Archivio Tag | "Gianni Di Giovanni"

Persona Digitale fra diritti e doveri (FIEG 28/11/2012)

Tags: , , , , , , , , , , , ,


L’Osservatorio TuttiMedia e Media Duemila hanno aperto, all’Accademia dei Lincei, il dibattito sulla persona digitale perché la nuova identità rivoluziona non solo il modo di comunicare dell’uomo, ma la sua vita stessa.

Il percorso per uscire dalla crisi economica è dettato dalle capacità della nostra piccola e media impresa di utilizzare tutti gli strumenti che il digitale offre. Il nostro Paese è vivo e forte e l’innovazione deve diventare un obiettivo collettivo per superare il deficit culturale che ci impedisce di modernizzarci. Paolo Peluffo, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria, ha sottolineato quanto sia importante parlare oggi del mondo della Rete e delle predizioni di McLuhan, che nella loro estrema attualità investono la nuova persona digitale che si sta profilando e che dovrà trovare spazio in una società che fino a questo momento aveva previsto solo due aspetti dell’individuo: quello pubblico e quello privato. Nella splendida cornice dell’Accademia dei Lincei, prima di lasciare la parola a Derrick de Kerckhove, Peluffo ha aggiunto che “non sappiamo se questa trasmigrazione al digitale, che allarga a dismisura le possibilità di conoscenza e il consumo di contenuti gratuiti, porterà a creare una filiera del valore economicamente sostenibile per i produttori di conoscenza. È nostro dovere, come cittadini, promuovere, attraverso la Rete, non solo contenuti di qualità, ma anche la nostra cultura e la nostra lingua proprio perché nel sistema globale i differenti idiomi sono in competizioneâ€. Dall’Italia alla culla della cultura digitale con Joi Ito (che da questo mese è nel Comitato Editoriale di Media Duemila), del Media Lab del Mit, che parla all’inconscio digitale: un processo vasto e caotico non definito che può essere influenzato ma non controllato. La persona digitale non è una cosa che si possiede ma, piuttosto, più identità contemporaneamente.
“McLuhan ha inventato uno strumento cognitivo per comprendere i media sfruttando il linguaggioâ€, così il Presidente OTM, Francesco Passerini, collega la discussione sulla persona digitale all’evento organizzato alla Sapienza nel maggio del 2011: “McLuhan, The future of the future is the presentâ€.
L’Ambasciatore canadese, James Fox, ha ancora una volta ricordato l’orgoglio del suo Paese per McLuhan definendolo, con un gioco di parole, “un grande navigatore che ha insegnato a percorrere un processo indefinito di ricerca, ponendosi le giuste domande non in funzione delle risposte aspettateâ€. De Kerckhove ha aperto la serie di interventi con Roger Clarke (al telefono dall’Australia) ed ha introdotto il metodo dei segnali deboli. Ciascun relatore ha indicato per il suo settore un possibile scenario ed il convegno è stato il momento utile per avviare un nuovo modo di immaginare il mondo. A questo proposito è emersa anche la necessità di costituire un’Autorità utile alla persona digitale che ne difenda i diritti, ne segua l’evoluzione e ne agevoli il cammino.
“Tra i segnali deboli possiamo ravvisare che la carta non verrà sostituita dai media digitali, ma si integrerà e combinerà con essi. Se la velocità della Rete produrrà sempre più informazioni sarà la carta ha dare la possibilità al lettore di crearsi una vista critica e selettiva che risponderà all’infinità di news prodotte on lineâ€, questo il punto di vista di Alessandro Barbano, Vicedirettore de Il Messaggero, moderatore della tavola rotonda.
Giovanni Puoti, Rettore Unisu, lancia il suo segnale: “Le Università telematiche da anni vivono all’ombra delle Istituzioni private e pubbliche, ma sempre più ricevono nuovi iscritti perfezionando la propria offerta formativa. Gli sviluppi dell’Ict fanno sì che nuovi linguaggi si creino tra professori e studenti, riducendo i contatti fisici faccia a faccia, sviluppando in entrambi i soggetti nuove competenzeâ€.
Dall’Eit Ict Lab, il direttore, Roberto Saracco, ha evidenziato come le tecnologie ci permettano di ridurre i costi e i tempi di produzione: “Se nell’antichità erano necessarie 50 ore per la produzione di abbastanza energia per poter illuminare una stanza, oggi sono sufficienti millesimi di secondo. Nel 2011 sono stati prodotti 5 Exabyte di dati ogni dieci minuti. Nel tempo questi numeri cresceranno creando una persona digitale che sopravvive a se stessaâ€.
