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Tecnologie TAL per tutelare e migliorare la nostra lingua

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di ERMINIO CIPRIANO         

 

“Il Trattamento Automatico della Lingua come motore per l’innovazione” è lo slogan ribadito da Giordano Bruno Guerri, presidente del Forum TAL, che ha aperto la quarta conferenza sul Trattamento Automatico del Linguaggio. “La lingua italiana va tutelata - ha sottolineato Guerri - non solo dal punto di vista cruschiano e dei lincei, ma anche dal punto di vista tecnologico. Per questo temi di riferimento del convegno sono audiolibri e call center automatici”. Il presidente del Forum TAL ha poi ringraziato Maria Pia Rossignaud che ha dedicato all’evento il numero speciale di Media Duemila (di ottobre): “Uomo-Macchina un colloquio possibile”.

 

“La nostra lingua è in difficoltà - ha ammesso l’onorevole Paola Frassinetti, Vice Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati - e anche nella scuola esiste una situazione di degrado linguistico” riferendosi all’utilizzo di termini dialettali e soprattutto di anglicismi. “Questa contaminazione dell’inglese è diventata insopportabile - ha aggiunto Frassinetti - anche a causa del linguaggio parlato dai media”. In questa ottica va vista la proposta di legge sulla nascita di un Consiglio Superiore della Lingua Italiana, ha chiarito la responsabile, “che non vuole essere un doppione di altri istituti, ma un organo politico per la difesa della lingua italiana”. La proposta di legge, sottoscritta da tutti i partiti politici tranne la Lega, come ha spiegato ancora la Frassinetti: “intende sensibilizzare la scuola dove esiste un problema di lingua parlata e di lingua scritta (se pensiamo al forte utilizzo di sms da parte degli studenti) e tutelare la nostra lingua soprattutto a livello comunitario”. In occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia “la lingua è un fattore unificante anche per quegli stranieri che vengono nel nostro Paese ed è per questo - ha concluso il deputato - che bisogna puntare su cultura e istruzione”.

Sulla difesa della lingua soprattutto a livello europeo è intervenuta anche il Presidente dell’Accademia della Crusca, Nicoletta Maraschio, che si è soffermata sul multilinguismo, cioè “conoscere le altre culture attraverso lo studio delle lingue” che deve diventare anche una priorità italiana. “La nostra lingua è poco curata, c’è una coscienza linguistica debole - ha registrato la stessa Maraschio - per questo la Crusca organizza la Piazza delle lingue d’Europa, luogo di incontri e sede di dibattiti aperto a tutti, metafora molto forte perché concretizza il nostro rapporto con le altre lingue”. Sulla proposta di legge per la nascita di un Consiglio Superiore della lingua italiana il Presidente dell’Accademia della Crusca ha ricordato che un progetto simile è già stato presentato anni prima ed è stato fortemente contrastato da molti linguisti soprattutto perché “il governo non può entrare nelle questioni linguistiche, per questo ci sono scuole e istituti appositi. La Crusca resta favorevole a politiche di sostegno per la nostra lingua - ha ribadito Nicoletta Maraschio - ma contraria a intrusioni del Governo su questioni direttamente linguistiche”. 

L’ingegner Luigi Rocchi, Direttore Strategie Tecnologiche e Sviluppo Business Rai, si è detto d’accordo con l’onorevole Frassinetti sulla tutela dell’italiano anche se l’utilizzo della lingua inglese, nei media e a scuola, è diventato indispensabile. Soffermandosi sul sistema Hyper Media News di Rai ha ricordato come il TAL sia un elemento abilitante soprattutto per persone disabili: “la Rai è sempre attenta a coloro che trovano difficoltà ad utilizzare i normali mass media, per questo tra le ultime nuove iniziative ci sono l’audio rallentato e il televideo parlato”. 

Alla conferenza TAL 2010 è intervenuto anche il Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, Francesco Passerini, che si è soffermato sul ruolo dell’associazione: “l’OTM ha come compito il cercare di osservare le tecnologie più avanzate e farle conoscere e il TAL, cioè la possibilità di dare linguaggio alle macchine, è una di queste”.

