<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	>

<channel>
	<title>Media Duemila</title>
	<atom:link href="http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mediaduemila.it</link>
	<description>Rivista di Cultura Digitale</description>
	<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:30:32 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.7</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Discutiamo di Cultura e Tecnologia. Dominique Sheffel Dunand direttore McLuhan Program per la prima volta in Italia con noi</title>
		<link>http://www.mediaduemila.it/?p=13106</link>
		<comments>http://www.mediaduemila.it/?p=13106#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 12:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fortunato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il blog di Derrick De Kerckhove e Maria Pia Rossignaud]]></category>

		<category><![CDATA[1983]]></category>

		<category><![CDATA[Dominique Sheffel Dunand]]></category>

		<category><![CDATA[Giovanni Giovannini]]></category>

		<category><![CDATA[Marshall McLuhan]]></category>

		<category><![CDATA[McLuhan Program]]></category>

		<category><![CDATA[Torino]]></category>

		<category><![CDATA[toronto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediaduemila.it/?p=13106</guid>
		<description><![CDATA[Il 5 giugno l&#8217;Osservatorio TuittiMedia porterà a Milano Dominique Sheffel Dunand, attuale direttore del McLuhan Program, la prima volta in Italia per discutere di: Cultura e tecnologia, il futuro è qui. Come gestire la relazione?
Media Duemila avvia così il percorso dedicato ai suoi 30 anni di vita. Con l’aiuto di tutti, vogliamo cercare la strada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 5 giugno l&#8217;Osservatorio TuittiMedia porterà a Milano Dominique Sheffel Dunand, attuale direttore del McLuhan Program, la prima volta in Italia per discutere di: Cultura e tecnologia, il futuro è qui. Come gestire la relazione?<br />
Media Duemila avvia così il percorso dedicato ai suoi 30 anni di vita. Con l’aiuto di tutti, vogliamo cercare la strada giusta per abbattere gli ostacoli atavici che hanno soffocato lo sviluppo delle tecnologie nel nostro Paese. Vogliamo dire basta con la cultura che resiste al cambiamento. Sono poche le realtà come la nostra che hanno raccontato per più di mezzo secolo  lo sviluppo tecnologico.<br />
1983, un anno da ricordare dunque: il computer esce dall’ufficio, la nuova Fiat Uno, SuperMario, videogiochi, il Satellite nel mondo delle comunicazioni, il lancio di Windows. In questi giorni della convergenza mediatica nasce Media Duemila a Torino, non solo una rivista ma un ambiente, dove cultura e business si contaminano allo scopo di promuovere conoscenza utile alla crescita attraverso relazioni. A Toronto nello stesso anno nasce il McLuhan Program per discutere di Cultura e Tecnologia, del pensiero del teorico del villaggio globale che tanto affascinava Giovanni Giovannini, giornalista editore che dall’altro lato dell’oceano comprende l’importanza strategica di raccontare ed anticipare il cambiamento che oggi è sotto gli occhi di tutti. Straordinaria circostanza quella che ci vede tutti qui, tutti uniti e determinati a continuare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2&amp;p=13106</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Dall&#8217;oligopolio alla coda lunga. Tra pay tv via satellite e terrestre. La televisione italiana diventa digitale</title>
		<link>http://www.mediaduemila.it/?p=13098</link>
		<comments>http://www.mediaduemila.it/?p=13098#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 12:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fortunato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[DA LEGGERE]]></category>

		<category><![CDATA[coda lunga]]></category>

		<category><![CDATA[Francesco Siliato]]></category>

		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<category><![CDATA[Tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediaduemila.it/?p=13098</guid>
		<description><![CDATA[La televisione è cambiata, e con essa le abitudini e il consumo di informazione e intrattenimento. Tutte le piattaforme offrono televisione. In questo volume si ripercorrono le tappe della transizione al digitale, le difficoltà, gli interessi e i conflitti sulle regole del mercato e del pluralismo. La rigidità provocata dal fortificato duopolio della televisione generalista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La televisione è cambiata, e con essa le abitudini e il consumo di informazione e intrattenimento. Tutte le piattaforme offrono televisione. In questo volume si ripercorrono le tappe della transizione al digitale, le difficoltà, gli interessi e i conflitti sulle regole del mercato e del pluralismo. La rigidità provocata dal fortificato duopolio della televisione generalista determina un blocco all&#8217;ingresso di altri operatori e ritarda l&#8217;innovazione. Lo scenario si modifica, l&#8217;offerta televisiva si arricchisce di nuovi canali in grado di produrre ascolti<span> </span>crescenti. Cambia lo statuto della televisione, dietro le tv generaliste spunta una coda sempre più lunga. I pubblici si segmentano. Il volume guida il lettore all&#8217;interno dei processi e dei primi risultati del cambiamento.</p>
<p>Autore</p>
<p>Nato a Siracusa il 4 luglio 1948, Francesco Siliato si è laureato in Scienze politiche all&#8217;Università di Urbino nel 1971 con una tesi sulla Gius-cibernetica. E&#8217; giornalista professionista, studioso di comunicazione di massa e di pubblicità, è analista di economia e di politica dei media e del sistema dell&#8217;informazione. Ha sviluppato originali modelli di ricerca nell&#8217;analisi di contenuto. Analizza i comportamenti di consumo dei media, l&#8217;andamento dell&#8217;offerta delle reti televisive e realizza ricerche basate sulle elaborazioni dei dati dell&#8217;Offerta e del Consumo.<br />
Ha fondato con altri  Index - archivio critico dell&#8217;informazione  società con cui ha realizzato molte e innovative ricerche sull&#8217;economia e i contenuti dei media e realizzato il  Rapporto sull&#8217;Informazione e Indice della comunicazione, newsletter sul sistema dell&#8217;informazione. Ha collaborato sin dal primo numero alla rivista  Alfabeta. Ha ideato e diretto il mensile specializzato in media elettronici e pubblicità  Electronic Mass Media Age.<br />
Testata diffusa fra gli operatori dei reparti Mezzi delle agenzie di pubblicità e fra i responsabili di programmi e reti televisive e radiofoniche. E&#8217; stato docente di Analisi del contenuto alla scuola di formazione al giornalismo dell&#8217;Ordine dei giornalisti e di Sociologia dei media all&#8217;Istituto Europeo del Design di Milano. E&#8217; membro dell&#8217;associazione internazionale di studiosi della comunicazione  International Institute of Communications  (I.I.C.).<br />
E&#8217; partner, con Clelia Pallotta, dello  Studio Frasi  con il quale produce una classificazione dei programmi televisivi, una analisi dei flussi di audience, corsi di formazione, ricerche multidisciplinari di analisi del contenuto, consulenze di marketing della comunicazione, analisi di economia dei media e del sistema dell&#8217;informazione. Ha diretto un Osservatorio sulle strategie delle reti televisive durante la campagna elettorale per le politiche del 1994.<br />
In precedenza aveva diretto l&#8217;osservatorio sulle politiche del &#8216;92. E&#8217; direttore della &#8220;fanzine per il media people&#8221;  Medialogo, edita da Media Consultants. E&#8217; redattore di  Problemi dell&#8217;informazione, rivista trimestrale diretta da Paolo Murialdi, edita da Il Mulino. Per la rivista cura inoltre la rubrica &#8220;Libri, periodici e studi&#8221;. E&#8217; titolare della rubrica settimanale di analisi dei consumi di televisione del  Sole 24 ORE, &#8220;Zapping&#8221;.<br />
Collabora alla trasmissione televisiva di RaiTre MediaMente, dedicata ai nuovi media della comunicazione. E&#8217; docente di Teoria e tecnica della comunicazione di massa al Politecnico di Milano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2&amp;p=13098</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Una Finestra sull’Europa per ‘alfabetizzare’ studenti di oggi e cittadini di domani</title>
		<link>http://www.mediaduemila.it/?p=13101</link>
		<comments>http://www.mediaduemila.it/?p=13101#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 12:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fortunato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gli appunti sul web di GIAMPIERO GRAMAGLIA]]></category>