Sesto Viticoli, del Cnr, nel suo contribuito alla tavola rotonda, ha suggerito di avere una visione del digitale come un tool che rafforza il proprio Io: “Tramite la costruzione di un sito personale, creato autonomamente, l’individuo può rielaborare se stesso senza l’intervento degli altriâ€. Fondamentale, per Viticoli, anche un approccio green alle nuove Ict, un compito che devono assumersi sia i ricercatori che i singoli navigatori della Rete.
Per Sebastiano Trigila, di HD Forum, il segnale debole da non perdere di vista riguarda gli schermi: “I terminali sono finestre sul mondo che si adattano alle esigenze dell’utente. Non è tanto la tecnologia del 3D a fare la differenza, oggi bisogna dare maggior rilievo a quei dispositivi che riescono a contenere più dimensioni contemporaneamenteâ€.
Mario Morcellini, Direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, della “Sapienza†di Roma, ha parlato di McLuhan come di un “maestro che lascia segni dove vengono raccoltiâ€, per questo i suoi seguaci sono sparsi per il mondo. Sui segnali che si intravedono grazie alle nuove tecnologie, Morcellini ha esposto la sua idea di “tecnologie senza libretto delle istruzioniâ€, alle quali vanno aggiunte indicazioni sulle loro, soprattutto nella modifica della postura della persona digitale - in quanto essere - e della sua mentalizzazione.
Robert Castrucci, per la Fub, ha proposto un nuovo approccio alla privacy nella costruzione dei nuovi software: “I programmatori e i ricercatori dovranno impegnarsi nella realizzazione di sistemi capaci di impostare la privacy per default, automaticamente, rendendo le informazioni sugli utenti opache, non del tutto accessibiliâ€.
Gianni di Giovanni (Eni), ha messo in risalto il problema dell’identificazione della persona digitale, che, nonostante le sue molteplici figure, è sempre più “suddita†delle Ict, attraverso le quali gestisce le diverse identità: “L’individuo è suddito dei maggiordomi elettronici, l’uomo, seppure digitale, è fortemente dipendente da questi dispositivi di garanzia dell’identitàâ€.
“La persona digitale - per Fabio Di Pasquale, di Reason That - genera un’opportunità per le imprese che prima non era possibile, l’alto livello di profilazione dell’utente on line permette alle aziende di raccogliere dati dettagliati sulle abitudini di consumo e le esigenze degli utenti, essendo parte di un ambiente collaborativo e partecipativoâ€.
Carlo de Saranno, dell’Associazione Banche Popolari, ha messo in rilievo la potenzialità della Rete per l’economia mondiale: “Tramite le Ict ogni individuo può interagire con gli altri nonostante i limiti spaziotemporali, effettuando anche scambi economici. La Rete, diversamente da quanto si pensa, non fa diminuire i posti di lavoro ma produce nuove figure professionali che creano profittoâ€.
Le conclusioni sono affidate a Derrick de Kerckhove: “Siamo al ritorno della “doxa platonicaâ€, una caratteristica ereditata dalla Tv analogica e di cui, nell’epoca del sempre più globale, si sentirà il bisogno perché funzionale alla fruizione usa e getta. Molto interessante è anche il “cambio del sistema nervoso mente-macchinaâ€, contrassegnato dal “passaggio da una fruizione visiva rinascimentale†ad una ormai del tutto digitaleâ€. Una mutazione, derivante dall’utilizzo frequente di “schermi sempre più tattili†e da una “modificazione della sensorialitàâ€, che ha portato ad un maggiore “impigrirsi della menteâ€.
Dopo aver ricordato l’ineluttabilità “dell’unico terminaleâ€, de Kerckhove si è soffermato sul fatto che il nostro “corpo elettronico†è soggetto a “pericoli sempre più grandi: questi derivano dalla difficoltà di tenere separate le informazioni su di noi da password facilmente identificabiliâ€. Per rendersene conto basta vedere il “progresso lento sul modo di gestire le nostre impronte digitaliâ€. A tal proposito lo studioso canadese cita il suo maestro, McLuhan, ricordando l’importanza di salvaguardare “tutte le modalità che garantiscano il mantenimento dell’identitàâ€.
Infine, ha sottolineato l’importanza crescente “dell’impatto dell’interconnettività sull’economia digitaleâ€: ciò determinerà, indubbiamente, “maggiori posti di lavoroâ€. L’ultimo riferimento è alla “persona digitale nell’ambiente collaborativoâ€, caratteristica che contraddistinguerà anche “il futuro social networkâ€. Un segnale debole da non sottovalutare. Infatti con il seminario ai Lincei, Media Duemila invita a costruire la visione del futuro seguendo la tecnica dei segnali deboli.