Sull’importanza della parola anche in ambito giudiziario e sulle tecnologie che semplificano l’eccesso di informazioni si è espresso Stefano Aprile, responsabile Sistemi Informativi del Ministero della Giustizia: “pensiamo alla tecnologia per il miglioramento della parola (attraverso informazioni elettroniche o verbali digitali), per questo il trattamento automatico della lingua ci porterà a semplificare il nostro sistema giudiziario”.

 

Presenti alla quarta conferenza varie aziende di settore - Loquendo, PerVoice, Synthema, Vanguard, Speechcycle, Almawave, Cedat 85, Celct, Interactive Media, Rai - che hanno presentato sistemi sul TAL proponendo nei vari stand progetti e modalità operative di queste tecnologie. Esempi significativi di come le applicazioni sul trattamento automatico del linguaggio possono migliorare e velocizzare il rapporto del cittadino con i vari uffici amministratici sono stati offerti dai responsabili di call center di: Funzione pubblica, INAIL, INPS, Agenzie Entrate, Comune di Roma.

Nel corso della conferenza rappresentanti di centri di ricerca sul TAL in Italia - da Bernardo Magnini della Fondazione Bruno Kessler, a Giuseppe Attardi dell’Università di Pisa, a Maria Teresa Pazienza e Roberto Basili dell’Università di Roma Tor Vergata, a Emanuele Pianta del CELCT e FBK, a Marco de Gemmis e Pasquale Lops dell’Università di Bari, a Monica Monachini del CNR-ILC di Pisa - hanno presentato studi, ricerche e applicazioni in questo ambito. Una sessione speciale del convegno è stata dedicata ai progetti TAL in ambito comunitario: “La ricerca finanziata in Europa è molto importante - ha sottolineato Nicoletta Calzolari del CNR-ILC di Pisa - soprattutto in questo momento”. Roberto Cencioni, rappresentate della Commissione europea, si è soffermato sui fondi che l’Europa stanzia per i progetti TAL e sulle modalità di partecipazione per centri di ricerca e piccole e medie imprese.

 

Il direttore di Media Duemila, Maria Pia Rossignaud, ha moderato la tavola rotonda sullo sviluppo e sul mercato di audiolibri ed e-book in Italia: “Ritengo che la convergenza sia utile anche in questo campo e che piccoli e medi editori potrebbero servirsi di grandi società per affermare i loro prodotti”. L’ingegner Paolo Coppo ha mostrato esempi sulla prima voce sintetica italiana fino all’attuale Text To Speech emozionale e multilingua sviluppato da Loquendo. “Kindle con l’e-booAEDAk reader ha cambiato il modo di fruire libri - ha ammesso Coppo - e per noi ha creato un nuovo mercato di riferimento. Credo che quest’anno il regalo ambito di Natale sarà proprio l’e-book”. Cristiana Giacometti, cofondatore e amministratore de “il Narratore” ha evidenziato che il mercato dell’audiolibro in Italia non è mai decollato anche se negli ultimi anni c’è stata una crescente richiesta grazie all’offerta continua delle piccole case editrici. La stessa Giacometti ha ricordato che “dallo scambio e dal rapporto con altri editori il Narratore, con Emons e Full Color Sound ha creato l’AEDA, l’Associazione editori di audiolibri” che rappresenta il 70% del mercato italiano di audiolibri. La fondatrice della prima casa editrice di audiolibri italiana ha sottolineato il grosso lavoro che c’è dietro la produzione di un audiolibro rilevando che “l’utilizzo di voci sapienti (attori o autori stessi) distingue il nostro prodotto e lo rende qualitativamente più apprezzabile”. Sergio Polimene, direttore commerciale di “Emons“, ha rilevato che “l’ascolto di un audiolibro non sostituisce la lettura in cartaceo, ma serve a continuare a leggere quando non si ha tempo di leggere (per esempio quando si guida)”. Polimene ha poi parlato del jukebox di audiolibri, un interessante esperimento che Emons e il Narratore stanno facendo in venti librerie italiane tra Roma e Milano dove è possibile ascoltare dei pezzi di una quarantina di titoli: “è la dimostrazione di come l’ascolto di audiolibri non sostituisce affatto la lettura, ma la integra e la completa”. Il rappresentante della “Emons” ha poi parlato del progetto, maturato in seno all’AEDA, di portare l’audiolibro nelle scuole italiane: “immaginate un romanzo come I Promessi Sposi letto da una bella voce sapiente piuttosto che da quella di un semplice professore”.

