lettori

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Si è tenuta a Firenze la XIV edizione di WAN-IFRA Italia, la Conferenza internazionale per l’industria dell’editoria e della stampa quotidiana, promossa da WAN-IFRA, l’Associazione Mondiale degli Editori e della Stampa quotidiana, da FIEG, Federazione Italiana Editori Giornali, e da ASIG, Associazione Stampatori Italiana Giornali.

L’edizione di quest’anno, dal titolo “Il futuro da costruire”, ha visto susseguirsi relazioni e tavole rotonde sul futuro di un mezzo di comunicazione che negli ultimi anni ha sofferto per il calo dei lettori e della pubblicità, ma che sta trovando nelle nuove tecnologie digitali nuova linfa per rinnovare il proprio patto con i lettori e riproporre sotto una nuova veste un patrimonio di credibilità costruito negli anni.

Presentando i dati del mercato più maturo ed innovativo, quello degli Stati Uniti, Sergio Vitelli, segretario ASIG, ha sottolineato come la fase acuta della crisi sia passata e, anzi, in alcuni casi il numero di copie stampate sia tornato a crescere, mentre i dividendi della pubblicità sui siti internet cominciano a compensare i cali di fatturato della pubblicità cartacea e si affacciano nuovi strumenti come i tablet che permettono di controllare meglio l’esperienza del lettore e di personalizzare i contenuti ed i messaggi pubblicitari.

Nella prima delle due tavole rotonde che hanno concluso la manifestazione si è discusso di nuovi prodotti per i “nativi digitali”. Giornalisti particolarmente impegnati nel mondo web come Paolo Madron, Peter Gomez, Massimo Sideri, Massimo Russo, hanno confrontato, moderati dal direttore generale FIEG Fabrizio Carotti, le rispettive esperienze di approccio con un mondo, quello dell’informazione sulla Rete, che ha “regole di ingaggio” profondamente diverse da quelle del prodotto su carta, dove la gerarchizzazione delle notizie non viene decisa dalla redazione ma dal gradimento dei lettori, e dove l’informazione non viene calata dall’alto verso il basso ma si forma nell’interazione orizzontale e nella partecipazione degli utenti del sito.

“La crisi è stata forte ma c’è un’inversione di tendenza - ha detto Fabrizio Carotti -. Si vede l’uscita dalla crisi anche se nel primo trimestre del 2011 non abbiamo avuto i risultati che ci aspettavamo. Dopo il periodo nero del 2009 qualche segnale di ripresa si comincia a vedere - ha aggiunto il direttore generale FIEG -. Nel 2010 il Mol delle aziende ha invertito il segno anche se nel primo trimestre di quest’anno ci aspettavamo qualcosa di più. Le vendite sono rimaste stabili, ma la pubblicità è calata”. Carotti ha ricordato che negli ultimi tempi “le aziende hanno effettuato profondi processi di trasformazione nelle loro strutture di produzione e ora è necessario proseguire su una strada di forte trasformazione del settore”.  Una delle principali sfide, secondo il d.g. FIEG, è l’adattamento e l’integrazione “tra prodotti cartacei e prodotti internet: la soluzione infatti - ha sottolineato - non è trasportare il cartaceo su video, ma creare prodotti nuovi”.

Nella seconda tavola rotonda, coordinata dal presidente FCP Michele Muzii, i responsabili delle maggiori concessionarie di pubblicità operanti sulla carta stampata si sono confrontati sulle strategie e sulle esperienze maturate per rilanciare la pubblicità sul prodotto stampato e per gestire in maniera ordinata la transizione verso i nuovi canali digitali.

Nicola Pianon di Boston Consulting, sempre sul tema della pubblicità, ha poi fatto il punto sulle strategie riguardanti la lenta transizione verso il digitale. La carta non è destinata a sparire nel medio periodo, ma il Web e i prodotti digitali mobili aprono grandi opportunità per raggiungere mercati e consumatori che non vedono più nel quotidiano tradizionale una fonte primaria di informazione.

Liquida News per iPhone, l’informazione 2.0 in mobilità

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Breaking news, approfondimenti sui temi del giorno, foto e video del momento, curiosità e opinioni dei più autorevoli blog italiani, tutto in un’app completamente gratuita

 

Da oggi Liquida è anche su iPhone. Liquida, il portale d’informazione del Gruppo Banzai, con 4,2 milioni di utenti unici mese (dati Audiweb View di gennaio 2011), fa il suo esordio nel mondo mobile con Liquida News (http://mobile.banzai.it/showcase/liquida/it/), una app iPhone per portare sempre con sé il meglio dei contenuti e dei servizi di Liquida.

Completamente gratuita, Liquida News è l’app che ti permette di seguire le notizie più discusse in Rete, commentate dai più autorevoli blog italiani.

Liquida News offre ogni giorno un punto di vista privilegiato sui temi più caldi del web. Con la nuova app, disponibile sull’App Store a partire da oggi, è possibile seguire le notizie del giorno, approfondire i temi per categorie e interrogare il potente motore di ricerca per scoprire le ultime news sugli argomenti di interesse nelle sezioni: Attualità, Intrattenimento, Sport, Tecnologia, Cultura, Economia e Ambiente.

La sezione dedicata ai Video consente di scoprire in modo semplice e divertente i contenuti multimediali più segnalati in Rete, i video virali e quelli più linkati dai blog. Con un semplice tap si può inoltre accedere ai Trend del momento: la classifica dei Personaggi, dei Brand e i Temi più discussi.