McLuhan 100 anni dopo: all’Accademia dei Lincei la Persona Digitale e i segnali deboli del nostro futuro

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,


di FORTUNATO PINTO -

“Se l’Italia adottasse come obiettivo quello di sfruttare gli elementi della rivoluzione digitale si delineerebbe un percorso per uscire dalla crisiâ€, Paolo Peluffo, sottosegretario all’Editoria, ha introdotto così la tavola rotonda organizzata dall’Osservatorio TuttiMedia e da Media Duemila, venerdì 20 luglio, alla prestigiosa Accademia dei Lincei. “McLuhan 100 anni dopo: influenze trasversali sulla Persona Digitale, 5 scenari tra ieri e domani†il titolo dell’evento che chiude il centenario dalla nascita del sociologo canadese.

“Molte le profezie non esaudite, oggi nessuno è sotto la lente del grande fratello. La profezia di McLuhan invece si è avverata,  il digitale ci ha portato ad un enorme aumento della libertà, alla  costruzione di elementi comunitari reali - ha continuato Peluffo –  in Italia dove l’economia si fonda  su Pmi con forte internazionalizzazione non sono ancora state sfruttate tutte le potenzialità dell’ambiente digitale, probabilmente per la mancanza di una conoscenza approfondita delle Ict. E’ necessario, dunque, un carattere educativo che possa aiutare lo sviluppo del paeseâ€.

Derrick de Kerckhove, direttore scientifico di Media Duemila, ha riportato le riflessioni di Joi Ito, del Media Lab dell’Mit, sul tema dell’inconscio digitale: un processo vasto e caotico non definito che può essere influenzato ma non controllato. Come crescere un bambino che non è programmabile ma condizionato dai suoi genitori.
Diversamente dalla cultura occidentale, la cultura orientale non ha una lunga produzione sulla riflessione dell’inconscio, soltanto dal Buddhismo si possono ravvisare riflessioni sulla persona non paragonabili, però, a quelle della cultura di origine greca. Per Joi Ito la Persona Digitale non è posseduta ma piuttosto si è più persone contemporaneamente.
In collegamento dall’Australia, il consulente  marketing ed esperto di cultura digitale Roger Clarke, primo a parlare di Persona Digitale, ha esposto le sue idee sull’inconscio digitale seguendo quattro categorie della “persona nascostaâ€: la prima è una persona che non è a conoscenza degli archivi che conservano i suoi dati sensibili, seguita da una persona che è conoscenza degli archivi su di essa ma a cui non può accedere, una terza persona che è a conoscenza degli archivi  e ne ha accesso ma non conosce i codici per decodificare le informazioni su tali archivi (come la scrittura di un medico), l’ultima categoria è una persona che nonostante abbia accesso ai suoi dati sa che ad essi sono state sottratte delle informazioni che la profilano senza conoscerne il motivo. “Tutti abbiamo più digital persona ogni dispositivo o connessione fa in modo che l’individuo possa creare nuove identità. E’ importante tenere separate queste identità preventivando l’azione delle aziende, come Apple, che cercano di unificare le varie identità per controllarleâ€.

“McLuhan non ha scoperto nulla, ha inventato uno strumento cognitivo per comprendere i media sfruttando il linguaggio†ha riportato Francesco Passerini Glazel, Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, dichiarandosi soddisfatto che il tema sulla “Persona Digitale†sia lo sviluppo delle discussioni nate all’apertura del Centenario dalla nascita di McLuhan alla Sapienza organizzata dall’OTM nel maggio del 2011.

L’Ambasciatore Canadese James Fox ha ancora una volta ricordato l’orgoglio canadese per McLuhan definendolo, con un gioco di parole: “Un grande navigatore che ci ha insegnato a percorrere un processo indefinito di ricerca, ponendosi le giuste domande non in funzione delle risposte aspettateâ€.

Derrick de Kerchove ha invitato i partecipanti a riflettere sui futuri segnali deboli partendo da un decalogo di segnali deboli individuati da McLuhan nel 1964, riflessioni sui media che hanno previsto trasformazioni tecnologiche e soprattutto sociali: il prossimo medium può essere l’estensione della coscienza, includerà la televisione come suo contenuto, non come suo ambiente, trasformerà la televisione in una forma d’arte - “Proprio come YouTube†ha ricordato de Kerckhove – sarà un medium come strumento di ricerca e comunicazione che potrebbe migliorare il recupero di informazioni, le organizzazioni bibliotecarie di massa diventeranno obsolete, sarà recuperata la funzione enciclopedica del singolo e ultimi, nel campo commerciarle, saranno creati rapidamente dati profilati e vendibili.