 

Erminio Cipriano

Audiolibro: l’Italia indietro rispetto a USA e Gran Bretagna

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I libri siamo abituati a vederli, sfogliarli, annusarli. Ma oggi, nell’era degli e-book, degli audiobook e dell’iPad, il mondo dei testi e della lettura sta vivendo una “rivoluzione” come scrive il professor Gino Roncaglia nel suo ultimo libro (”La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro” pubblicato da GLF Editori Laterza).

L’audiolibro o libro parlato rappresenta un’importante fonte d’informazione e d’intrattenimento. Alla quarta conferenza TAL (Trattamento Automatico del Linguaggio) il 28 e 29 ottobre all’Accademia dei Lincei a Roma è dedicata una sessione speciale sullo sviluppo dell’audiolibro in Italia. Modera la tavola rotonda, a cui partecipano alcuni dei più importanti editori del settore (Full Color Sound, Emons, il Narratore), il direttore di Media Duemila Maria Pia Rossignaud.

Il mercato degli audiobook nel nostro Paese sembra essere ancora agli esordi, soprattutto rispetto a quello statunitense e britannico, e in questo periodo sconta la crisi di settore che ha investito l’intero comparto editoriale. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori (AIE) rappresenta un fatturato pari a 0,7 milioni di euro sui 364 milioni dell’intero mercato editoriale italiano. Dall’ultima indagine APA (Audio Publisher Association) il 2009 ha registrato maggiori vendite di titoli anche se gli introiti sono stati inferiori a causa della crisi.

In Spagna e-book e audiobook hanno l’IVA al 4% se distribuiti su CD-Rom o chiavette USB, per il download l’IVA è al 16%. La normativa europea in materia, infatti, vieta di applicare riduzioni fiscali su libri e audiolibri scaricati on line considerando questo tipo di operazione commercio elettronico. Gli editori tedeschi, sull’esempio spagnolo, per risollevare le vendite di audiolibri ed e-book hanno chiesto al Governo l’applicazione dell’IVA al 7%,  proprio come accade per i libri cartacei.

Dall’indagine APA Survey su menzionata che ha  coinvolto alcune delle maggiori case editrici di audiolibri si rileva inoltre che tra i generi più apprezzati dai lettori-ascoltatori ci sono, per il 78%, i grandi classici della letteratura mondiale, fiction in prevalenza.

Per quanto riguarda il target di riferimento “l’ascoltatore di audiolibri - sottolinea la co-fondatrice de il Narratore Cristiana Giacometti in un’intervista a Media Duemila - è prima di tutto un grande lettore che ama poter ascoltare letteratura anche durante quei momenti in cui ha le mani e gli occhi occupati. L’età va in media dai 35 anni in su, con una fascia forte tra i 50 e i 70 anni, cultura medio alta, per lo più professionisti e in prevalenza donne”.

Segnaliamo infine alcuni siti dove è possibile acquistare o anche consultare audiolibri:

  • - LibriVox (http://librivox.org), attraverso dei volontari che registrano capitoli di libri e distribuiscono i file audio in Rete, rende disponibili gratuitamente audiolibri di dominio pubblico.
  • - Sul portale AudioLibri Shop (http://audiolibri.e20x.com) è possibile scegliere tra un vasta gamma di titoli, vecchi e nuovi, realizzati in formato MP3 e ascoltabili con qualsiasi dispositivo che li supporti (lettori, iPod, autoradio e Pc).
  • - Audiolibri.info (http://www.audiolibri.info) è il sito di riferimento per chi ricerca audiolibri o podcast in lingua italiana.
  • - iTunes Store (http://www.apple.com/it/itunes) ha una fornitissima biblioteca di audiolibri con best-seller da tutto il mondo.
  • - Meravoce (http://www.audiolibri.it) propone audiolibri in formato MP3 della grande letteratura mondiale.
  • - Nel sito Bronteion (http://www.bronteion.com) è possibile trovare audiolibri editi e realizzati dallo stesso editore, o auto produzioni lette ad alta voce da aspiranti narratori o attori e da professionisti.