		<category><![CDATA[alfabetizzazione]]></category>

		<category><![CDATA[alfabetizzazione digitale]]></category>

		<category><![CDATA[Andrea Maresi]]></category>

		<category><![CDATA[Dall'università]]></category>

		<category><![CDATA[EurActiv]]></category>

		<category><![CDATA[Lucia D'Ambrosi]]></category>

		<category><![CDATA[Metro]]></category>

		<category><![CDATA[UE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediaduemila.it/?p=13101</guid>
		<description><![CDATA[L’avete notato? Forse no, perché è una cosa da addetti ai lavori. Ma, da qualche tempo in qua, si addensano le iniziative per migliorare l’ ‘alfabetizzazione’ europea dei cittadini italiani e, quindi, necessariamente, preliminarmente, la preparazione europea dei giornalisti italiani. Vi abbiamo già raccontato, in questo spazio, del bel libro di Lucia D’Ambrosi ed Andrea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’avete notato? Forse no, perché è una cosa da addetti ai lavori. Ma, da qualche tempo in qua, si addensano le iniziative per migliorare l’ ‘alfabetizzazione’ europea dei cittadini italiani e, quindi, necessariamente, preliminarmente, la preparazione europea dei giornalisti italiani. Vi abbiamo già raccontato, in questo spazio, del bel libro di Lucia D’Ambrosi ed Andrea Maresi e dei convegni dove se n’è parlato a Perugia e Firenze; e, lunedì, degli stessi temi s’è discusso, a Napoli, lunedì 20 maggio, in occasione di un seminario di sintesi e bilancio della quinta edizione di Finestra sull’Europa, dedicata questa volta all’anno europeo dei cittadini.</p>
<p>L’idea è di fare narrare l’Unione europea dagli studenti universitari, per farne cittadini europei più informati e, quindi, più consapevoli: in tempi di euroscetticismo, una sorta di antidoto al dilagare della tentazione, che è dei governi, e pure dei cittadini, di mettere l’Europa sul banco degli imputati, per potere così assolvere se stessi.</p>
<p>Il progetto Finestra sull’Europa, nato nel 2008 grazie all’Università di Perugia, va avanti da allora sempre a Perugia, in simbiosi con il Corriere dell’Umbria, ed a Roma, a La Sapienza, in simbiosi con Metro e, di recente, con EurActiv.it. Dal 2012, l’iniziativa coinvolge cinque Università del Sud, con una convenzione con il Dipartimento delle Politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’edizione 2013 è stata promossa dal Parlamento europeo, dalla Commissione europea e del Dipartimento, in collaborazione con il Ministero degli Esteri. L’obiettivo è di proseguire Finestra sull’Europa pure nel 2014, anno delle elezioni del Parlamento europeo.</p>
<p>A parlarne, a Napoli, presso l’Università ‘l’Orientale’, rappresentata dal pro-rettore vicario Giuseppe Cataldi, il responsabile del progetto, professor Fabio Raspadori, dell’Università di Perugia, e la coordinatrice, dott.ssa Diletta Paoletti, oltre a rappresentanti di tutti gli Atenei coinvolti: i professori Giorgia Bevilacqua de ‘l’Orientale’, Massimo Fragola dell’Università della Calabria di Cosenza, Nicoletta Parisi, dell’Università di Catania, Angela Maria Romito, dell’Università di Bari, ed Eugenio Zaniboni dell’Università di Foggia. Con loro, giornalisti e studenti e, per il Dipartimento, Massimo Persotti, responsabile dell’Ufficio Stampa.</p>
<p>Elementi di analisi comuni a numerosi interventi sono stati la considerazione che a fare oggi difetto in Italia non è la quantità di informazione sull’Europa, ma piuttosto la qualità; e l’emergere dell’urgenza di una ‘alfabetizzazione’ europea dei cittadini e, a maggior ragione, dei giornalisti, che, senza cadere nella militanza e nella condiscendenza verso l’idea e le istituzioni europee, sappiano fornire elementi d’informazione e di giudizio corretti, favorendo una partecipazione ed una consapevolezza critiche.</p>
<p>Nelle parole degli organizzatori del progetto, Finestra sull’Europa è “un laboratorio didattico per gli studenti universitari impegnati nella redazione di articoli sull’Europa pubblicati su quotidiani locali. Il progetto diventa così opportunità di pratica giornalistica, ma anche di comunicazione ai cittadini su tematiche europee. Presso ciascuna Università partner vengono creati dei gruppi di lavoro, veri e propri laboratori didattico-editoriali, incaricati di redigere articoli da pubblicare sulle testate partner, solitamente quotidiani o periodici ad ampia diffusione locale. Si crea così un network di giornali e ‘laboratori redazionali’ che, attraverso iniziative editoriali ‘gemelle’ realizzate in contemporanea, comunicano l’Ue sul territorio” e l’avvicinano alle realtà e sensibilità regionali e locali.</p>
<p>Fra le testate che aderiscono a Fise Italia del Sud vi sono e-Polis Bari, il Corriere del Mezzogiorno, il Denaro, la Gazzetta del Sud, la Sicilia e Ateneapoli Quest’anno, l’iniziativa ha avuto tre sortite sui media: la prima sull’Anno europeo dei cittadini, la seconda sul ventennale del mercato unico; e la terza destinata a trattare aspetti del processo di integrazione europea variamente collegati agli ambiti territoriali su cui insistono i singoli Atenei.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2&amp;p=13101</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il futuro ecosistema dei media &#8220;Second Screen&#8221; e Hd Forum</title>
		<link>http://www.mediaduemila.it/?p=13076</link>
		<comments>http://www.mediaduemila.it/?p=13076#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 12:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fortunato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Innovazione italiana]]></category>