“Tra i segnali deboli possiamo ravvisare che la carta non verrà sostituita dai media digitali ma piuttosto si integrerà e combinerà con essi. Se la velocità della Rete produrrà sempre più informazioni sarà la carta ha dare la possibilità al lettore di crearsi una vista critica e selettiva che risponderà all’infinità di news prodotte online†questo il punto di vista di Alessandro Barbano  vicedirettore del Messaggero, moderatore della tavola rotonda.

A parlato di segnali deboli anche Giovanni Puoti, Magnifico Rettore Università Telematica Unisu Niccolò Cusano: “Le università telematiche, da anni vivono all’ombra delle istituzioni private e pubbliche, ma sempre più ricevono nuovi iscritti perfezionando la propria offerta formativa. Gli sviluppi del Ict fanno sì che nuovi linguaggi si creino tra professori e studenti riducendo i contatti fisici faccia a faccia, sviluppando in entrambi i soggetti nuove competenzeâ€.

Dall’Eit Ict Lab il diretto Roberto Saracco ha evidenziato come le tecnologie ci permettano di ridurre i costi e i tempi di produzione: “Se nell’antichità erano necessarie 50 ore per la produzione di abbastanza energia per poter illuminare una stanza, oggi sono sufficienti millesimi di secondo. Nel 2011 sono stati prodotti 5 Exabyte di dati ogni dieci minuti, andando avanti questi numeri cresceranno creando una Persona Digitale che sopravvive a se stessaâ€.

Sesto Viticoli dal Cnr nel suo contribuito alla tavola rotonda  ha suggerito di avere una visione del digitale come un tool che rafforza il proprio Io: “Tramite la costruzione di un sito personale, creato autonomamente, l’individuo può rielaborare se stesso senza l’intervento degli altriâ€. Fondamentale, per Vinicoli, anche un approccio green alle nuove Ict, un compito che devono assumersi sia ricercatori che i singoli navigatori della Rete.

Anche un rappresentante dell’Hd Forum ha partecipato all’evento, Sebastiano Triglia ha portato all’attenzione dei presenti il segnale debole da non perdere di vista dei nuovi schermi: “I terminali sono finestre sul mondo che si adattano alle esigenze dell’utente. Non è tanto la tecnologia del 3D a fare la differenza, oggi, bisogna dare maggior rilievo a quei dispositivi che riescono a contenere più dimensioni contemporaneamente, senza perderne di qualità e aumentando i contenutiâ€, ha sostenuto Triglia.

Mario Morcellini, professore e Presidente della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza, ha parlato di McLuhan come di un “Maestro che lascia segni dove vengono raccoltiâ€, per questo motivo i suoi seguaci sono sparsi per il mondo. Sui segnali che si intravedono grazie alle nuove tecnologie, Morcellini ha esposto la sua idea di “tecnologie senza libretto delle istruzioniâ€, alle quali vanno quindi aggiunte indicazioni sulle implicazioni che tali portano, soprattutto nella modifica della postura della Persona Digitale – in quanto essere -  e della sua mentalizzazione.

Robert Castrucci per la Fondazione Ugo Bordoni ha proposto un nuovo approccio alla privacy nella costruzione dei nuovi software: “I programmatori e i ricercatori – per Castrucci – dovranno impegnarsi nella realizzazione di sistemi capaci di impostare la privacy per default, automaticamente, rendendo le informazioni sugli utenti opache, non del tutto accessibiliâ€.

Gianni di Giovanni, Responsabile della comunicazione esterna Eni, ha messo in risalto il problema dell’identificazione della Persona Digitale, che nonostante le sue molteplici figure è sempre più “suddita†delle Ict, attraverso le quali gestisce le diverse identità: “L’individuo è suddito dei maggiordomi elettronici, l’uomo seppure digitale è fortemente dipendete da questi dispositivi di garanzia dell’identitàâ€.

Carlo Del Serrone dell’Associazione Banche Popolari ha messo in rilievo la potenzialità della Rete per l’economia mondiale: “Tramite le Ict ogni individuo può interagire con gli altri  nonostante i limiti spazio temporali, effettuando anche scambi economici. Inoltre la Rete, diversamente da quanto si pensa, non fa diminuire i posti di lavoro ma anzi fa sì che si creino nuove figure professionali che creano profitto con la Rete, grazie alla Reteâ€.

L’ultimo contribuito alla tavola rotonda è stato di Fabio Di Pasquale di Reason That: “La Persona Digitale genera un’opportunità per le imprese che prima non era possibile, l’alto livello di profilazione dell’utente online permette alle aziende di raccogliere dati dettagliati sulle abitudini di consumo e le esigenze degli utenti, essendo parte di un ambiente collaborativo e partecipativoâ€.