 

di Erminio Cipriano

Audiolibri, piacere dell’ascolto e crescita culturale

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La quarta conferenza sul TAL, Trattamento Automatico del Linguaggio, che si terrà il 28 e il 29 ottobre nella splendida Accademia dei Lincei a Roma, dedicherà una sessione speciale allo sviluppo dell’audiolibro in Italia. Tra i relatori presenti anche Cristiana Giacometti, co-fondatore e amministratore de “il Narratore”, che ci racconta in anteprima la sua esperienza editoriale.

 

Come nasce la sua passione per gli audiolibri?

Come molti di noi, credo, la memoria mi porta al piacere dell’ascolto provato nella mia prima infanzia con le Fiabe sonore della Fabbri che dal 1966 al 1970 hanno offerto tante fiabe e sogni ad occhi aperti a molti bambini. I veri audiolibri li ho scoperti più tardi per imparare l’inglese, e la scelta in questa lingua è davvero immensa: dai titoli ridotti fatti apposta in modo semplificato per l’apprendimento specifico delle lingue, fino alle migliaia di titoli di tutti i generi, disponibili oggi anche on line. Poi quando il mio socio, Maurizio Falghera nel 1997 mi ha fatto ascoltare le prime produzioni in lingua italiana, da lui curate, mi sono appassionata molto soprattutto ad ascoltare i classici della letteratura italiana che avevo studiato a scuola. Nel 1999 il progetto “il Narratore” è decollato nella sua prima versione sviluppata unicamente on line, con l’aiuto di esperti e ricercatori americani della Bay Area: un archivio audio gratuito di letteratura italiana scaricabile in formato MP3. Possiamo dire che allora sviluppammo e pubblicammo una prima forma di Podcast, ma la banda larga non c’era e il formato MP3 era praticamente sconosciuto. Gli utenti e i naviganti del sito all’epoca, apprezzando le letture ma avendo molte difficoltà a scaricare i contenuti, ci chiesero di pubblicare su audiocassetta e CD i titoli disponibili on line. L’avventura editoriale comincia nel 2001 e poi si consolida nel 2006 con la nascita de il Narratore s.r.l. che oltre ad investire  nello sviluppo continuo dell’Archivio audio gratuito, realizza la prima piattaforma italiana on line per la promozione e vendita di audiolibri in formato digitale MP3, scaricabili in un attimo dopo l’acquisto (vedi www.ilnarratore.com). Naturalmente pubblichiamo anche nel rivoluzionario formato CDMP3 che consente di proporre un audiolibro letto in versione integrale in un solo CD per la durata di molte ore. I nostri CD audio e CDMP3 sono ovviamente distribuiti sia a livello nazionale che internazionale nelle migliori librerie.

 

Quali sono i vantaggi che un testo ascoltato può avere rispetto a un testo letto?

Non ho mai pensato che ascoltare sia più vantaggioso che leggere: questa premessa è indispensabile. Ascoltare e leggere non possono essere messi sullo stesso piano, sono due attività cerebrali diverse. Sono profondamente convinta però che ascoltare aggiunga significato e piacere alla  lettura in generale. L’unico vantaggio per le persone senza nessun handicap è di poter “leggere” anche quando mani e occhi sono impegnati: come durante i viaggi, gli esercizi in palestra, la corsa o le passeggiate giornaliere, lo svolgimento di lavori domestici di tipo ripetitivo, o semplicemente per rilassarsi prima del sonno. Naturalmente i vantaggi per le persone con handicap diventano priorità e necessità assoluta per lo studio, l’aggiornamento e l’arricchimento culturale. Il vero vantaggio è di poter disporre oggi di molteplici versioni di un’opera: il libro a stampa, l’audiolibro, ma anche il film e la trasposizione teatrale, e ora anche l’e-book e le tante applicazioni che propongono la lettura in formati tecnologici sempre più sofisticati che determinano, a mio avviso, una maggiore libertà di scelta secondo le preferenze di ciascuno.