		<category><![CDATA[3D]]></category>

		<category><![CDATA[4K]]></category>

		<category><![CDATA[Eutelsat]]></category>

		<category><![CDATA[hd forum]]></category>

		<category><![CDATA[LG]]></category>

		<category><![CDATA[Marlin]]></category>

		<category><![CDATA[Rai]]></category>

		<category><![CDATA[Samsung]]></category>

		<category><![CDATA[Ses]]></category>

		<category><![CDATA[Sisvel Technology]]></category>

		<category><![CDATA[Sony]]></category>

		<category><![CDATA[Tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediaduemila.it/?p=13076</guid>
		<description><![CDATA[L’evoluzione delle prestazioni tecnologiche oltre l’HD, l&#8217;ibridazione di contenuti ricevibili dalle reti di radiodiffusione e di contenuti audiovisivi ricevibili  dalla rete a banda larga (la Connected TV), l’arricchimento dell’esperienza televisiva tramite i dispositivi “Second Screen”, il futuro ecosistema  dei media tra broadcaster e fornitori over the top, il ruolo della ricerca e degli standard industriali.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’evoluzione delle prestazioni tecnologiche oltre l’HD, l&#8217;ibridazione di contenuti ricevibili dalle reti di radiodiffusione e di contenuti audiovisivi ricevibili  dalla rete a banda larga (la Connected TV), l’arricchimento dell’esperienza televisiva tramite i dispositivi “Second Screen”, il futuro ecosistema  dei media tra broadcaster e fornitori over the top, il ruolo della ricerca e degli standard industriali.  Su questi temi,  la Conferenza Annuale di HD Forum Italia ha offerto un punto di osservazione e dibattito tra i rappresentanti della filiera, per focalizzare problemi e sfide e per formulare obiettivi e previsioni di sviluppo. Il più importante appuntamento italiano dedicato all’argomento “Alta Definizione e oltre” si è svolto il 9 e 10 maggio al Centro Congressi del Saint Vincent Resort &amp; Casino. Una maratona di due giorni, di valenza sia congressuale sia espositiva, che ha visto un’adesione straordinaria, con circa 300 partecipanti provenienti da industria, broadcast, fornitori di contenuti, satellite provider, istituzioni e istituti di ricerca.</p>
<p>Qualità, multiscreen e connettività sono le principali tendenze da considerare, per essere pronti al cambiamento della televisione. Per quanto riguarda la qualità, la tecnologia 4K ovvero la Ultra Alta Definizione, sulla quale l’industria sta puntando, è destinata ad entrare nelle case degli italiani entro pochi anni. E’ questo il senso della prima parte del titolo dell’edizione 2013 dell’HD Forum Conference, “Da Zero a 4K: Dieci, Cento, Mille Schermi”. La seconda parte del titolo allude alla fruibilità di contenuti televisivi, a seconda del luogo e del momento, su una grande varietà di dispositivi dotati di schermo: televisore, smartphone, tablet, computer. Fruibilità resa possibile dall’essere tali dispositivi sempre connessi alla rete a larga banda e dall’essere i contenuti televisivi  non solo radiodiffusi ma anche distribuiti in rete attraverso il protocollo IP.</p>
<p>“L’HD Forum si è confermato anche quest’anno come interlocutore accreditato per fare il punto della situazione e condividere le prospettive dei vai rappresentanti della filiera”, ha dichiarato Benito Manlio Mari, presidente HD Forum Italia, aggiungendo che  “Il grande successo di tale organismo associativo ha risposto all’esigenza di tutti gli attori di disporre di tavoli di confronto per promuovere e attuare una più elevata qualità di fruizione dell’intrattenimento televisivo e per armonizzare tecnicamente il mercato della diffusione e della ricezione di contenuti audiovisivi”.</p>
<p>Il senso di evoluzione suggerito dal titolo è inoltre teso a celebrare, in Valle d’Aosta appunto, la ciclicità dell’evoluzione. Infatti è proprio da questa Regione d’Italia che partì nel 2006 la sperimentazione che poi avrebbe condotto in Italia negli anni a seguire, al passaggio dalla TV analogica a quella totalmente digitale e da dove si intende ripartire con la nuova sperimentazione tecnologica dei sistemi trasmissivi  in tecnica terrestre di seconda generazione: il DVB-T2.</p>
<p>Le due giornate, sia per gli argomenti della conferenza sia per applicazioni e apparati presentati nell’area espositiva, hanno confermato la disponibilità dell’industria ad affrontare le sfide di un’ulteriore evoluzione del settore dell’intrattenimento televisivo, nel segno della tecnologia 4K,  che offrirà allo spettatore una definizione quattro volte superiore a quella di un odierno televisore full HD, della televisione 3D autostereoscopica, che supererà l’utilizzo degli occhiali attualmente necessari per la visione di programmi 3D, e di una TV connessa, che consentirà agli utenti una ricca esperienza interattiva nella fruizione di contenuti televisivi di qualità, indipendentemente dalla rete di provenienza (broadcast e broadband). I maggiori player nazionali e mondiali - Eutelsat, Marlin, Ses, Sisvel Technology, gold sponsor dell’evento; LG Electronics, RAI, Sony, Samsung e Tivù, silver sponsor – hanno esposto nell’area demo allestita per l’occasione, le ultime novità attestanti questa tendenza.</p>
<p>La conferenza, promossa da HD Forum Italia (Event Host: Saint Vincent Resort&amp;Casinò, Event Sponsor: Regione Autonoma della Valle D’Aosta, Event Partner: RAI, Event Guest: MPEG), ha visto la partecipazione, in qualità di relatori, di Walter Allasia, EURIX Group; Giovanni Ballocca, Sisvel Technology; Leonardo Chiariglione, Fondatore Gruppo MPEG; Alessandra Comazzi, La Stampa; Paolo D’Amato, Presidente Sisvel Technology; Renato Farina, Amministratore Delegato Eutelsat Italia; Gianluca Francini, Telecom Italia; Adam Fry, Director Sony Professional Solutions Europe; Mario Frullone, Direttore Ricerche Fondazione Ugo Bordoni; Francesco Gallo, EURIX Group; Diego Gibellino, Telecom Italia; Marco Grangetto, Università di Torino; Pietro Guerrieri, General Manager Ses Astra; Phil Laven, DVB Chairman; Benito Manlio Mari, Presidente HD Forum Italia e Direttore Media Business per Sony Europa; Andrea Michelozzi, Comunicare Digitale; Alberto Morello, Direttore Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica Rai; Marco Pellegrinato, Vice Presidente HD Forum Italia e direttore Ricerca &amp; Progettazione Tecnica di Videotime, società del Gruppo Mediaset; Antonio Preto, Commissario AGCOM, Commissione Infrastrutture e Reti; Luigi Rocchi, Vice Presidente HD Forum Italia e Direttore Strategie Tecnologiche Rai; Paola Sunna, Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica Rai e Ned Wiley, Market Development Advisor Marlin.</p>
<p>La prima giornata della conferenza ha avuto carattere prevalentemente istituzionale, dapprima con una presentazione della missione, degli obbiettivi e delle attività di HD Forum nel suo primo settennato e poi con una presentazione della HD Book Collection, ossia dei volumi di specifiche tecniche che l’Associazione ha prodotto per l’armonizzazione del mercato orizzontale dei ricevitori televisivi in Italia. Sono seguite due relazioni “keynote”: la prima, generale sulle attività del consorzio internazionale DVB, che presidia gli standard di codifica e trasmissione digitale adottati in Europa e in molti altri Paesi; la seconda, specifica sul nuovo standard DVB-T2 mirato ad aumentare del 50% l’efficienza della radiodiffusione in tecnica digitale terrestre.  Sono seguite una presentazione delle prospettive di offerta industriale di prodotti “oltre l’HD” e una tavola rotonda su requisiti e tendenze di un ecosistema dei media che sappia cogliere le opportunità determinate dalle sfide che la nuova tv connessa offerta dai broadcaster dovrà affrontare rispetto ad un mercato audiovisivo già intensamente presidiato da operatori Over the Top, con posizioni dominanti sul piano globale. Particolarmente significativo, a conclusione della prima giornata, è stato l’intervento di Antonio Preto, Commissario AGCOM, della Commissione Infrastrutture e Reti,  il quale ha esordito ricordando l’importanza di arrivare a un sistema di regolamentazione dei contenuti della televisione 2.0, altro modo di denotare la Connected Tv. “L’Italia non può essere considerata periferia del mondo – ha sottolineato il Commissario – siamo il decimo mercato mondiale per il consumo di video online, il primo in Europa per tasso di crescita, il terzo al mondo per percentuale di utenti Internet che guardano contenuti video online”. Tra gli innumerevoli altri spunti suggeriti dal Commissario, di notevole interesse quello riguardante l’ineludibile necessità di distribuire i contenuti televisivi  attraverso una varietà di piattaforme:  “dobbiamo promuovere e valorizzare tutte le piattaforme disponibili, altrimenti tecnologie di avanguardia come il 4K non decolleranno mai, perché la capacità trasmissiva richiesta dal 4K è tale da imporre un’altissima efficienza ed una ottimizzazione globale”.</p>
<p>La seconda giornata ha avuto qualificazione prettamente tecnico-scientifica, con protagonista l’”Innovation Workshop”, programmato e curato dalla sezione italiana dell’organismo internazionale MPEG (Motion Picture Expert Group), vasto gruppo di lavoro che, in seno all’ISO (International Organization for Standardization), ha via via definito e normalizzato – nel corso di un ventennio - le tecniche digitali di rappresentazione e compressione dei segnali audiovisivi. Dopo una panoramica dei principali risultati conseguiti dal gruppo, sono state illustrate le attività di punta attualmente in corso:  la nuova specifica HEVC, che consentirà di guadagnare dal 30% al 60% di efficienza di compressione rispetto all’attuale specifica MPEG-4 AVC; la famiglia di possibili soluzioni per la tv 3D di domani; i nuovi standard di ricerca visuale su archivi multimediali;  le tecniche di preservazione di contenuti digitali multimediali.</p>
<p>Nucleo principale della conferenza è stato la multi funzionalità della televisione che sta riportando il mezzo alla sua centralità nell’ambiente domestico. Il televisore torna ad essere il display preferito per le famiglie, grazie proprio alle connessione internet e alle nuove opportunità di integrazione che offrono i cosiddetti “second screen”, con la possibilità di scaricare contenuti complementari dalla rete.</p>
<p>In conclusione della due giorni è stata annunciata la pubblicazione dell’HD Book DTT V. 3.0 entro il 2013, che introdurrà le seguenti nuove funzionalità nei ricevitori digitali terrestri: la ricezione UHF senza la Banda 800MHz, il supporto del Codec HEVC fino a 1080p50 (DVB profile) minimum 576p50, un profilo italiano per la Common Interface CI+ 1.4 (Italian profile), il supporto DAE (Declarative Application Environment) basato sul profilo HTML5 a fianco del  GEM 1.3. e GEM Second Screen.</p>
<p>Gli atti della conferenza saranno presto disponibili in formato video e audio sul sito dell&#8217;HD Forum in quanto “presidio formativo” di un cantiere sempre aperto sulla TV digitale.</p>
<p>Nel saluto di chiusura della conferenza è stato annunciato un passaggio di staffetta al 10° Forum Europeo della Televisione Digitale, che si terrà a Lucca il 7 giugno e che riprenderà il tema dei “Dieci, cento mille schermi. “E anche dieci, cento, mille tematiche aperte – ha concluso Benito Manlio Mari - che riprenderemo da altri punti di vista, per analizzare al meglio le prospettivo di sviluppo di una Tv che sta andando ben oltre l’Alta Definizione”.</p>
<p style="text-align: right;">D.P.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2&amp;p=13076</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>I tweet dei telespettatori rendono la Tv interattiva</title>
		<link>http://www.mediaduemila.it/?p=13063</link>
		<comments>http://www.mediaduemila.it/?p=13063#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 12:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fortunato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tv]]></category>