Grande successo in Rete tramite il live twetting organizzato dalla Redazione di Media Duemila, tramite questo hashtag troverete il buzz generato #McL100

Fortunato Pinto

media2000@tin.it

6 luglio Premio Giovannini all’ambasciatore Fulci, Presidente Ferrero Spa

Tags: , , , ,


La rete di solidarietà e collaborazione continua con grandi testimonianze di concreto apprezzamento per il lavoro svolto. Infatti l’ambasciatore Fulci , in qualità di presidente della Ferrero Spa, ritira personalmente il Premio Nostalgia di Futuro 2011 , assegnato a novembre alla Ferrero per il progetto “Fabbrica Sostenibileâ€. L’appuntamento è fissato il prossimo 6 luglio alle 12.00, presso la sede del consolato di Montecarlo a Roma e sede dello studio legale Puoti-Longobardi (in via Panama 68 RM). Saremo ospiti di Gianni Puoti, amico di sempre, ora anche Rettore dell’Università Telematica UNISU. Sarà l’occasione per parlare ancora di sostenibilità ed ambiente, tematiche che vedono la Ferrero, azienda che rappresenta l’ imprenditoria italiana nel mondo, impegnata in prima linea.
Anche una nuova occasione per avvicinare i protagonisti del nostro tempo ed iniziare il cammino verso la IV edizione di “Nostalgia di Futuro†in ricordo di Giovannini. Un visionario e soprattutto l’amico che ci tiene ancora uniti, ama ripetere Gianni di Giovanni (Executive Vice President External Communication ENI) che nel numero di Media Duemila dedicato al premio 2011 scrive: “E per il futuro vogliamo che l’innovazione sia costruita nella strada tra sostenibilità e sviluppo. Gli ultimi anni sono caratterizzati da discontinuità così profonde da porre le economie mondiali- e le aziende – di fronte a nuove prospettive, che hanno richiesto un profondo rinnovamento delle logiche d’impresa. La corrispondenza fra innovazione sostenibilità e sviluppo si è imposta negli ambienti politici, finanziari ed industriali e nel dibattito sugli scenari futuri del mondo. Di fronte alle problematiche ambientali sempre più inquietanti, al rischio di scarsità di risorse, agli squilibri destabilizzanti tra mondo industrializzato e paesi ancora non autosufficienti, è d’obbligo uno sviluppo che sia sostenibile dal punto di vista ecologico, sociale e del rispetto dei diritti della persona umanaâ€.

Nostalgia di Futuro 2011 dedicato alla sostenibilità Un network che unisce e aiuta i giovani a crescere

Tags: , , , , , , , , ,


di SARA ALESI -

E’ di Derrick de Kerckhove il commento sulla terza edizione del Premio Nostalgia di Futuro 2011: “Dopo tre anni della mia presenza al Premio Nostalgia di Futuro mi sento di dire che il premio è molto maturato. Una dimostrazione è il microfono Rai premiato ed anche la targa della Presidenza della Repubblica alla Ferrero, quale simbolo di innovazione italiana ed anche di sostenibilità. I premiati lo sono per progetti che dimostrano l’innovazione italiana, attenta ai cambiamenti sociali e tecnologici.  In più la presentazione della nostra Media Duemila su iPad, della quale sono molto orgoglioso, è simbolicamente il coronamento di un percorso in continua crescitaâ€.
Alla Rai la targa all’innovazione 2011 per la realizzazione del primo sistema microfonico in grado di effettuare lo zoom acustico. Il sistema microfonico 3D-VMS è stato sviluppato dalla Direzione Strategie Tecnologiche della Rai con il Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica di Torino in collaborazione con l’Università di Parma e il Dipartimento di Ingegneria Industriale. Il sistema 3D-VMS, composto da 32 capsule microfoniche e da un complesso sistema di elaborazione del segnale, consente di sintetizzare più “microfoni virtualiâ€, di posizionarli liberamente sulla scena di ripresa e di spostare in modo dinamico la messa a fuoco. È inoltre in grado di effettuare lo “zoom audio†anche in postproduzione.
La Targa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla Ferrero SPA perché si è distinta per la sostenibilità nel modo di fare business. “Condividere i valori per creare valore†è un tema molto importante per il Gruppo Ferrero che si concretizza nella strategia di Responsabilità Sociale e Sostenibilità attuate in tutto il mondo. La capacità di autoproduzione energetica di cui il 30% da fonte rinnovabile con conseguente riduzione delle emissioni di CO2, riduzione del consumo idrico per unità di prodotto del 20% entro il 2020  ne sono solo alcuni esempi per la salvaguardia dell’ambiente. La targa consegnata da Giovanna Maggioni (Upa) è stata ritirata da Gianni Puoti (Magnifico Rettore Università Telematica Unisu Niccolò Cusano) Due gli stage assegnati anche quest’anno. A SKY ad Alessandra Denaro dell’Università degli Studi di Firenze, Corso di laurea specialistica in Teorie della comunicazione per la tesi Formare ad una cultura ecologicamente orientata. Una sfida pedagogica tra etica e sostenibilità. Tutor supervisore: prof. Alessandro Mariani. La tesi analizza il ruolo che i processi comunicativi rivestono nella costruzione della realtà e, in particolar modo, nel sollecitare forme di conoscenza e valutazione del mondo che possano favorirne una interpretazione in chiave ecologica.
Stage all’Agenzia Asca assegnato a Fabio Pariante dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientaleâ€, Corso di Laurea  triennale in Lingue, Culture e Istituzioni dei Paesi del Mediterraneo, per la tesi Net-Art: l’arte di fare network. Relatore: prof. Gianluca Riccio. Il lavoro è incentrato sullo studio dell’arte digitale come tecnica e mezzo di comunicazione di massa: la Net.Art, come definita da Vuk Cosic nel 1995. Una forma d’arte che ha la prerogativa di abolire le strutture sociali che spesso ostacolano le forme di comunicazione, favorendo, invece,  un rapporto immediato e diretto con il fruitore senza restrizioni di spazio e tempo per l’interpretazione.
Sul prossimo numero di  Media Duemila saranno pubblicati gli interventi di tutti  coloro che hanno partecipato al pomeriggio dedicato a Innovazione fra sostenibilità e sviluppo aperto da Gianni Di Giovanni (ENI), Carlo Malinconico (FIEG), Francesco Passerini Glazel (OTM) e Arrigo Levi (Consigliere del Presidente Giorgio Napolitano), con un approfondimento su “Editori, non editori e meta-editoriâ€, keynote di Emilio Pucci (e-Media Institute di Milano). Relatori: Derrick de Kerckhove, Gianpaolo Balboni, Sebastiano Sortino, Roberto Natale e Francesco Siddi.