 

I libri siamo abituati a vederli, sfogliarli, annusarli. Ma oggi, nell’era degli e-book e dell’iPad, il mondo dei testi e della lettura sta vivendo una “rivoluzione”. Tutta questa tecnologia non rischia di annullare il piacere per la lettura?

Il piacere della lettura è una conquista evolutiva umana molto importante e difficilmente sarà annullata dalla tecnologia, tant’è che anche gli e-book si leggono e anche con l’iPad si leggono romanzi. La carta spero tanto verrà usata con più sensatezza nel futuro per i libri, quei “libri” che davvero sarà necessario stampare, magari sempre e solo on demand per cercare di salvare alberi e foreste sempre più in pericolo nel nostro pianeta. Suggerisco di leggere un interessante saggio di  Maryanne Wolf, “Proust e il calamaro, Storia e scienza del cervello che legge“. La Wolf è una delle più note  neuroscienziate cognitiviste, studiosa della lettura e in particolare della dislessia, e dirige la cattedra alla Tufts University (Massachusetts, USA) e il Center for Reading and Language Research.
Questo libro, ambizioso e stimolante, avveduto e ben fondato, fornisce strumenti preziosi per interpretare questa complessa transizione, che stiamo vivendo nell’epoca contemporanea, così che quell’irrinunciabile acquisizione della specie umana che è la lettura possa integrarsi col nuovo che verrà, grazie ancora una volta alla prodigiosa duttilità del cervello umano.

 

L’editoria in Italia sta attraversando una crisi profonda legata, tra i moltissimi fattori, anche a un calo dei lettori. Che ci dice del mercato degli audiolibri?

Il mercato degli audiolibri in Italia è ancora ai primordi. Rappresenta infatti, secondo gli ultimi dati AIE, un fatturato pari a 0,7 milioni di euro su 364 milioni complessivo del mercato editoriale italiano. Ma  è in espansione, così come è successo e continuano a dimostrare da più di  20 anni i mercati di Paesi europei come la Germania, l’Inghilterra, i Paesi del Nord, la Francia e naturalmente il mercato degli Stati Uniti. Come dimostra l’ultima indagine dell’APA (Audio Publisher Association americana) questi sono i dati per il 2009: maggiori vendite di titoli, anche se gli introiti sono inferiori a causa del ritocco dei prezzi per via della crisi, ma è sempre una percentuale con il segno “più”. Dalla nostra esperienza (dal 2006 ad oggi) rileviamo ogni anno delle sensibili crescite sia del fatturato che del numero di titoli venduti, in percentuali che vanno dal 15% al 30% annuo.

 

Quali sono, secondo la vostra esperienza, i generi di libri che si prestano meglio ad essere ascoltati?

Come si rileva dall’APA Survey i generi che sono più apprezzati per essere ascoltati sono, per il 78%  versioni integrali dei grandi classici della letteratura mondiale, fiction in prevalenza per il 76%. E dalla nostra esperienza i romanzi d’avventura, gialli, horror e thriller, ma anche, seppur in minor misura, i saggi e i libri di storia. La letteratura per ragazzi in USA è pari al 13% degli incassi per la vendita di  audiolibri che, se usati nella didattica, aiutano sia ad imparare a leggere bene ad alta voce, sia in generale a migliorare la literacy (capacità di leggere, scrivere, parlare e ascoltare).  

 

Chi è l’ascoltatore-tipo di un audiolibro? È possibile tracciarne un profilo?