		<category><![CDATA[mobile]]></category>

		<category><![CDATA[interattività]]></category>

		<category><![CDATA[Nielsen Group]]></category>

		<category><![CDATA[Paolo Lutteri]]></category>

		<category><![CDATA[social media]]></category>

		<category><![CDATA[SocialGuide]]></category>

		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediaduemila.it/?p=13063</guid>
		<description><![CDATA[di FORTUNATO PINTO -
Guardare la Tv ormai non vuol dire solo ascoltare e seguire i programmi trasmessi ma soprattutto commentarli in diretta: il Nielsen Group e il centro di ricerca SocialGuide hanno analizzato i dati sulle trasmissioni dell&#8217;autunno 2012 verificando che c&#8217;è una relazione tra l&#8217;utilizzo di Twitter e l&#8217;indice di ascolto televisivo. Il dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di FORTUNATO PINTO -</p>
<p>Guardare la Tv ormai non vuol dire solo ascoltare e seguire i programmi trasmessi ma soprattutto commentarli in diretta: il Nielsen Group e il centro di ricerca SocialGuide hanno analizzato i dati sulle trasmissioni dell&#8217;autunno 2012 verificando che c&#8217;è una relazione tra l&#8217;utilizzo di Twitter e l&#8217;indice di ascolto televisivo. Il dato prodotto dallo studio dei due centri di ricerca è infatti fondamentale per verificare il successo di una trasmissione, insieme al confronto con l&#8217;anno precedente e agli investimenti pubblicitari. Se questi ultimi due dati rappresentano i fattori economici e di fidelizzazione che decretano il successo in Tv, l&#8217;uso dei social media è l&#8217;elemento che mostra l&#8217;interazione tra telespettatore e show.</p>
<p>Dalla ricerca è risultato che  l&#8217;80%  degli intervistati possiede uno smartphone o un tablet e lo utilizza spesso mentre guarda la Tv e oltre il 40% accede ad un social network commentando ciò che sta guardando. Inoltre, lo studio ha verificato un effettivo aumento del numero di telespettatori conseguente al numero di tweet prodotti durante la trasmissione di uno show: l&#8217;indice di ascolto è infatti aumentato dell&#8217;1% grazie all&#8217;aumentare dell&#8217;8,5% del cinguettio online per la fascia dai 18 ai 35 anni e per la fascia dai 36 ai 49 anni l&#8217;indice di ascolto si è alzato della stessa percentuale con l&#8217;incremento del 14% di tweet.</p>
<p>Paolo Lutteri sostiene che la Tv, fino a poco fa, era un elettrodomestico passivo, con i nuovi media è  avvenuta una trasformazione ma non è stato lo schermo televisivo a cambiare: “con il secondo schermo, quello degli smartphone e dei tablet, mentre si guarda la Tv in famiglia e con gli amici si commentano e criticano i programmi trasmessi utilizzando questi device. Oggi la televisione è interattiva”. Sono i tweet e i commenti online a generare un nuovo traffico televisivo che si addiziona a quello tradizionale: ogni trasmissione, che sia una partita di calcio oppure una dibattito politico o, ancora, un festival musicale ha contemporaneamente telespettatori e commentatori che moltiplicano considerevolmente l&#8217;audience.</p>
<p>Il passaggio della televisione da elettrodomestico passivo a generatore di interattività favorisce la discussione e l&#8217;approfondimento culturale: nonostante sia inevitabile la presenza di commenti e critiche di poco valore, con il discutere online aumenta la libertà di espressione per ognuno di noi. Secondo Paolo Lutteri, il parere del critico professionista si affianca a quello di tutti: “come per gli user generated content che hanno democratizzato la creazione di contenuti online, la possibilità di esprimere il proprio giudizio sui programmi è sintomo di una democratizzazione della televisione che oggi è soggetta non solo ai suoi telespettatori, pronti a cambiare canale quando non sono soddisfatti dello show trasmesso, ma anche ai suoi commentatori pronti a rendere merito di ciò che guardando a suon di tweet e post”.</p>
<p style="text-align: right;">Fortunato Pinto</p>
<p style="text-align: right;">media2000@tin.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2&amp;p=13063</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nuove frontiere del Mobile Future Centre Venezia</title>
		<link>http://www.mediaduemila.it/?p=13121</link>
		<comments>http://www.mediaduemila.it/?p=13121#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 12:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fortunato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ICT]]></category>