Sara Alesi

media2000@tin.it

Epic.org, focus su libertà civili e privacy FIEG/OTM/FNSI/Sapienza: educhiamo ai media

Tags: , , , , , , , , , , , , ,


Informare, comunicare, professare, confessare. Parole che pochi avrebbero usato per raccontare i problemi che affliggono il mondo dell’informazione di oggi.

 

Morcellini, De Kerckhove, Malinconico, Di Giovanni, Natale, grazie alla loro esperienza professionale ed alle nuove prospettive nate proprio dalla tavola rotonda del 12 luglio sul libro “Niente di più facile, niente di più difficile“, hanno proposto di unirsi per sostenere un progetto su “educazione ai media”.

 

Una volta l’agenda del Paese la dettava la politica, i giornali la sostenevano o suggerivano correzioni. Oggi il mondo è cambiato, bisogna capire cosa succede. Parole come trasparenza, privacy, cambiano. In Usa dal 1994 esiste epic.org, per attirare l’attenzione dei cittadini sulle nuove problematiche relative alle libertà civili, alla privacy. Non ha padroni né clienti, é un ente di ricerca libero supportato dagli utenti. Vale un pò del nostro tempo sia sulla problematica del body scanner che del nuovo software che permetterà alla polizia il riconoscimento di una persona attraverso una foto fatta da un iPhone.

Di Giovanni annuncia la seconda edizione del suo manuale sulla comunicazione

Tags: , , , , , , ,


di L. SERLUPI CRESCENZI

 

È necessario ridurre la distanza tra le professioni e la formazione e dare l’avvio ad un nuovo scambio culturale tra l’Università e il mondo dei comunicatori professionisti. Questo è stato il tema dibattuto in occasione della presentazione del libro di Gianni Di Giovanni e Stefano Lucchini “Niente di più facile, niente di più difficile“, un manuale per conoscere a fondo gli strumenti della comunicazione. Per l’importante evento svoltosi nella illustre sede della FIEG a Roma si sono incontrati professionisti della comunicazione e rappresentanti dell’Università per dibattere sul mondo in cui siamo immersi, saldamente ancorato alla comunicazione intesa non solo come informazione.

 

Oltre all’autore, Gianni Di Giovanni, erano presenti il direttore scientifico di Media Duemila Derrick de Kerckhove, massmediologo canadese e professore all’Università di Toronto e di Napoli, il Presidente FIEG Carlo Malinconico e il direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale della “Sapienza” Mario Morcellini. L’acceso dibattito tra il mondo delle professioni comunicative e l’Università ha offerto spunti di riflessione efficaci per pensare un futuro in cui la mediazione culturale sappia costruire la capacità critica necessaria per districarsi nel mondo dei media. “L’Università deve parlare alla società - ha evidenziato Mario Morcellini - e la Media Education deve essere proposta fin dalla scuola per consentire di sperimentare scelte consapevoli e di partecipare attivamente alla vita politica e sociale”.