L’ascoltatore di audiolibri è prima di tutto un grande lettore che ama poter ascoltare letteratura anche durante  quei momenti in cui ha le mani o gli occhi occupati. L’età  va in media dai 35 anni in su, con una fascia forte tra i 50 e i 70 anni, cultura medio alta, per lo più professionisti e in prevalenza donne. Molti sono i docenti avveduti che propongono dei moduli didattici molto interessanti con l’ascolto di letteratura.

 

intervista di Erminio Cipriano

Il TAL come motore per l’innovazione e per la crescita culturale

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Il 28 ottobre si avvicina e la partecipazione al Forum TAL cresce. Due giornate, nella splendida cornice dell’Accademia dei Lincei (Via della Lungara 230 - 00165 Roma), dedicate alla comunicazione fra uomo e macchina. Alla conferenza partecipano studiosi della materia, esperti, ricercatori ed aziende impegnate nello sviluppo di tecnologie sul trattamento automatico del linguaggio.

In una Nazione come la nostra, dove la cultura è prevalentemente umanistica, l’incontro tra lo studio della lingua e la tecnologia informatica è assai interessante. Oltre al tentativo di far convergere in un unico obiettivo applicativo tradizioni culturali diverse, l’incontro si prefigge di presentare i risultati pratici, le realizzazioni che l’informatica applicata alla linguistica è riuscita ad ottenere.

Una delle sessioni della Conferenza sarà dedicata all’audiolibro letto dai sistemi di sintesi text to speech e un’altra ai Call Center Automatici, centralini dotati di un calcolatore in grado di conversare con gli utenti risolvendo i loro problemi in qualsiasi orario ed in modo efficiente.

Il 2010 sarà un anno importante per la tutela e la promozione della lingua italiana: verrà finalmente costituito il “Consiglio Superiore della Lingua Italiana”. La relativa proposta di legge, presentata il 15/9/2009 dall’Onorevole Paola Frassinetti, che vede l’adesione di parlamentari di tutti i partiti, può essere reperita nel sito della Camera (atto camera 2689). Il Forum TAL appoggia con convinzione questa iniziativa parlamentare, e vuole rendere palese che una lingua può mantenere un ruolo significativo sulla scena internazionale solo se dispone di tutte le tecnologie informatiche. All’interno della conferenza ci sarà pertanto anche una sessione dedicata a questo evento con il fine di spingere il Consiglio Superiore a reperire risorse sufficienti per la ricerca e per l’industria, in modo da produrre per l’italiano la tecnologia necessaria e gli stessi strumenti linguistici disponibili per l’inglese.

L’incontro fa seguito ad altre tre iniziative analoghe svoltesi nel 1997, nel 2002 e nel 2006. Nell’occasione della Conferenza saranno assegnati i premi per tesi svolte sul tema del TAL e intitolati al professor Antonio Zampolli che è stato promotore dell’organizzazione delle prime due conferenze.

Guerri spiega tecnologie e obiettivi del Forum TAL

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Con il termine TAL, Trattamento Automatico della Lingua, si fa riferimento a tutte quelle tecnologie interessate all’elaborazione elettronica della lingua sia parlata, sia scritta. Con questo termine ci si riferisce sia all’elaborazione del linguaggio parlato, sia all’elaborazione del testo scritto. Alcuni esempi di TAL sono il traduttore multilingue disponibile su Google, i sistemi di dettatura della Nuance, la codifica della voce dei cellulari, il centralino automatico, i correttori ortografici grammaticali e numerosi altri sistemi.

Il forum TAL è stato creato nel 2002 con il preciso scopo di incoraggiare la ricerca e le applicazioni della tecnologia del trattamento automatico del linguaggio. Sono orgoglioso di presiedere questa organizzazione che in qualche misura fa da ponte fra la scienza tecnologica e quella umanistica. Nei quasi 10 anni trascorsi dalla creazione del Forum la tecnologia TAL si è diffusa sempre più persuasivamente nella nostra società. Lo scorso anno è stato fatto un  interessante esperimento durante la mostra sul futurismo di Roma realizzando un totem denominato FuturTAL. Si trattava di uno schermo attraverso il quale un avatar parlava con il pubblico dando loro le informazioni  da loro richieste sui personaggi e sulle opere del periodo futurista. Il successo di questo totem ha convinto a replicare l’iniziativa nella mostra su Van Gogh che sarà aperta a Roma nell’ottobre di quest’anno. Anche in questa occasione un avatar risponderà alle curiosità del pubblico su Van Gogh e sulla mostra. I visitatori potranno chiedere notizie sulla vita di Van Gogh e sulle sue opere, oppure in quale sala sia visibile un determinato quadro.