		<category><![CDATA[Future Centre]]></category>

		<category><![CDATA[LTE]]></category>

		<category><![CDATA[smartphone]]></category>

		<category><![CDATA[tablet]]></category>

		<category><![CDATA[Telecom]]></category>

		<category><![CDATA[UBB]]></category>

		<category><![CDATA[Ultra Broad Band]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediaduemila.it/?p=13121</guid>
		<description><![CDATA[Durante la settimana dedicata al digitale, presso il Telecom Future Centre di San Salvador e organizzata da Gian Paolo Balboni, Responsabile Trends, è stato possibile immaginare le prossime piccole e grandi rivoluzioni che ci aspettano. Protagonista la comunicazione mobile ed il mondo delle applicazioni. Lo sviluppo del Mobile Ultra Broadband (Ubb), legato alla tecnologia Lte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>D</strong>urante la settimana dedicata al digitale, presso <strong>il</strong><strong> Telecom Future Centre di San Salvador</strong> e organizzata da Gian Paolo Balboni, Responsabile Trends, è stato possibile immaginare le prossime piccole e grandi rivoluzioni che ci aspettano. Protagonista la comunicazione mobile ed il mondo delle applicazioni. Lo sviluppo del Mobile Ultra Broadband (Ubb), legato alla tecnologia Lte, darà nuova spinta al settore delle applicazioni e dei servizi. Ciascuno di noi potrà avere in tasca il mondo a disposizione. Smartphone o tablet saranno la chiave di accesso.</p>
<p>Il motivo dell’incontro è la sinergia nata con Ca&#8217; Foscari Digital Week, l&#8217;intento è promuovere e diffondere le innovazioni in campo digitale. <strong>Maria Pia Rossignaud</strong>, Direttore Media Duemila e Vice Presidente, Osservatorio TuttiMedia ha moderato un dibattito che ha permesso un’immersione nel futuro, perché è stato possibile sperimentare l’alta qualità e l’immediatezza del trasferimento di file multimediali, anche “pesanti”. Grazie ai collegamenti su rete Lte, che assicurano trasmissioni in download dell’ordine dei 100 megabit e di circa 50 megabit in upload, ogni azione diventa più veloce.</p>
<p>La Videoconferenza Hd su terminali Lte segna la differenza fra un passato di piccole e grandi frustrazioni ed una comunicazione pressoché perfetta. Nella postazione dimostrativa è stato possibile chiacchierare in videocomunicazione ad alta qualità, utilizzando i nuovi tablet Lte, già disponibili.</p>
<p>Il mondo del lavoro trarrà sicuramente vantaggio da questa tecnologia, dunque per il digitale e le nuove professioni si apre una nuova era.<br />
La postazione di scuola digitale ha mostrato nuove potenzialità di didattica partecipativa, un’innovazione per trasformare i «compiti a casa» in una piacevole esperienza collaborativa di studio con i compagni, o per «essere in aula» anche quando non si può andare a scuola. Vivere il futuro è sempre una grande opportunità.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2&amp;p=13121</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Evitare la maledizione delle risorse, la sfida dell&#8217;Africa</title>
		<link>http://www.mediaduemila.it/?p=13082</link>
		<comments>http://www.mediaduemila.it/?p=13082#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 12:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fortunato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In collaborazione con Oil]]></category>