 

“Il manuale di Di Giovanni e Lucchini - ha sottolineato poi Carlo Malinconico - è un importante strumento per poter analizzare da un punto di vista pratico e accessibile sia i media tradizionali come i nuovi media e orientarsi così tra comunicazione e informazione affinché la velocità del nostro vivere non impedisca il ragionamento. Peraltro - ha proseguito il Presidente FIEG - la lunga esperienza degli autori come comunicatori in aziende italiane di altissimo livello tra le quali Telecom, Enel, Confindustria e Eni, rende molto rigorosa l’analisi compiuta da quest’opera. Un osservatorio puntuale sulla società della conoscenza”. “Nel nostro tempo non è più possibile rinunciare alla trasparenza, ed efficacia e verità sono concetti destinati a completarsi - ha evidenziato Derrick de Kerckhove -. Si è creata una nuova etica della comunicazione - ha spiegato il direttore scientifico di Media Duemila - che ha reso possibile, ad esempio, la nascita di una figura che si colloca tra il comunicatore e il giornalista, qual è il blogger”.

 

“Le voci si moltiplicano ma il comunicatore decodifica dal rumore di fondo la verità  - ha concluso l’autore Gianni Di Giovanni - ripromettendosi di redigere un nuovo lavoro proprio per non mancare le scommesse dell’innovazione. Niente di più facile, niente di più difficile 2.0 continuerà la strada del dialogo per una attendibile comunicazione efficace”.

 

Livia Serlupi Crescenzi

media2000@tin.it

Come orientarsi nel mondo della comunicazione? Appuntamento 12 luglio/FIEG

Tags: , , , , , , , , , ,


La nostra società comunicherà e si informerà sempre più in mobilità. Nel libro di Di Giovanni infatti si legge che il 98,8%  di possessori di telefoni cellulari di ultima generazione utilizzano questo strumento per navigare i grandi portali generalisti, il 59,6% fa ricerche in Internet, il 44,5% spedisce e riceve e-mail, il 36,4% si aggiorna sulle notizie, e poi, ancora, viene utilizzato per l’intrattenimento (25,7%), per le previsioni del tempo (25%), per ascoltare musica (19,1 %), per seguire lo sport (16,4%) e il social networking (16,1%) (dati Nielsen-Netratings).

 

“Secondo una ricerca dell’Oxford Metrica - società di consulenza inglese - venti anni fa e in media ogni cinque anni, le probabilità che un dirigente dovesse affrontare un incidente tale da mettere a rischio il proprio brand erano del 20%. Oggi la probabilità di un tale disastro aziendale è dell’82%.” Questo è quanto si legge nella prefazione del manuale sulla comunicazione “Niente di più facile, niente di più difficile” di Gianni di Giovanni e Stefano Lucchini. Un dato che insieme a concetti assolutamente determinanti per ogni azienda del terzo millennio impone di riflettere. Lo faremo il 12 luglio presso la FIEG con l’autore, il nostro direttore scientifico Derrick de Kerckhove, il Presidente FIEG Carlo Malinconico e il direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della “Sapienza” Mario Morcellini.

 

Ferruccio de Bortoli nella presentazione del libro scrive: “Confondere il ruolo del comunicatore con quello dei giornalisti è un grave errore. Per tutti. Separare le due professioni non vuol dire classificarle, far precedere l’una all’altra”. Ed ancora: “L’informazione corretta identifica e rende trasparenti interessi e responsabilità. Altrimenti vi è reticenza e manipolazione”.

 

Nella presentazione c’è qualche rigo dedicato ai rumori di fondo che ben si collega con il nostro lavoro su McLuhan. Uno degli aforismi del teorico del villaggio globale dice: “In the age of instant information, rumours are the real things“. Ferruccio de Bortoli dice: “Una comunicazione ridondante, imprecisa o fuori target trasforma l’utente finale in quello che Max Picard definiva, disprezzandola, una mera appendice del rumore. Un rumore di fondo che spesso non consente di distinguere il sostanziale dall’effimero”.

 

Tanti dunque gli spunti per una discussione sulla comunicazione nell’era di Internet.