Liquida News canalizza, rendendo utile e facile da fruire, l’enorme valore generato dai blog italiani, anche verso chi ci raggiunge da uno smartphone” - commenta Mario Capocaccia, Responsabile Mobile di Banzai - “Per Liquida News abbiamo studiato un’interfaccia curata e intuitiva che permette all’utente di non perdere mai il contatto con la Rete e informarsi ogni giorno in modo immediato, diverso e divertente“.

Le applicazioni mobile entrano a pieno nel nostro orizzonte strategico. Sono strumenti molto personali, immediati e real time, fortemente virali e pervasivi, dalle enormi potenzialità. Liquida vuole diventare il punto di riferimento nel campo della nuova informazione su ogni piattaforma - afferma Andrea Santagata, fondatore di Liquida.

Oltre a Liquida News, Liquida mette a disposizione anche altre due app, Liquida Top Tweets e Wikideep, che si inseriscono nel quadro di una strategia volta a rafforzare la propria presenza nel settore mobile, segmentando i servizi offerti sul web in più app verticali.

Liquida News è la app per seguire notizie, opinioni dei blog italiani e contenuti multimediali. Liquida Top Tweets valorizza il potenziale d’intelligenza collettiva nascosto in milioni di tweet mondiali, per scoprire in real time le notizie più segnalate su Twitter. Wikideep rende facilmente ricercabili anche in mobilità tutti i contenuti di Wikipedia e dei Wiki in lingua italiana.

Le app sono state realizzate nel quadro di una partnership con Vodafone, che ha scelto Liquida come attore chiave per la valorizzazione dell’informazione collaborativa e user generated in Italia.

Democrazia: cosa può fare uno scrittore?

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Due intellettuali si confrontano sul ruolo e la responsabilità dello scrittore nella società contemporanea. In equilibrio tra rischi di derive retorico-populiste e volontà di incidere sul reale.

 

La parola, veicolo di conoscenza e informazione, sembra oggi aver perso il proprio potenziale critico, la sua fondamentale funzione di stimolo. Negli ultimi due decenni l’informazione giornalistica e la televisione l’hanno ridotta a puro strumento retorico, volto a creare consenso oppure a offrire slogan di facile presa. Lo scrittore può ancora contribuire alla crescita di una coscienza democratica diffusa e matura? O siamo condannati a subire questo svuotamento di significato? Pascale e Rastello affrontano il difficile rapporto tra intellettuale e società, partendo da un assunto di base: l’impegno oggi più urgente è quello di allontanare la parola dalla retorica e dalla spettacolarizzazione, in modo che si riappropri della propria natura di strumento conoscitivo.

 

Autori:

Antonio Pascale | giornalista e scrittore, ha pubblicato con Minimum Fax, Einaudi e Laterza; collabora con numerose testate giornalistiche, tra cui “Il Mattino” e “Limes”.

Luca Rastello | i suoi libri sono pubblicati da Einaudi, Bollati Boringhieri e ChiareLettere. Ha scritto per “Diario” e diretto “Narcomafie”. Attualmente collabora con “la Repubblica”.

 

Per il giornalismo del futuro meno pessimismo più multimedialità e qualità

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di FRANCO SIDDI                   

 

Di obiettivi strategici per la nostra categoria in un momento di trasformazione di tutto il mondo dell’informazione bisogna parlare costantemente ed in ogni possibile tavolo. Posso dire senza retorica che dal congresso di Bergamo è emersa con chiarezza una volontà unitaria di accettare le sfide del cambiamento. Non è stato casuale aver voluto far precedere i nostri lavori congressuali da un dibattito a più voci che ha coinvolto i maggiori responsabili dell’editoria e dell’informazione italiana che Media Duemila ha seguito e pubblicato nella newsletter.

Capire la strategia degli imprenditori per uscire dalla crisi, confrontarci con loro per individuare soluzioni condivise, capaci di salvaguardare contemporaneamente i bilanci aziendali, la qualità dell’informazione, il pluralismo delle voci, la dignità del lavoro giornalistico, è elemento fondamentale per poter guardare avanti con ottimismo.

Gli editori pare abbiano compreso che per superare la lunga fase di criticità non basta ridurre gli organici, ricorrere agli ammortizzatori sociali e chiedere aiuti allo Stato, ma occorre investire in  tecnologia e persone. Meno pessimismo sulla fine del mondo della carta stampata, più consapevolezza della trasformazione aziendale necessaria che inevitabilmente significa multimedialità, trasversalità, integrazione per le piattaforme di pubblicazione. È  un passaggio obbligato per tutti, se si vuole un futuro per il giornalismo professionale e per l’industria dell’informazione.

Strumenti tecnici, o meglio le nuove tecnologie senza un’adeguata cura dei contenuti da diffondere portano al fallimento. In questa ottica di qualità agli editori è stato posto il problema di un precariato professionale diffuso, privo di tutele, di garanzie che non giovano a nessuno. La nostra sfida è per un ragionamento triangolare (editori, giornalisti, Stato) finalizzato ad un piano straordinario di uscita dal precariato.

Il sindacato dei giornalisti ha fatto la sua parte: il contratto collettivo conclusosi per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali dopo ben quattro anni di lavoro, ha apportato, sul piano normativo, innovazioni di grande rilievo. Le aziende editoriali hanno a disposizione più flessibilità nell’organizzazione salvaguardando il ruolo, la professionalità e le capacità specifiche di ogni singolo giornalista.

I giornalisti hanno accettato la sfida della qualità. Spetta agli editori condividere concretamente questa scelta.

 

Franco Siddi

Segretario FNSI