		<category><![CDATA[Africa]]></category>

		<category><![CDATA[energia]]></category>

		<category><![CDATA[gas]]></category>

		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>

		<category><![CDATA[Jamal Saghir]]></category>

		<category><![CDATA[Oil]]></category>

		<category><![CDATA[petrolio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediaduemila.it/?p=13082</guid>
		<description><![CDATA[Come incanalare i proventi del petrolio verso lo sviluppo secondo Jamal Saghir della Banca Mondiale. 
La sfida principale per l’Africa sub sahariana è sfruttare efficacemente i guadagni inattesi per combattere povertà e malattie e migliorare il livello di istruzione. Una buona governance, trasparenza e responsabilità sono elementi essenziali. L&#8217;Africa detiene circa il 10 percento delle riserve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come incanalare i proventi del petrolio verso lo sviluppo secondo Jamal Saghir della Banca Mondiale. </em></p>
<p>La sfida principale per l’Africa sub sahariana è sfruttare efficacemente i guadagni inattesi per combattere povertà e malattie e migliorare il livello di istruzione. Una buona governance, trasparenza e responsabilità sono elementi essenziali. L&#8217;Africa detiene circa il 10 percento delle riserve di petrolio mondiali e l&#8217;8 percento delle risorse di gas naturale. La produzione di petrolio è in continua crescita e, nel prossimo futuro, è destinata ad aumentare di sei punti percentuali su base annua. Sono dati molto incoraggianti quelli forniti da Jamal Saghir, direttore del Dipartimento Sviluppo Sostenibile per l&#8217;Africa della Banca Mondiale, che però avverte: “È di vitale importanza sottoscrivere contratti equi, sensibili alle problematiche sociali e ambientali e in grado di stimolare l&#8217;attività economica a livello locale”. Solo così l’Africa potrà evitare la maledizione delle risorse.</p>
<p><strong>Quali sono i più grandi cambiamenti – positivi e negativi – che le nuove scoperte di gas e petrolio stanno provocando nell&#8217;Africa subsahariana? </strong></p>
<p>È un periodo di grande fermento per l&#8217;Africa subsahariana. Secondo le previsioni la crescita economica raggiungerà il 6 percento, le esportazioni fanno sentire i propri effetti e i prezzi delle materie prime non sono mai stati così elevati. La scoperta di nuove riserve di gas e petrolio sta portando a un boom del settore estrattivo (in Mozambico c’è un giacimento di gas grande più o meno quanto la Norvegia) e il valore economico delle risorse naturali è destinato ad aumentare, non a diminuire.</p>
<p>Ora la sfida principale è incanalare i ricavi ottenuti in direzione dello sviluppo, sfruttare in modo efficiente ed efficace questi guadagni inattesi per combattere la povertà e le malattie, migliorare il livello di istruzione, la salute e l&#8217;alimentazione e proteggere l&#8217;ambiente. Sappiamo che una buona governance, trasparenza e responsabilità sono elementi essenziali per evitare la cosiddetta “maledizione delle risorse”. Gli Stati si affidano a noi per ottenere accordi equi, rafforzare il rapporto tra il settore estrattivo e le altre attività e investire i ricavi a vantaggio dell&#8217;intera economia. Nel caso dell&#8217;Africa, il passato non è necessariamente lo specchio del futuro.</p>
<p><strong>Quali responsabilità devono assumersi le compagnie petrolifere per assicurare che i nuovi proventi portati ai singoli Paesi siano usati per le persone e le relative culture e non per appoggiare la corruzione o la violazione dei diritti umani?</strong></p>
<p>Le compagnie petrolifere e i governi condividono la responsabilità di assicurare che le risorse vengano sfruttate per potenziare le infrastrutture e lo sviluppo umano. Un’azienda animata, seppur animata da nobili intenti, non può riuscirci da sola. Servono partnership fra pubblico e privato – con i governi, la società civile e le comunità locali, che spesso sono le più penalizzate quando gli accordi non sono trasparenti. La maledizione delle risorse non è inevitabile. È di vitale importanza sottoscrivere contratti equi, sensibili alle problematiche sociali e ambientali e in grado di stimolare l&#8217;attività economica a livello locale.</p>
<p><strong>Le nuove normative statunitensi, che richiedono alle compagnie petrolifere, gassifere e minerarie quotate nelle borse degli Stati Uniti di rendere pubblici tutti i pagamenti superiori a 100.000 dollari in favore dei governi esteri, contribuiranno effettivamente a limitare la potenziale corruzione legata alle riserve petrolifere in Africa? O sono solo provvedimenti di facciata?</strong></p>
<p>Queste misure rientrano in un movimento globale orientato a una maggiore trasparenza, nel quale si inscrivono anche l&#8217;Extractive Industries Transparency Initiative (EITI), la Natural Resources Charter e il Dodd Frank Act, e servono a sviluppare lo spazio e gli strumenti necessari per ulteriori riforme governative. Non possiamo però accontentarci e fare affidamento unicamente sulla legge. La chiave è formare partnership con le comunità locali, la società civile, il settore privato e i governi e stringere coalizioni per promuovere la trasparenza e l&#8217;apertura del settore estrattivo.</p>
<p><strong>Quali nazioni africane stanno mettendo a frutto i ricavi derivanti dal petrolio per il proprio Paese e quali sono le best practice in questo senso? </strong></p>
<p>Tutti sanno che la gestione dei ricavi non è una sfida esclusivamente africana. La buona notizia è che la metà dei Paesi aderenti all&#8217;Extractive Industries Transparency Initiative (EITI), vale a dire 7 su 14, è africana. E altre dodici nazioni africane sono prossime alla candidatura. Un&#8217;ottima premessa per il futuro, che dimostra l&#8217;infaticabile impegno dell&#8217;Africa per ottimizzare la gestione dei ricavi.</p>
<p>Essere in grado di negoziare accordi vantaggiosi sulle risorse naturali è un primo passo fondamentale per i Paesi africani che intendono convertire sempre più risorse minerarie in una crescita costante e utile a tutti. La complessità e la lunga durata dei contratti, unita alla scarsa esperienza e all&#8217;incapacità dei funzionari di imporre condizioni più stringenti, hanno finora impedito ai Paesi di sviluppare appieno il proprio potenziale.</p>
<p>Per aiutare i governi africani a ottenere accordi più favorevoli in caso di scoperte minerarie, la Banca Mondiale ha recentemente inaugurato un servizio di finanziamento per reclutare avvocati internazionali esperti, in grado di rappresentare i governi e gestire le trattative con le grandi compagnie. In questo modo, ogni Paese potrà ottenere contratti equi ed ecosostenibili, creando posti di lavoro e una crescita inclusiva e a lungo termine.</p>
<p><strong>Quale sarà secondo lei il posto dell&#8217;Africa subsahariana nel mercato petrolifero globale fra 10 anni? In altre parole, quale percentuale della produzione mondiale di petrolio proverrà da questa regione e quali saranno i maggiori importatori stranieri?</strong></p>
<p>L&#8217;Africa detiene circa il 10 percento delle riserve di petrolio mondiali e l&#8217;8 percento delle risorse di gas naturale. La produzione di petrolio è in continua crescita e, nel prossimo futuro, è destinata ad aumentare di sei punti percentuali su base annua.</p>
<p>La Nigeria, il primo produttore africano, riuscirà a fornire gli stessi quantitativi di petrolio del 2011 per altri 41 anni, mentre l&#8217;Angola, il secondo maggior produttore della regione, sarà in grado di mantenere gli attuali livelli di produzione per altri 21 anni prima che le riserve note si esauriscano.</p>
<p>La mia sfera di cristallo non si spinge oltre. La soluzione, sia per il presente che per il futuro, è investire gli utili inattesi nella generazione di un capitale umano, naturale e fisico da sfruttare anche quando le risorse si saranno esaurite. Investimenti di questo tipo, oculati e prudenti, sono la chiave per imbrigliare il potere delle risorse minerarie e trasformare l&#8217;Africa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2&amp;p=13082</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Pompei falling from grace, il NYT intervista Antonio Irlando</title>
		<link>http://www.mediaduemila.it/?p=13088</link>
		<comments>http://www.mediaduemila.it/?p=13088#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 12:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fortunato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Video]]></category>

		<category><![CDATA[Antonio Irlando]]></category>

		<category><![CDATA[New York Times]]></category>

		<category><![CDATA[Pompei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediaduemila.it/?p=13088</guid>
		<description><![CDATA[
Antonio Irlando intervistato dal New York Times parla della situazione attuale degli scavi di Pompei
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="480" height="373" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" id="nyt_video_player" title="New York Times Video - Embed Player" src="http://graphics8.nytimes.com/bcvideo/1.0/iframe/embed.html?videoId=100000002182319&#038;playerType=embed"></iframe></p>
<p>Antonio Irlando intervistato dal New York Times parla della situazione attuale degli scavi di Pompei</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2&amp;p=13088</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a des Dorides: satellite, sfida sostenibile per vivere in sicurezza malgrado le tempeste solari</title>
		<link>http://www.mediaduemila.it/?p=13071</link>
		<comments>http://www.mediaduemila.it/?p=13071#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 12:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fortunato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Agenzia Europea GNSS]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo des Dorides]]></category>