 

Sono previste altre iniziative nell’ambito del TAL?

Partiamo da una nuova edizione del Libro Bianco che verrà diffuso in Rete per essere a disposizione di tutti coloro che sono interessati a questa tecnologia, in particolare gli ambienti della Pubblica Amministrazione: dopo l’edizione 2009 è prevista l’edizione 2010 completamente rinnovata.

Ad ottobre  il Forum organizza la quarta conferenza sul TAL che avrà come temi principali l’audiolibro e il call center automatico. Abbiamo preso ispirazione nella scelta di questi due temi principali dagli Stati Uniti dove sia l’audiolibro che il call center automatico, hanno una quota di mercato 10 volte almeno quella italiana. Siamo convinti che queste tecnologie siano ormai mature e anche da noi otterranno una quota significativa di mercato. Ma sappiamo che si stanno avviando anche altre iniziative che hanno il TAL come elemento fondante: ad esempio il ministero della giustizia sta sperimentando la verbalizzazione automatica, con l’obiettivo di rendere più veloce e meno costosa la verbalizzazione dei processi penali, e poi sarà forse l’anno buono per la costituzione del consiglio superiore della lingua italiana.

 

Ma cosa ha a che fare il consiglio superiore della lingua italiana con il TAL?

Naturalmente l’obiettivo per il quale il consiglio superiore della lingua italiana viene istituito non è certamente la promozione del trattamento automatico della stessa, tuttavia siamo convinti che le tecnologie TAL siano utili anche nella manutenzione quotidiana della lingua. E questo sia perché possono direttamente contribuire alla valutazione dei testi tramite programmi ormai collaudati in grado di misurare la leggibilità di un testo scritto, sia perché avere a disposizione a costi limitati sistemi di traduzione rende più semplice la comunicazione tra persone che non parlano la stessa lingua. In altri termini, invece di imparare l’inglese possiamo utilizzare un programma che traduce da e per l’inglese. Pertanto lo sforzo dell’onorevole Frassinetti, Vice Presidente Commissione Cultura, per varare il consiglio superiore della lingua italiana ci vede estremamente favorevoli.

 

Lei è uno storico e uno scrittore, quale la ragione del suo interesse per il TAL?

Non sapevo nulla del TAL fino a quando l’onorevole Gasparri non mi chiese di partecipare ad una conferenza che si stava organizzando sul tema. Partecipando ai lavori scoprii un mondo nel quale la tecnologia cooperava con le scienze umane e la lingua era il centro di questo colloquio. Sono questi gli aspetti del TAL che mi hanno subito affascinato.

Sono convinto che al crescere delle informazioni disponibili deve corrispondere un miglioramento della fruibilità delle informazioni stesse e che il TAL può dare un contributo significativo nel semplificare l’accesso all’informazione.

 

Giordano Bruno Guerri

Presidente Forum TAL

Guerri, presidente TAL, spiega tecnologie e obiettivi del Forum. Un esempio: il traduttore di Google

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Con il termine TAL, Trattamento Automatico della Lingua, si fa riferimento a tutte quelle tecnologie interessate all’elaborazione elettronica della lingua sia parlata, sia scritta. Con questo termine ci si riferisce sia all’elaborazione del linguaggio parlato, sia all’elaborazione del testo scritto. Alcuni esempi di TAL sono il traduttore multilingue disponibile su Google, i sistemi di dettatura della Nuance, la codifica della voce dei cellulari, il centralino automatico, i correttori ortografici grammaticali e numerosi altri sistemi.