 

Atelier della sostenibilità laboratorio concreto e innovativo su un tema attuale

Tags: , , , , , , ,


VALENTINA SHRIVASTAVA

 

Il 31 maggio 2011 si è tenuto a Roma presso il Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale della “Sapienza” un incontro dedicato al sociologo canadese Herbert Marshall McLuhan. L’obiettivo di questo incontro era quello di dibattere e sviluppare idee e proposte innovative. È scontato parlare dell’impatto che hanno avuto e continuano ad avere oggi, a trent’anni dalla morte, le sue teorie sulla comunicazione, quindi preferirei soffermarmi sull’evento svoltosi in quanto è stato secondo me decisamente innovativo.
Nel pomeriggio hanno avuto luogo gli atelier di intelligenza connettiva su vari temi della comunicazione. Quello al quale ho preso parte è stato sulla sostenibilità. Dovermi unire a una tavola rotonda per discutere di un argomento così complesso come la sostenibilità mi ha stimolato ma anche impaurito. Non capita spesso a una giovane neolaureata di sedere al tavolo con direttori, docenti universitari e ricercatori e confrontarsi con loro su di un tema tanto attuale. Questo atelier ha prodotto, come in vero laboratorio scientifico, idee innovative e proposte concrete che vanno oltre le enormi “chiacchiere” che prolificano nell’opinione pubblica. L’eccezionalità di questo brainstorming è stata proprio quella di parlare di sostenibilità in termini concreti con la volontà di ricercare strumenti veri e attuabili che permettano di infondere una nuova filosofia di vita, sostenibile per l’appunto, in tutta la comunità globale.
Data la forte attualità dell’argomento, tutte le idee sono scaturite copiose in pochi minuti. Ne è conseguito un dibattito. Ogni partecipante ha esposto la sua proposta e l’arduo compito di fare una sintesi è spettato al coordinatore del gruppo, Gianni Di Giovanni (Responsabile comunicazione esterna Eni). La paura e l’inadeguatezza avuta nei primi minuti del brainstorming ormai era decisamente svanita, anzi i pensieri che i partecipanti esprimevano mi inducevano a cercare soluzioni ancora più reali. Abbiamo capito che non vogliamo più sentir parlare e comunicare in maniera utopica. È molto più soddisfacente assistere ad una comunicazione tra molti individui in termini semplici, diretti e costruttivi come si è verificato durante questo atelier.

 

Valentina Shrivastava

È il momento dell’evento sul Web

Tags: , , , , , ,


All’epoca dell’overload d’informazione l’attenzione del comunicatore va agli eventi pensati non solo per un pubblico tradizionale ma anche per il pubblico della Rete. Comunicare quindi diventa più difficile? Ricordo ai lettori che ne parleremo il 12 luglio con Gianni Di Giovanni, autore del libro “Niente di più facile, niente di più difficile” che a pagina 69 dice: “Il Web 2.0 è arrivato a modificare anche in modo sostanziale l’ideazione degli eventi. Oggi un evento non deve essere pensato soltanto per una sala in cui gli attori siano fisicamente presenti, ma è necessario immaginare anche la sua organizzazione sul Web, fino a casi estremi di eventi concepiti esclusivamente per la Rete”.   

 

Rumori di fondo e comunicazione in Rete. Emergenza ed emergency

Tags: , , , , , , ,


Un rumore di fondo che non permette di distinguere il sostanziale dall’effimero. La Rete che esalta il meglio ed il peggio che secondo Ferruccio de Bortoli tende a prevalere , in una Rete dove la correzione è tendenzialmente più difficile. Diritto all’oblio in una memoria multimediale dove questo diritto spesso non esiste. Ho discusso di questo con Gianni Di Giovanni (autore del libro che presenteremo martedì 12 luglio presso la Fieg), che ha risposto con un’altra domanda: “Attila avrebbe voluto essere dimenticato?”.

 

Derrick a questo punto continua la mia riflessione: “Nell’era dell’informazione istantanea, dice McLuhan, il rumore è la cosa vera (the real thing). Infatti la velocità della circolazione del rumore trapassa tutti i controlli e le conseguenze arrivano.  Siamo tutti appendici del rumore come dice Max Picard di quelli che sono vittime dell’informazione ambientale però non criticamente. Intanto le notizie false sono generalmente smentite velocemente. Sono le vere che portano alle conseguenze, alcune molto sostanziale come, per esempio, gli eventi nei Paesi arabi. Il rumore di Twitter che porta con sé tutti  gli altri rumori, il passaparola elettronico. L’inconscio connettivo della Rete porta la sua pertinenza al momento dell’emergenza e anche dell’emergency”.

 

La storia è storia, dunque racconta pagine più o meno belle, atti più o meno corretti. Discutere di concetti tanto importanti per il nostro mondo e le aziende che operano è fondamentale per far crescere noi e far crescere il nostro Paese: il nostro atelier di intelligenza connettiva continua.