		<category><![CDATA[Progetto Galileo]]></category>

		<category><![CDATA[satellitare]]></category>

		<category><![CDATA[Tv]]></category>

		<category><![CDATA[UE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediaduemila.it/?p=13071</guid>
		<description><![CDATA[di LIVIA SERLUPI CRESCENZI -
Non solo televisione. La tv via satellite copre una vasta quota di mercato anche in Italia (vedi articolo di Media Duemila) ma la tecnologia satellitare non vuol dire solo piccolo schermo. Il mercato per le applicazioni di navigazione satellitare globale raggiungerà i 240bn di euro con circa il 7% del prodotto interno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di LIVIA SERLUPI CRESCENZI -</p>
<p><span>Non solo televisione. La tv via satellite copre una vasta quota di mercato anche in Italia (vedi articolo di <a href="http://www.mediaduemila.it/?p=12888"><span>Media Duemila</span></a></span>) ma la tecnologia satellitare non vuol dire solo piccolo schermo. Il mercato per le applicazioni di navigazione satellitare globale raggiungerà i 240bn di euro con circa il 7% del prodotto interno lordo europeo, pari a 800 miliardi di euro, dipendente dai servizi di navigazione satellitare. L’Unione Europea, peraltro, considera Galileo, il piano per dotarsi di un proprio sistema di navigazione satellitare, un grande progetto di investimento strategico con il quale il mercato dell’eurozona sarà in grado di sfruttare al massimo le opportunità offerte dal Satellite.</p>
<p>Media Duemila indaga sui moderni progetti spaziali parlandone con Carlo des Dorides, Direttore Esecutivo dell’Agenzia Europea GNSS (Global Navigation Satellite System)</p>
<p><strong>Di cosa si occupa l’Agenzia GSA che Lei dirige? </strong></p>
<p>La GSA è l’Agenzia Europea incaricata della gestione operativa dei programmi di navigazione satellitari europei chiamati EGNOS (sistema già in esercizio che aumenta ed integra le prestazioni del sistema americano GPS) e Galileo, quello che si può definire il “GPS europeo” nonché quello che alcuni hanno definito come il più complesso programma oggi in fase di realizzazione in Europa.</p>
<p>Il GPS, e domani Galileo, è quel sistema che ci consente di conoscere con una accuratezza di qualche metro ed in qualunque luogo del mondo la nostra posizione: il miglior esempio, sotto gli occhi di tutti, è il navigatore di cui sono equipaggiate oggi la gran parte delle automobili o le funzioni di localizzazione sui nostri telefonini, i cosi detti “smartphones”, ma le applicazioni sono numerosissime e vanno dalla navigazione aerea a quella marittima, dall’agricoltura di precisione ai sistemi di pedaggio autostradale privi di varchi terrestri.</p>
<p>La GSA è stata creata nel 2004 per essere la controparte pubblica del concessionario che si prevedeva di selezionare mediante una procedura di gara nel contesto di una Partecipazione Pubblica Privata (PPP). Questa procedura di aggiudicazione non si è conclusa positivamente e nel 2008 il programma è stato preso in carico dalla Commissione Europea anche in termini finanziari.</p>
<p>Negli ultimi anni la GSA ha avuto la responsabilità di definire le strategie  e sviluppare il mercato europeo del GNSS, di supportare le attività di certificazione in materia di sicurezza del sistema e di preparare le operazioni dei due centri, uno in Francia ed uno in Inghilterra, che controlleranno e gestiranno la sicurezza dell’intero sistema.</p>
<p>A partire dal 2011 però la GSA sta gradualmente tornando al centro della gestione programmatica  di EGNOS e Galileo e in accordo ad un nuovo regolamento che entrerà in vigore prima dell’estate, a partire dal 2014 la GSA avrà il preciso compito di gestire le operazioni del sistema e soprattutto di erogare quei servizi dai quali ci si aspetta un effetto moltiplicatore nella creazione del valore di Galileo. La grande differenza rispetto al sistema omologo americano GPS o quello russo Glonass sta infatti nella natura civile di Galileo (contrapposta a quella militare degli altri due sistemi) ed è proprio su questa differenza che si punta a creare il vantaggio competitivo del sistema europeo. Il sistema, composto da 30 satelliti orbitanti  a circa 22.000 km dalla terra, sarà interamente dispiegato nel 2017/18 ma già a partire dalla fine del 2014 saranno garantiti i primi servizi.</p>
<p><strong>Come la navigazione via satellite dovrebbe migliorare la qualità della nostra vita?</strong></p>
<p>Ho accennato poco fa ad alcuni esempi ma l’elenco delle applicazioni oggi esistenti basate sulla navigazione satellitare sarebbe lunghissimo. Più interessante è invece guardare allo sviluppo di questi scenari  e provare a tracciarne una evoluzione:  in un futuro non cosi lontano potremmo quindi pensare ad un viaggio in auto attraverso l’Europa senza più doversi fermare per pagare i pedaggi autostradali utilizzando un unico sistema, completamente svincolato da quanto esistente a terra, di gran lunga più’ efficiente, facile da mantenere e quindi più economico.  Insieme a questo potremmo ipotizzare (anzi  questo servizio comincia già ad essere proposto e affermarsi!) il pagamento delle assicurazioni automobilistiche in funzione del reale utilizzo (percorso chilometrico effettuato), e a questo potrebbe anche associarsi la relativa tassazione di circolazione. Spingendosi oltre non è difficile anche immaginare un sistema di trasporto intelligente in cui i veicoli diventino a loro volta sorgenti di informazioni per altri veicoli, medianti idonei canali di comunicazione, cosi da cooperare e realizzare flussi di trasporto più’ efficienti ed economici.</p>
<p>Da queste poche riflessioni si intravede che per quanto riguarda il settore automobilistico, uno dei più promettenti, si potranno basare sul ricevitore di bordo un svariato numero di servizi che condurranno ad una vera trasformazione del nostro modo di concepire la conduzione di un’auto. Spingendosi ancora oltre presto potremo anche pensare ad un auto guidata interamente senza il diretto intervento dell’uomo.</p>
<p>Analogamente il volo di un aeroplano, la navigazione di una nave, la movimentazione di un escavatore di precisione o di un trattore senza l’ausilio dell’uomo non appartengono ad un futuro cosi lontano.</p>
<p><strong>Quanto è importante sviluppare questa tecnologia per l’Europa?</strong></p>
<p>Come accennato poco fa la navigazione satellitare è entrata nelle nostre vite molto più di quanto si possa credere. Basti considerare che si stima che oggi il prodotto interno lordo europeo è dipendente direttamente o indirettamente da questi sistemi di navigazione nella misura del 6-7 %: da questa considerazione è quindi facile apprezzare anche la dimensione strategica di questo programma e la determinazione dell’Europa di confermare questo investimento (6,3 miliardi di €) anche in questa fase di ristrettezze finanziarie.</p>
<p>Non è certo casuale che oltre al sistema GPS americano esista oggi già in funzione anche quello russo GLONASS e che altri grandi paesi come la Cina e l’India stiano sviluppando sistemi simili.</p>
<p>Sino ad ora ho fatto cenno del dato di posizionamento o di navigazione ricavato mediante Galileo ed EGNOS ma non molti sanno che un’altro prodotto importante di questi sistemi e’ una accurata determinazione del tempo mediante una sofisticata rete di orologi atomici a terra e a bordo dei satelliti capace di apprezzare il miliardesimo di secondo (il nano-secondo). Questa determinazione del tempo cosi accurata e disponibile su scala globale e’ oggi già utilizzata attraverso il sistema GPS per una serie di applicazioni critiche quali la sincronizzazione delle reti di distribuzione elettriche o delle reti informatiche e alle quali e’ facile riconoscere una assoluta importanza e strategicità.</p>
<p>A questa considerazione va senz’altro aggiunto che Galileo ed EGNOS rappresentano la frontiera delle più avanzate tecnologie satellitari, un settore dove l’industria europea ha saputo guadagnarsi negli ultimi dieci anni una posizione di primo livello e di sostanziale parità con quello americano che storicamente è stato il leader a partire dal dopo guerra. Investire quindi in queste tecnologie significa anche puntare sull’eccellenza in quei settori dove andrà costruito sempre più il vantaggio concorrenziale dell’Europa del domani.</p>
<p><strong>Si può parlare di <em>digital divide</em> per la navigazione satellitare?</strong></p>
<p>La navigazione satellitare è per sua natura globale, quindi tale da garantire una copertura dell’intero globo terrestre e perciò tale da non creare una discriminazione geografica. La vera sfida sta nella riduzione dei costi dei ricevitori ma su questa valgono le stesse regole delle tecnologie dell’information technology, vale a dire i costi tendono a ridursi sempre più sotto la sollecitazione di una competizione di un mercato che è sempre più globale.</p>
<p>Anche nel caso della navigazione satellitare vale il principio per cui i paesi tecnologicamente meno avanzati hanno teoricamente il vantaggio di poter colmare più facilmente il <em>digital divide</em> in quanto non devono vincere l’inerzia di un cambiamento di tecnologia che in alcuni casi, data l’arretratezza, non e’ stata ancora impiegata. In altri termini sarà più facile passare direttamente all’utilizzo della tecnologia più’ evoluta saltando un passo intermedio.</p>
<p><strong>Sarà possibile affrontare anche dal punto di vista economico lo sviluppo di questa nuova tecnologia?</strong></p>
<p>EGNOS e Galileo rappresentano senz&#8217;altro un notevole impegno economico per l’Europa (come detto circa 6,3 miliardi di euro per i prossimi sette anni) ma gli studi realizzati insieme alla Commissione Europea ed altre autorevoli società indipendenti, dimostrano che il valore economico creato da questi sistemi compensa ampiamente l’investimento (70 miliardi di euro nei prossimi quindici anni). La gran parte di questo valore risiede nella parte ultima della “catena del valore”, quindi lo sviluppo di applicazioni e servizi, ed è questo il motivo per cui la GSA è molto impegnata a promuovere e stimolare la nascita di iniziative imprenditoriali in questo settore mediante bandi di gare ad hoc ma anche fornendo il know-how necessario per comprendere le dinamiche evolutive del mercato.</p>
<p><strong>Esistono problemi di privacy per questa tecnologia e il suo sviluppo?</strong></p>
<p>Problemi di privacy esistono in relazione alla navigazione satellitare nella misura in cui il dato di posizionamento (ad esempio il posizionamento di un individuo) venga utilizzato senza appropriata autorizzazione. Questo è senz’altro un tema delicato che già si manifesta nella sua ampia dimensione e che sarà sicuro oggetto di attenta analisi.</p>
<p><strong>Si parla di una potente tempesta solare o</strong><strong><strong> </strong>tempesta geomagnetica<strong> </strong></strong><strong>che avverrà quest’anno e che manderà in tilt tutte le reti di telecomunicazione terrestre e anche i satelliti che cosa ne pensa? </strong></p>
<p>Lo studio dell’attività solare, che si manifesta sotto forma di una abnorme emissione di radiazione elettromagnetica, negli ultimi decenni ha effettivamente dimostrato una sua ciclicità che  presenta un picco negli anni 2012/13. Questa emissione elettromagnetica potrebbe alterare i segnali che vengono emessi dai satelliti ed eventualmente anche danneggiarne l’elettronica di bordo però è importante segnalare anzitutto che ad oggi non abbiamo riscontrato anomalie significative riconducibili a questo fenomeno e che comunque questo fenomeno è sotto un attento controllo e nel caso si dimostrasse potenzialmente pericoloso sono previste delle procedure operative dei satelliti volte a ridurne i danni.</p>
<div style="text-align: right;">Livia Serlupi Crescenzi</div>
<div style="text-align: right;">media2000@tin.it</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2&amp;p=13071</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nell’era del plebiscito permanente come ripensare il governo?</title>
		<link>http://www.mediaduemila.it/?p=13010</link>
		<comments>http://www.mediaduemila.it/?p=13010#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 12:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fortunato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il blog di Derrick De Kerckhove e Maria Pia Rossignaud]]></category>