Il forum TAL è stato creato nel 2002 con il preciso scopo di incoraggiare la ricerca e le applicazioni della tecnologia del trattamento automatico del linguaggio. Sono orgoglioso di presiedere questa organizzazione che in qualche misura fa da ponte fra la scienza tecnologica e quella umanistica. Nei quasi 10 anni trascorsi dalla creazione del Forum la tecnologia TAL si è diffusa sempre più persuasivamente nella nostra società. Lo scorso anno è stato fatto un  interessante esperimento durante la mostra sul futurismo di Roma realizzando un totem denominato FuturTAL. Si trattava di uno schermo attraverso il quale un avatar parlava con il pubblico dando loro le informazioni  da loro richieste sui personaggi e sulle opere del periodo futurista. Il successo di questo totem ha convinto a replicare l’iniziativa nella mostra su Van Gogh che sarà aperta a Roma nell’ottobre di quest’anno. Anche in questa occasione un avatar risponderà alle curiosità del pubblico su Van Gogh e sulla mostra. I visitatori potranno chiedere notizie sulla vita di Van Gogh e sulle sue opere, oppure in quale sala sia visibile un determinato quadro.

 

Sono previste altre iniziative nell’ambito del TAL?

Partiamo da una nuova edizione del Libro Bianco che verrà diffuso in Rete per essere a disposizione di tutti coloro che sono interessati a questa tecnologia, in particolare gli ambienti della Pubblica Amministrazione: dopo l’edizione 2009 è prevista l’edizione 2010 completamente rinnovata.

Ad ottobre  il Forum organizza la quarta conferenza sul TAL che avrà come temi principali l’audiolibro e il call center automatico. Abbiamo preso ispirazione nella scelta di questi due temi principali dagli Stati Uniti dove sia l’audiolibro che il call center automatico, hanno una quota di mercato 10 volte almeno quella italiana. Siamo convinti che queste tecnologie siano ormai mature e anche da noi otterranno una quota significativa di mercato. Ma sappiamo che si stanno avviando anche altre iniziative che hanno il TAL come elemento fondante: ad esempio il ministero della giustizia sta sperimentando la verbalizzazione automatica, con l’obiettivo di rendere più veloce e meno costosa la verbalizzazione dei processi penali, e poi sarà forse l’anno buono per la costituzione del consiglio superiore della lingua italiana.

 

Ma cosa ha a che fare il consiglio superiore della lingua italiana con il TAL?

Naturalmente l’obiettivo per il quale il consiglio superiore della lingua italiana viene istituito non è certamente la promozione del trattamento automatico della stessa, tuttavia siamo convinti che le tecnologie TAL siano utili anche nella manutenzione quotidiana della lingua. E questo sia perché possono direttamente contribuire alla valutazione dei testi tramite programmi ormai collaudati in grado di misurare la leggibilità di un testo scritto, sia perché avere a disposizione a costi limitati sistemi di traduzione rende più semplice la comunicazione tra persone che non parlano la stessa lingua. In altri termini, invece di imparare l’inglese possiamo utilizzare un programma che traduce da e per l’inglese. Pertanto lo sforzo dell’onorevole Frassinetti, Vice Presidente Commissione Cultura, per varare il consiglio superiore della lingua italiana ci vede estremamente favorevoli.

 

Lei è uno storico e uno scrittore, quale la ragione del suo interesse per il TAL?

Non sapevo nulla del TAL fino a quando l’onorevole Gasparri non mi chiese di partecipare ad una conferenza che si stava organizzando sul tema. Partecipando ai lavori scoprii un mondo nel quale la tecnologia cooperava con le scienze umane e la lingua era il centro di questo colloquio. Sono questi gli aspetti del TAL che mi hanno subito affascinato.

Sono convinto che al crescere delle informazioni disponibili deve corrispondere un miglioramento della fruibilità delle informazioni stesse e che il TAL può dare un contributo significativo nel semplificare l’accesso all’informazione.

 

Giordano Bruno Guerri

Presidente Forum TAL