		<category><![CDATA[Elezioni politiche 2013]]></category>

		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>

		<category><![CDATA[Governo]]></category>

		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>

		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediaduemila.it/?p=13010</guid>
		<description><![CDATA[Con questa domanda abbiamo chiuso il blog precedente. E invitiamo a riflettere: è giunto il momento di passare dalla democrazia rappresentativa a quella veramente partecipativa? Secondo alcuni la democrazia rappresentativa non può e non deve essere sostituta. Abbiamo parlato con Sebastiano Sortino, già consigliere AgCom, prima direttore generale Fieg  e dopo una lunga riflessione la conclusione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questa domanda abbiamo chiuso il blog precedente. E invitiamo a riflettere: è giunto il momento di passare dalla democrazia rappresentativa a quella veramente partecipativa? Secondo alcuni la democrazia rappresentativa non può e non deve essere sostituta. Abbiamo parlato con Sebastiano Sortino, già consigliere AgCom, prima direttore generale Fieg  e dopo una lunga riflessione la conclusione ci porta a non dare tutto per scontato. Il voto espresso tramite Twitter o Facebook non può essere paragonato al voto in un’urna che impone la scelta di qualcuno che ti rappresenti.</p>
<p>In ogni caso è utile osservare che i politici oggi non possono più mentire attraverso il canale dei giornalisti accreditati presso le istituzioni che fino a qualche anno fa possedevano il monopolio della diffusione della notizia.  I giornalisti embedded sono sempre esistiti, cosi come politici ammaliatori, dunque non sempre si tratta di mala fede.</p>
<p>Per noi è il momento di ripensare senza esagerare, seguendo un percorso democratico che, come ha detto il Presidente della Repubblica, non può e non deve prescindere dalla Costituzione e dal rispetto delle istituzioni. In questi giorni gli articoli che hanno promosso la riflessione su come siamo arrivati sino qui, sono stati espressione di un ottimo giornalismo di cui non si può fare a meno perché la politica ha bisogno di un discorso costruttivo, critico e non semplicemente emozionale.</p>
<p>Uno scenario possibile potrebbe dare voce alla gente educata al dibattito critico. Come fare?</p>
<p>1. I twitteranti esprimono opinioni e desideri  attraverso i tweet.</p>
<p>2. Se non si risolve il problema e la situazione è delicata, gli stessi twitteranti scelgono il loro porta-parola.</p>
<p>3. Il porta-parola incontra chi deve dare risposte in Rete, alla radio, sulla Tv, e sulla piazza pubblica. La discussione viene seguita da tutti. Il dibattito è pubblico.</p>
<p>4. La gente vota ogni passaggio con i tweet.</p>
<p>5. Il governo prende in considerazione le indicazione del voto a favore e contro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediaduemila.it/?feed=rss2&amp;p=13010</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
